
Parte una nuova fase di controlli sui pagamenti elettronici in Italia. Dal 5 marzo prende ufficialmente il via la verifica incrociata tra registratori di cassa telematici e Pos, una procedura prevista dalle nuove disposizioni fiscali introdotte con la legge di Bilancio 2025. L’obiettivo è rafforzare la tracciabilità dei pagamenti e garantire la piena coerenza tra gli incassi elettronici registrati e gli scontrini fiscali emessi dagli esercenti.
La fase iniziale dei controlli sarà accompagnata da un sistema di monitoraggio basato su segnalazioni preventive. In caso di eventuali anomalie o discrepanze tra i dati registrati, l’Agenzia delle Entrate non procederà immediatamente con sanzioni. Prima scatterà infatti l’invio di specifiche lettere di compliance, comunicazioni che permetteranno ai commercianti di verificare la propria posizione e correggere eventuali errori o disallineamenti.
Si tratta di un passaggio importante nel processo di digitalizzazione dei controlli fiscali, che punta a rendere più chiara la corrispondenza tra le operazioni effettuate con carte o strumenti elettronici e le registrazioni fiscali trasmesse all’amministrazione finanziaria.
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Come funziona il collegamento tra Pos e registratori telematici
Per consentire agli esercenti di adeguarsi alle nuove regole è stato attivato un servizio dedicato nell’area riservata del sito dell’Agenzia delle Entrate. Attraverso il portale “Fatture e corrispettivi”, i titolari di attività commerciali possono effettuare il collegamento tra i registratori telematici e i dispositivi Pos utilizzati per i pagamenti elettronici.
La procedura prevede un semplice abbinamento virtuale tra i dispositivi e non comporta modifiche tecniche agli strumenti già in uso. L’esercente, oppure un intermediario autorizzato, deve accedere alla sezione “Gestione collegamenti” e inserire la matricola del registratore telematico insieme ai dati identificativi del Pos.
Il sistema agevola l’operazione mostrando direttamente l’elenco dei dispositivi di pagamento elettronico già comunicati all’amministrazione fiscale dagli operatori finanziari. In questo modo l’associazione può essere effettuata in modo più rapido, riducendo il rischio di errori nella registrazione dei dati.

Scadenze e verifiche per gli esercenti
La nuova procedura riguarda tutte le operazioni effettuate a partire dal 1° gennaio 2026, data dalla quale è diventato obbligatorio indicare nello scontrino fiscale la modalità di pagamento utilizzata, distinguendo tra contante e strumenti elettronici.
Per i Pos già attivi o utilizzati nel mese di gennaio 2026, il collegamento con il registratore di cassa telematico dovrà essere completato entro il 20 aprile. Il termine corrisponde a 45 giorni dall’attivazione del servizio messo a disposizione dall’Agenzia delle Entrate.
Diversa la tempistica prevista per i nuovi Pos: in questi casi l’associazione dovrà essere effettuata entro il secondo mese successivo alla loro attivazione.
Nel periodo compreso tra il 5 marzo e il 20 aprile, gli esercenti saranno quindi chiamati a controllare con attenzione le informazioni presenti nei sistemi dell’amministrazione fiscale. L’obiettivo è verificare la correttezza dei dati e segnalare eventuali incongruenze prima che possano emergere durante le verifiche automatiche.
La nuova fase di monitoraggio rappresenta un passaggio chiave nella strategia di controllo dei pagamenti elettronici, con cui il Fisco punta a rendere sempre più trasparente la registrazione degli incassi e la corrispondenza tra transazioni digitali e documenti fiscali emessi dagli esercizi commerciali.


