
Un medico di 33 anni è stato accerchiato e aggredito da un gruppo di giovanissimi mentre si trovava nella zona di viale Roma, a Vicenza. Il professionista è stato colpito ripetutamente con calci e un pugno, riportando la frattura del setto nasale e una prognosi di 30 giorni. L’episodio è avvenuto nella serata di mercoledì 14 ottobre, intorno alle 19.30. Le indagini della polizia hanno permesso di identificare due presunti responsabili, un ragazzino di 13 anni e uno di 16, grazie alle immagini delle telecamere di videosorveglianza cittadina e dei mezzi pubblici utilizzati dal gruppo per allontanarsi. I due sono stati segnalati all’autorità giudiziaria nell’ambito degli accertamenti per lesioni aggravate in concorso.
L’aggressione in viale Roma: il medico circondato dal gruppo
Tutto è accaduto nella prima serata di mercoledì 14 ottobre, in una delle zone centrali di Vicenza.
Erano circa le 19.30 quando alla centrale operativa del 112 è arrivata una segnalazione relativa a un’aggressione in corso nella zona di viale Roma.
Una pattuglia della polizia è intervenuta sul posto, dove ha raccolto il racconto di un medico di 33 anni, appena vittima di un pestaggio.
Secondo quanto riferito dal professionista agli agenti, un gruppo di giovanissimi lo avrebbe improvvisamente accerchiato, per poi passare all’aggressione fisica.
Poco prima, gli stessi ragazzi sarebbero stati notati mentre prendevano a calci alcune transenne collocate lungo la strada.
La situazione sarebbe quindi degenerata quando il gruppo si è rivolto contro il medico, colpendolo più volte.
Calci e un pugno al volto hanno provocato lesioni tali da rendere necessario il trasporto in ospedale.
Restano da chiarire le ragioni per cui i giovani avrebbero preso di mira il professionista e se ci sia stato un episodio immediatamente precedente in grado di spiegare l’aggressione.
Il medico trasportato in ospedale: frattura del setto nasale
Dopo il pestaggio, il 33enne è stato accompagnato in ospedale per ricevere le cure necessarie.
Gli accertamenti sanitari hanno evidenziato una frattura del setto nasale, conseguenza dei colpi ricevuti durante l’aggressione.
I medici hanno stabilito una prognosi di 30 giorni.
Una lesione importante, che testimonia la violenza dell’episodio e che comporterà per il professionista un periodo di recupero.
Non sono stati diffusi ulteriori dettagli sulle sue condizioni cliniche né sull’eventuale necessità di trattamenti successivi.
L’aggressione si è consumata in pochi momenti, ma ha lasciato conseguenze fisiche significative per la vittima.
Le telecamere incastrano i presunti aggressori: identificati due ragazzini
Subito dopo l’intervento, la polizia ha avviato gli accertamenti per individuare i componenti del gruppo coinvolto nel pestaggio.
Un contributo determinante è arrivato dall’analisi delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.
Gli investigatori hanno esaminato sia le riprese delle telecamere cittadine sia quelle installate sui mezzi di trasporto pubblico utilizzati dai giovani per allontanarsi dalla zona dell’aggressione.
Attraverso il confronto dei filmati è stato possibile ricostruire gli spostamenti del gruppo e individuare due ragazzi ritenuti coinvolti nell’episodio.
Si tratta di due minorenni di 13 e 16 anni.
Gli accertamenti hanno portato alla loro identificazione e alla segnalazione all’autorità giudiziaria per l’ipotesi di lesioni aggravate in concorso.
Il loro eventuale ruolo e le rispettive responsabilità dovranno essere valutati nelle sedi competenti.
Uno dei ragazzi ha soltanto 13 anni: cosa prevede la legge
La giovane età dei presunti aggressori rappresenta uno degli aspetti più delicati della vicenda.
Uno dei due ragazzi ha infatti soltanto 13 anni, mentre l’altro ne ha 16.
La differenza è rilevante dal punto di vista giuridico.
In Italia, chi non ha ancora compiuto 14 anni non è penalmente imputabile, come stabilito dall’articolo 97 del Codice penale.
Il tredicenne, quindi, non può essere sottoposto a una condanna penale per il fatto contestato, pur potendo essere oggetto di accertamenti e, nei casi previsti dalla legge, di interventi o misure di competenza dell’autorità minorile.
Diversa è la posizione del sedicenne, per il quale l’eventuale responsabilità penale viene valutata secondo le regole della giustizia minorile, compreso l’accertamento della capacità di intendere e di volere al momento del fatto.
Per questo, sebbene entrambi siano stati individuati dalla polizia, le conseguenze giudiziarie potranno essere differenti.
Le indagini sul pestaggio: resta da chiarire il motivo dell’aggressione
Le immagini delle telecamere hanno consentito agli investigatori di individuare due presunti partecipanti, ma alcuni aspetti della vicenda rimangono ancora da chiarire.
In particolare, non è stato precisato che cosa abbia provocato il passaggio dagli atti di danneggiamento delle transenne all’aggressione contro il medico.
Non è noto se il professionista avesse rivolto un richiamo al gruppo o se sia stato preso di mira senza alcun confronto precedente.
Anche il numero complessivo dei giovani presenti durante il pestaggio non è stato specificato nelle informazioni diffuse.
Gli accertamenti della polizia si sono concentrati sulle riprese video e sugli spostamenti successivi all’episodio, permettendo di ricostruire la dinamica e identificare i due minorenni.
Il bilancio è quello di un medico di 33 anni finito in ospedale con il naso fratturato e un mese di prognosi, dopo essere stato accerchiato e picchiato in strada.
Una vicenda che riporta l’attenzione sul fenomeno delle aggressioni commesse da gruppi di giovanissimi e che, nel caso di Vicenza, vede coinvolti due ragazzi, uno dei quali non ha ancora raggiunto l’età minima prevista dalla legge per l’imputabilità penale.


