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Milano, arrivano i parà e la città si blinda per domani. Ora il messaggio: “Annullato tutto”

Pubblicato: 23/10/2026 07:07

Cambio di programma a poche ore dalle manifestazioni previste per sabato 24 ottobre in otto città italiane. Il Movimento 17 Ottobre ha annunciato l’annullamento di tutti i punti di ritrovo precedentemente comunicati, scegliendo una nuova strategia: i luoghi delle proteste saranno resi noti soltanto mezz’ora prima dell’inizio dei concentramenti. Una decisione comunicata nel primo pomeriggio di venerdì attraverso i social, con un messaggio che invita i partecipanti a non presentarsi nelle piazze inizialmente indicate. L’obiettivo dichiarato dagli organizzatori è evitare che le manifestazioni vengano circondate dalle forze dell’ordine e consentire ai diversi gruppi di convergere successivamente in un’unica piazza.

Annullati tutti i ritrovi: «Non andate nelle piazze indicate»

Il Movimento 17 Ottobre ha modificato radicalmente l’organizzazione delle manifestazioni annunciate per sabato. In un primo momento erano state individuate alcune piazze nelle otto città coinvolte. Venerdì pomeriggio, però, gli organizzatori hanno comunicato che nessuno degli appuntamenti precedentemente annunciati è più valido. «Non andate in piazza Duomo, a piazza Nettuno o negli altri luoghi già indicati. Non vi troverete nessuno di noi e troverete molti di loro», si legge nel messaggio pubblicato sui social.

Il riferimento è alla presenza delle forze dell’ordine, che secondo gli organizzatori potrebbero presidiare i luoghi già conosciuti. La scelta è quindi quella di non anticipare più i punti di incontro.

Tre concentramenti per città: gli orari delle manifestazioni

Il nuovo programma prevede una mobilitazione articolata in più momenti, con indicazioni diffuse direttamente attraverso i canali del movimento. Secondo il piano annunciato, i partecipanti dovrebbero inizialmente distribuirsi in tre diversi punti della città, per poi muoversi verso una destinazione comune. “Tre fiumi che confluiscono in uno”, è l’immagine utilizzata dal movimento per descrivere la manifestazione.

L’appello ai partecipanti: «Non andate da soli»

Nel messaggio diffuso online, il Movimento 17 Ottobre invita i manifestanti a organizzarsi attraverso i propri gruppi di riferimento, siano essi collettivi, associazioni o gruppi spontanei.

«Ognuno si organizzi con il proprio gruppo di riferimento. Collettivo, organizzazione, gruppo spontaneo o semplice gruppo di amici: ritrovatevi prima, decidete insieme come muovervi e non andate da soli», scrivono gli organizzatori.

Il movimento sostiene che questa modalità serva a tutelare i partecipanti e a favorire una distribuzione spontanea delle persone nei diversi punti di ritrovo.

L’indicazione è di raggiungere il concentramento geograficamente più vicino, senza prevedere un coordinamento centralizzato tra i gruppi.

«Non ci fermeranno con i blindati»: il messaggio del movimento

La decisione di cambiare il programma viene motivata dagli organizzatori con la volontà di mantenere autonomia nella gestione delle manifestazioni.

«Perché la piazza è nostra e non intendiamo consegnarla a chi la vuole trasformare in un recinto. Perché non vogliamo offrire bersagli, e per noi è questione di tutela collettiva», si legge nel comunicato. Il movimento rivendica inoltre la scelta di una protesta che possa muoversi e ricomporsi, anziché restare concentrata in un luogo prestabilito. Il messaggio si conclude con parole di sfida: «Non ci hanno fermato con le leggi, non ci fermeranno con i blindati. Sabato. Quando lo diremo noi. Dove lo diremo noi. Non ci rappresenta nessuno». Resta dunque confermata, secondo gli organizzatori, la mobilitazione di sabato 24 ottobre nelle otto città italiane, ma con un programma completamente diverso da quello inizialmente annunciato. I luoghi effettivi dei concentramenti non sono ancora stati resi pubblici e saranno comunicati soltanto nella giornata della protesta.

