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Mattarella, l’allarme che scuote l’Europa: «Inflazione e salari fermi aggrediscono il tenore di vita»

Pubblicato: 30/10/2026 11:43

Il risparmio delle famiglie italiane è minacciato dall’inflazione, dalla debolezza dei salari e dalle conseguenze dei conflitti geopolitici. A lanciare l’allarme è il presidente della Repubblica Sergio Mattarella, che richiama anche l’Europa alle proprie responsabilità: soltanto una maggiore integrazione può proteggere cittadini e imprese dalla finanza meramente speculativa e impedire che ingenti risorse vengano dirottate lontano dal continente.

Il capo dello Stato affida queste riflessioni al messaggio inviato al presidente dell’Associazione di Fondazioni e di Casse di Risparmio, Giovanni Azzone, in occasione della 102ª Giornata mondiale del Risparmio, dedicata al tema “Il risparmio nella società che cambia”. Un intervento che parte dalla tutela costituzionale del denaro accantonato dalle famiglie per arrivare alle grandi fragilità dell’economia europea.

Mattarella: «Il risparmio è una risorsa vitale»

«Il risparmio è una risorsa vitale per le famiglie, per la società che se ne avvale per promuovere lo sviluppo», scrive Mattarella. Proteggerlo non significa soltanto impedire che venga disperso, ma anche garantire l’affidabilità degli strumenti finanziari nei quali viene investito e una remunerazione capace di incoraggiarne un impiego stabile.

Il presidente della Repubblica richiama direttamente l’articolo 47 della Costituzione, che impegna lo Stato a incoraggiare e tutelare il risparmio in tutte le sue forme e a disciplinare, coordinare e controllare l’esercizio del credito. Il denaro messo da parte dai cittadini, dunque, non rappresenta esclusivamente un patrimonio privato: ha anche un valore pubblico, perché può finanziare gli investimenti e sostenere la crescita dell’intero Paese.

«Tutelare il risparmio, secondo quanto la Costituzione prescrive, significa garanzia degli strumenti che lo impiegano e remunerazione che ne incoraggi uno stabile utilizzo», sottolinea Mattarella. Una responsabilità che riguarda in modo particolare le banche e gli intermediari finanziari, chiamati a trasformare il risparmio raccolto in investimenti sicuri e produttivi.

Il capo dello Stato riconosce inoltre il contributo fornito dalle fondazioni di origine bancaria, che nel corso degli ultimi decenni hanno partecipato alla realizzazione concreta di questa funzione costituzionale. I risultati raggiunti, osserva, hanno favorito l’incremento del capitale sociale italiano e sostenuto attività di interesse generale.

L’allarme su inflazione, conflitti e salari

La parte più dura del messaggio riguarda le difficoltà affrontate dalle famiglie. Il risparmio nasce infatti soprattutto dai proventi del lavoro che i cittadini riescono ad accantonare. Quando i redditi non crescono abbastanza e il costo della vita aumenta, la possibilità stessa di mettere da parte denaro si riduce.

Mattarella denuncia gli effetti dei conflitti geoeconomici e geopolitici, capaci di colpire direttamente il potere d’acquisto attraverso l’aumento dei prezzi e l’instabilità dei mercati. A questa situazione si aggiunge quella che il presidente definisce una «dinamica salariale inoperosa», con retribuzioni che faticano a tenere il passo dell’inflazione.

«Nuovi strumenti finanziari si sono affacciati e, tuttavia, il loro funzionamento è chiamato a obbedire agli stessi precetti, per proteggere le famiglie, valorizzando i proventi del lavoro che riescono a mettere da parte, canalizzando i risparmi verso investimenti sicuri e produttivi», afferma il capo dello Stato.

Questa esigenza diventa ancora più urgente «in tempi in cui conflitti geo-economici e geo-politici aggrediscono, con l’inflazione e una dinamica salariale inoperosa, il tenore di vita dei cittadini». Il risparmio, in altre parole, non può essere considerato separatamente dalla qualità del lavoro, dall’andamento dei salari e dalle condizioni economiche nelle quali vivono le famiglie.

L’integrazione europea contro la finanza speculativa

Mattarella allarga quindi lo sguardo all’Unione europea. Per il presidente della Repubblica, la frammentazione del continente rende più difficile difendere il risparmio e utilizzare pienamente le risorse disponibili per finanziare la crescita, l’innovazione e la competitività.

«Una piena integrazione europea si presenta, anche in questo ambito, come lo strumento di difesa migliore contro la finanza meramente speculativa», avverte il capo dello Stato. Il riferimento è agli ostacoli che ancora impediscono la realizzazione di un autentico mercato unico dei capitali e alla difficoltà dell’Europa nel trasformare il risparmio privato in investimenti di lungo periodo.

Secondo Mattarella, la presenza di barriere interne e la relativa debolezza del risparmio a lungo termine finiscono per dirottare altrove risorse che potrebbero essere utilizzate per rafforzare l’economia europea. Capitali prodotti dalle famiglie e dalle imprese del continente vengono così impiegati su altri mercati, mentre l’Europa continua a soffrire una carenza di investimenti nei settori strategici.

«Gli ostacoli al mercato unico da un lato e la relativa debolezza del risparmio a lungo termine dall’altro dirottano altrove ingenti risorse e frenano investimenti che potrebbero, invece, rendere più forti le nostre società», osserva il presidente.

La tutela del risparmio assume così una dimensione che supera i confini nazionali. Non riguarda soltanto la sicurezza economica delle famiglie, ma anche la capacità dell’Europa di difendere la propria autonomia, finanziare lo sviluppo e proteggere il proprio modello sociale. «Sono passaggi di fronte ai quali si trovano i popoli del continente europeo per salvaguardare e promuovere i valori della propria civiltà», conclude Mattarella.

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