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Meloni attacca il Pd alla Camera: “Strabismo sugli interventi Usa, sì al Kosovo e no contro i tiranni?”

Pubblicato: 11/03/2026 19:39

Nel corso delle repliche alla Camera sulle comunicazioni del governo in vista del Consiglio europeo del 19 e 20 marzo, la presidente del Consiglio Giorgia Meloni ha rivolto un duro attacco alle opposizioni, in particolare al Partito democratico, accusandolo di avere un atteggiamento incoerente sugli interventi militari internazionali.
La premier ha parlato di una posizione “altalenante”, sostenendo che in alcuni casi l’opposizione avrebbe sostenuto l’uso della forza militare mentre oggi lo contesta, definendo questo atteggiamento uno “strabismo” politico difficile da comprendere.

Il dilemma sull’uso della forza per difendere la democrazia

Nel suo intervento, Meloni ha riconosciuto che il tema dell’uso della forza per difendere valori democratici è oggetto di un dibattito complesso da molti anni. La presidente del Consiglio ha spiegato di non essere mai stata una sostenitrice convinta dell’idea di “esportare la democrazia con le armi”, ma ha sottolineato che la questione pone interrogativi difficili.

Da una parte, ha osservato, esiste il rischio di un atteggiamento arrogante o eurocentrico, che pretende di imporre con la forza il modello occidentale basato su libertà e dignità umana. Dall’altra resta il dubbio opposto: se sia giusto restare inerti di fronte ai massacri di civili innocenti, anche quando la comunità internazionale avrebbe la possibilità di intervenire.

L’affondo contro il Pd sugli interventi militari

La parte più dura dell’intervento è arrivata quando Meloni ha fatto riferimento ad alcuni interventi in aula di esponenti del Pd, tra cui Piero De Luca e Chiara Braga, che avevano sostenuto che “la democrazia non si esporta con le bombe”.

La premier ha contestato questa posizione ricordando diversi precedenti storici. Ha citato, tra gli altri, il sostegno agli interventi statunitensi in Serbia nel 1999 per fermare i massacri in Kosovo, a cui partecipò anche l’Italia, così come l’azione militare che portò alla caduta di Muammar Gheddafi in Libia durante la presidenza americana di Barack Obama.

Secondo Meloni, queste posizioni dimostrerebbero una contraddizione: sostenere alcuni interventi militari occidentali e respingerne altri quando sono rivolti contro regimi autoritari.

“Il diritto internazionale non può cambiare con il colore politico”

Nel suo intervento, la presidente del Consiglio ha concluso criticando quella che ha definito una lettura variabile del diritto internazionale.

Secondo Meloni, non sarebbe coerente stabilire che un intervento militare o la rimozione di un dittatore siano legittimi quando alla Casa Bianca governa un presidente democratico e illegittimi quando a guidare gli Stati Uniti è un presidente repubblicano.

La polemica si inserisce nel clima di forte confronto politico che ha accompagnato il dibattito parlamentare sulla crisi iraniana e sulla posizione dell’Italia nello scenario internazionale, alla vigilia del prossimo Consiglio europeo.

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Ultimo Aggiornamento: 11/03/2026 20:27

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