
La presidente della Banca centrale europea (Bce), Christine Lagarde, lascerà il proprio incarico il 7 febbraio 2027. La decisione è stata comunicata al Consiglio direttivo dell’istituto e al presidente del Consiglio europeo, Antonio Costa, come riferito dalla stessa Bce in una nota. Al termine dell’annuncio, i membri del Consiglio direttivo hanno tributato alla presidente una lunga standing ovation.
«Ho appena informato i miei colleghi responsabili delle decisioni di politica monetaria e il personale della Banca centrale europea che lascerò il mio incarico a partire dal 7 febbraio 2027, dopo una riunione del Consiglio direttivo sulla politica monetaria», ha dichiarato Lagarde in un video in cui ha annunciato la propria uscita dall’istituzione.
«È stato un grande orgoglio e un enorme privilegio servire questa istituzione. Voglio ringraziare tutti coloro che hanno contribuito, sostenuto e portato avanti la missione che abbiamo in Europa», ha aggiunto la presidente. Nel suo messaggio ha richiamato gli obiettivi centrali della Bce: «Essere un punto fermo, essere solidi, garantire la stabilità dei prezzi e la stabilità finanziaria».
Lagarde ha poi concluso con un bilancio del proprio mandato: «Credo di lasciare questa istituzione con la consapevolezza di aver svolto un buon lavoro e con una Bce pronta ad affrontare il futuro». Il Consiglio direttivo ha confermato il ringraziamento alla presidente attraverso una nota ufficiale, sottolineando l’accoglienza riservata al suo annuncio.
Dagli studi giuridici alla finanza internazionale
Nata a Parigi il 1° gennaio 1956, Christine Lagarde ha costruito la propria carriera attraversando il mondo del diritto, la politica francese e le principali istituzioni economiche internazionali. Dopo gli studi in diritto commerciale e in economia, ha iniziato a lavorare come avvocata, specializzandosi in diritto societario, fusioni e acquisizioni e diritto del lavoro.
Dal 1999 al 2005 ha ricoperto ruoli di vertice nello studio legale internazionale Baker McKenzie, fino a diventarne presidente globale. La sua esperienza professionale si è sviluppata soprattutto negli Stati Uniti, dove ha consolidato una rete di relazioni nel mondo degli affari e della finanza. Nel 2005 è entrata nel governo francese come ministra del Commercio estero, per poi assumere nel 2007 la responsabilità dell’Agricoltura e della Pesca e, successivamente, dell’Economia e delle Finanze. È stata la prima donna a guidare il ministero dell’Economia francese.
La guida del Fondo monetario internazionale
Nel 2011 Lagarde è stata nominata direttrice generale del Fondo monetario internazionale (Fmi), diventando la prima donna a ricoprire l’incarico. Alla guida dell’organizzazione con sede a Washington ha seguito le questioni legate alla stabilità finanziaria globale, ai programmi di assistenza economica e alle relazioni con i Paesi membri, in una fase ancora segnata dalle conseguenze della crisi finanziaria internazionale e dalla crisi dei debiti sovrani europei.
È rimasta al vertice del Fmi fino al 2019, quando è stata scelta per succedere a Mario Draghi alla presidenza della Bce. La nomina ha portato per la prima volta una donna alla guida dell’istituzione monetaria europea. Il suo mandato, iniziato il 1° novembre 2019, aveva una durata prevista di otto anni, con scadenza fissata al 31 ottobre 2027.
Il mandato alla Bce tra pandemia, inflazione e rialzo dei tassi
Lagarde ha assunto la presidenza della Banca centrale europea pochi mesi prima dello scoppio della pandemia di Covid-19, che ha imposto un intervento straordinario delle istituzioni monetarie per sostenere l’economia dell’eurozona. Durante l’emergenza sanitaria, la Bce ha introdotto un programma di acquisto di titoli per contrastare gli effetti della crisi e mantenere condizioni di finanziamento favorevoli per governi, imprese e famiglie.
Una seconda fase particolarmente impegnativa è arrivata con la ripresa economica, le difficoltà nelle catene di approvvigionamento e, soprattutto, l’invasione russa dell’Ucraina nel febbraio 2022. La guerra e la conseguente crisi energetica hanno contribuito all’impennata dei prezzi, spingendo l’inflazione nell’area euro su livelli molto elevati. La Bce ha quindi avviato una stretta monetaria, aumentando i tassi di interesse per riportare l’inflazione verso l’obiettivo del 2 per cento nel medio termine.
La strategia ha segnato una svolta rispetto agli anni caratterizzati da tassi molto bassi o negativi. Le decisioni sui tassi hanno avuto conseguenze dirette sul costo dei mutui, sul credito alle imprese e sulle condizioni finanziarie dei Paesi dell’eurozona. La gestione di questa fase ha collocato Lagarde al centro del dibattito economico europeo, tra la necessità di contenere l’inflazione e quella di evitare un eccessivo indebolimento della crescita.
L’uscita anticipata e la scelta del successore
L’addio del 7 febbraio 2027 anticipa di quasi nove mesi la scadenza naturale del mandato di Lagarde, prevista per il 31 ottobre dello stesso anno. Nelle settimane precedenti erano circolate indiscrezioni su una possibile uscita anticipata e su un eventuale approdo alla guida del World Economic Forum, l’organizzazione internazionale che riunisce annualmente a Davos esponenti della politica, dell’economia e della finanza. La destinazione non è stata confermata ufficialmente.
Il successore sarà nominato dal Consiglio europeo, secondo la procedura prevista dall’articolo 283 del Trattato sul funzionamento dell’Unione europea. Il processo prevede una raccomandazione del Consiglio dell’Unione europea, la consultazione del Parlamento europeo e del Consiglio direttivo della Bce e infine la nomina da parte del Consiglio europeo.
Il prossimo presidente erediterà un’istituzione chiamata a mantenere la stabilità dei prezzi in un contesto economico e geopolitico incerto. La decisione sui tassi, l’andamento dell’inflazione e il rapporto tra politica monetaria e crescita continueranno a essere tra i principali dossier della Bce. Nel frattempo, Lagarde ha affidato al proprio messaggio di commiato il bilancio del mandato, dichiarando di lasciare l’istituzione convinta di aver svolto un buon lavoro e di consegnare una Banca centrale pronta ad affrontare le sfide future.