Milano, il centro vietato ai cortei e la paura di nuovi saccheggi

La risposta delle autorità prevede un dispositivo di sicurezza particolarmente rigoroso. Nel pomeriggio di sabato saranno vietate le manifestazioni lungo l’asse San Babila-Cairoli-Duomo, con particolare attenzione anche alle zone di Garibaldi e Porta Venezia. All’Usb e a Blocco studentesco, organizzazione della destra radicale, sono stati consentiti appuntamenti nella mattinata, mentre i gruppi filopalestinesi potranno organizzare un presidio pomeridiano lontano dalla cattedrale.

La preoccupazione riguarda anche la possibilità che gruppi contrapposti entrino in contatto durante eventuali disordini. In particolare, si teme l’intervento di militanti dell’estrema destra intenzionati a reagire autonomamente alle violenze. Nell’area del Duomo saranno presenti anche avvocati, assistenti sociali e volontari dei City Angels. Intanto, i collettivi studenteschi milanesi sembrano orientati a non partecipare alla manifestazione convocata sui social per le 15, che non risulta ancora formalmente preavvisata alla Questura. La distanza è anche politica: gli studenti organizzati ritengono che quella mobilitazione non offra le condizioni per costruire una protesta riconoscibile e preferiscono concentrarsi sullo sciopero generale del 30 ottobre.

Il manuale della rivolta e le otto piazze italiane

A rendere più complicato il lavoro delle forze dell’ordine è soprattutto la natura della mobilitazione. Su TikTok continuano a comparire volantini realizzati con l’intelligenza artificiale, filmati che invitano a ripetere quanto accaduto il 17 ottobre e contenuti che indicano negozi di elettronica come possibili obiettivi di nuovi saccheggi. Alcuni messaggi hanno carattere provocatorio o ironico, altri appaiono come veri e propri inviti all’azione. Circolano anche mappe ispirate alle proteste dei gilet gialli francesi, pensate per collegare le diverse piazze.

Il movimento 17 ottobre ha annunciato la diffusione di indicazioni tattiche per otto città italiane. Nei documenti condivisi vengono suggerite modalità di movimento dei manifestanti, protezioni individuali e comportamenti da adottare davanti agli sbarramenti della polizia. Contemporaneamente, gli stessi promotori lasciano intendere di voler rivedere alcune scelte organizzative per tutelare i partecipanti. Nelle conversazioni convivono posizioni inconciliabili: c’è chi invoca azioni contro le istituzioni e chi insiste sulla necessità di mantenere le proteste pacifiche.

L’allerta riguarda anche altre città. A Firenze è prevista la rimozione di numerosi tavolini all’aperto, mentre a Bologna le autorità temono manifestazioni distribuite in diversi punti del centro. A Torino studenti, centri sociali e organizzazioni antagoniste si ritroveranno in piazza Castello per protestare contro il riarmo. Particolarmente delicata anche la situazione di Roma, dove alcuni gruppi continuano a indicare il Circo Massimo come possibile luogo di mobilitazione, nonostante l’area sia sottoposta a misure di sicurezza per il Villaggio della Difesa.

Nella Capitale resta inoltre l’ipotesi di una convergenza in piazza della Repubblica, in occasione del corteo contro la guerra. Gli organizzatori della manifestazione chiedono esplicitamente ai partecipanti di presentarsi con il volto scoperto e senza oggetti che possano essere utilizzati negli scontri. Il problema, per le questure, è capire quanto le convocazioni diffuse online siano in grado di trasformarsi in presenze effettive e, soprattutto, quali gruppi abbiano realmente intenzione di scendere in strada. Il 24 ottobre sarà il primo banco di prova dopo le violenze del sabato precedente, in un clima nel quale la mobilitazione digitale continua a crescere senza una direzione politica riconoscibile.

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Ultimo Aggiornamento: 23/10/2026 17:38

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