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Famiglia nel bosco, accordo trovato all’incontro segreto: il padre ha detto sì a casa, assistente e scuola

Pubblicato: 13/03/2026 08:27

Il caso della famiglia nel bosco ha raggiunto un punto di svolta decisivo che potrebbe cambiare radicalmente il destino dei tre bambini coinvolti e i loro rapporti con le istituzioni italiane. Dopo mesi di tensioni, fughe e scontri mediatici, la figura di Nathan Trevallion emerge ora come il perno centrale per una possibile soluzione della vicenda. In un incontro rimasto segreto fino all’ultimo momento, il padre dei piccoli ha scelto di intraprendere una via di piena collaborazione con le autorità, segnando una netta distanza dalle posizioni di rottura precedentemente assunte dalla moglie Catherine. Questo cambio di rotta non è solo simbolico, ma si traduce in impegni concreti che riguardano l’abitazione, l’istruzione e la salute dei minori, attualmente ospitati in una struttura protetta a Vasto.

La svolta di Nathan

L’assenza di Nathan all’appuntamento quotidiano con i figli nella casa protetta aveva destato sospetti, ma il motivo era legato a un colloquio risolutivo presso l’Asl di Monteodorisio. Il genitore inglese ha deciso di incontrare l’assistente sociale Veruska D’Angelo, finora dipinta dalla moglie Catherine come una figura ostile, alla presenza della Garante per l’infanzia dell’Abruzzo Alessandra De Febis e di un traduttore. Durante questo confronto, Nathan ha mostrato una disponibilità totale verso le prescrizioni del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, accettando di seguire un percorso guidato dai servizi sociali. Questa mossa rappresenta un atto di autonomia decisionale molto forte, poichè il padre ha agito senza informare la consorte, puntando dritto all’obiettivo del ricongiungimento familiare, pur consapevole che questo potrebbe inizialmente escludere la madre.

Uno dei pilastri del nuovo progetto di vita riguarda la sistemazione logistica della famiglia. Il contratto di comodato per la precedente abitazione, nota come Casetta di Nonna Gemma, è in scadenza e il Comune di Palmoli ha messo a disposizione un alloggio di sua proprietà. Si tratta dell’ex casa del custode dello stadio, una struttura di settantadue metri quadrati recentemente ristrutturata e dotata di tecnologie moderne come le pompe di calore alimentate da energia fotovoltaica. La posizione della casa è strategica, trovandosi a pochissima distanza dall’istituto comprensivo scolastico, il che faciliterebbe l’inserimento dei bambini in un contesto educativo strutturato a partire dal prossimo settembre. Nathan ha già visitato l’appartamento, mostrandosi soddisfatto della soluzione che gli permetterebbe di mantenere il contatto con la natura, essendo l’edificio situato vicino a un bosco.

In attesa che l’appartamento di Palmoli sia pronto e che il Tribunale emetta una nuova ordinanza, i bambini resteranno nella casa accoglienza di Vasto. Le relazioni della garante e dei tutori confermano che i piccoli sono in buone condizioni e che le voci su un presunto sciopero della fame da parte del figlio maschio sono state smentite dai fatti. La stessa Alessandra De Febis ha confermato di aver visto il bambino consumare tranquillamente il suo pasto durante la visita. La priorità assoluta resta la tutela psicofisica dei minori, che in questa nuova fase sembrano avviati verso una normalità fatta di cure mediche, istruzione e una casa stabile, lontano dall’isolamento estremo degli ultimi anni.

Salute e istruzione pubblica

L’accordo raggiunto tra Nathan e le istituzioni tocca temi estremamente sensibili che erano stati oggetto di accese dispute in passato. Il padre si è impegnato formalmente a sottoporre i figli a controlli regolari da parte della pediatra e a rispettare i cicli vaccinali previsti dalla legge, superando le resistenze ideologiche che avevano caratterizzato la gestione familiare precedente. Inoltre, la decisione di iscrivere i tre bambini alla scuola pubblica mira a colmare il divario conoscitivo accumulato durante il periodo di isolamento e a favorire una reale socializzazione tra pari. Prima dell’inserimento scolastico, i minori dovranno sostenere un esame per valutare le loro competenze attuali, ma l’obiettivo finale resta quello di un recupero integrale del loro percorso di crescita.

I segreti del passato giudiziario

Durante l’incontro a Monteodorisio, sono emersi dettagli legali di cui Nathan non era pienamente a conoscenza. È emerso infatti che, in seguito all’episodio di avvelenamento da funghi avvenuto nel settembre 2024, i carabinieri avevano aperto un fascicolo presso la Procura di Vasto. Tale indagine si è successivamente arricchita di nuovi elementi dopo la fuga di Catherine verso la zona di Valsamoggia nel bolognese, mossa dettata dal timore che lo Stato le sottraesse i figli. Il fatto che il fascicolo giudiziario sia tuttora aperto sottolinea la gravità della situazione e la necessità per i genitori di dimostrare un cambiamento radicale di condotta per evitare conseguenze legali permanenti sulla potestà genitoriale.

Il destino di Catherine

Mentre la posizione di Nathan si rafforza come figura affidataria principale, il ruolo di Catherine Birmingham resta in una fase di incertezza. Attualmente la donna è fuori dal nuovo percorso abitativo e dovrà attendere l’esito della perizia psichiatrica previsto per la fine di maggio. Tuttavia, le autorità non intendono escluderla definitivamente, sperando che col tempo possa comprendere che le istituzioni non sono avversarie ma partner per il benessere dei suoi figli. L’intenzione della struttura e dell’assistente sociale è quella di permettere alla madre di vedere i bambini in presenza anzichè limitarsi ai soli contatti online, a patto che si mantenga un clima di serenità e cooperazione.

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