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Irina Shayk non parla di pace? Conti e Pausini la cantano sul palco

Pubblicato: 26/02/2026 23:18

La terza serata di Sanremo 2026 ha scelto di fermarsi per un momento di riflessione. Dopo l’esibizione di Malika Ayane, le luci dell’Ariston si sono abbassate e sul ledwall sono scorse immagini in bianco e nero dei conflitti nel mondo. Laura Pausini, di spalle alla platea, ha intonato una versione intensa di Heal the World di Michael Jackson, accompagnata dal Piccolo Coro dell’Antoniano.
I bambini hanno distribuito fiori al pubblico prima di salire sul palco, gesto simbolico che ha rafforzato il messaggio. Al termine, Pausini ha indicato i piccoli coristi: «Vogliamo tutti un mondo senza guerra, e lo vogliamo per loro».

«Il mondo è malato»

A introdurre il momento è stato Carlo Conti. «Il mondo oggi è malato, è sofferente per la follia delle guerre. Dobbiamo curarlo, dobbiamo farlo per i nostri figli. Curiamo il mondo, heal the world», ha dichiarato il direttore artistico.

Dopo l’esibizione, Conti ha raggiunto il Piccolo Coro in platea, coinvolgendo l’Ariston in un coro collettivo con brani dello Zecchino d’Oro, da Le tagliatelle di nonna Pina a Quarantaquattro gatti. Una chiusura leggera, quasi a voler riportare il Festival a un’atmosfera di infanzia e semplicità dopo le immagini dei conflitti.

Il silenzio di Irina Shayk

Il momento di pace sul palco ha inevitabilmente acceso il confronto con quanto accaduto poche ore prima in conferenza stampa. Interrogata sulla guerra in Ucraina, Irina Shayk, co-conduttrice della serata, ha scelto di non prendere posizione.

«Non voglio fare commenti politici, sono qui per celebrare la musica, le energie positive, l’unità. So che nel mondo stanno accadendo tante cose, ma non ho commenti politici da fare», ha dichiarato la top model russa.

Una risposta che ha diviso l’opinione pubblica, soprattutto alla luce del precedente del 2022, quando pubblicò un post con il simbolo della pace e la scritta “No To War”, salvo poi finire al centro di una polemica per una storia Instagram con la didascalia “Russianzz on Wednesday”, interpretata come un riferimento alla “Z” simbolo dell’invasione russa. «A volte un’insalata è solo un’insalata», aveva replicato allora, negando qualsiasi messaggio politico.

Musica, neutralità e simboli

La scelta di non esporsi è legittima sul piano personale, ma in un contesto come quello dell’Ariston – che per qualche minuto ha voluto parlare esplicitamente di guerra e di bambini – il silenzio pesa inevitabilmente di più.

Da un lato un palco che canta la pace, dall’altro una co-conduttrice che rivendica la neutralità. Due approcci diversi, entrambi presenti nella stessa serata.

Sanremo, ancora una volta, si conferma specchio delle contraddizioni del tempo: tra spettacolo e realtà, tra simboli e dichiarazioni, tra parole pronunciate e parole taciute.

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Ultimo Aggiornamento: 26/02/2026 23:20

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