
La presidente del Consiglio Giorgia Meloni accelera sul referendum sulla giustizia e si espone in prima persona a pochi giorni dal voto, rilanciando un messaggio netto: sostenere il Sì per una riforma definita «storica». Dopo un avvio di campagna più defilato, la premier ha intensificato gli interventi pubblici, tra social e televisione, cercando di orientare l’elettorato verso quella che considera una svolta per il sistema giudiziario italiano.
Nel corso delle sue ultime uscite, Meloni ha puntato anche il dito contro il fronte opposto, accusando alcune figure autorevoli di diffondere informazioni scorrette pur di sostenere il No. La presidente del Consiglio ha espresso rammarico per una campagna elettorale che, a suo dire, si sarebbe concentrata più sulla contrapposizione politica che sui contenuti della riforma, ribadendo invece la necessità di valutare il provvedimento nel merito e nelle sue ricadute concrete sul futuro del Paese.
Il peso del voto e il nodo delle conseguenze

Uno dei passaggi centrali del messaggio della premier riguarda le possibili conseguenze dell’esito referendario. Meloni ha escluso ripercussioni sull’esecutivo in caso di vittoria del No, sottolineando come la stabilità del governo non sia in discussione grazie a una maggioranza solida. Diverso, invece, il quadro per i cittadini: secondo la leader dell’esecutivo, un eventuale stop alla riforma comporterebbe costi diretti per gli italiani, che perderebbero l’opportunità di un sistema giudiziario più efficiente.
La premier ha inoltre evidenziato le divisioni interne all’opposizione, ricordando come esponenti della sinistra abbiano scelto di sostenere il Sì insieme alla maggioranza. Un elemento che, nelle parole di Meloni, rafforzerebbe l’idea di una riforma non ideologica, ma condivisa trasversalmente su alcuni punti chiave.
Campagna, testimonial e mobilitazione
Parallelamente all’impegno istituzionale, cresce la mobilitazione attorno al referendum, con l’ingresso in campo di diversi volti noti a sostegno del Sì. Tra questi anche Pier Silvio Berlusconi, che ha definito il voto «fondamentale per il futuro del Paese», parlando di una scelta legata a principi di civiltà e modernità più che a logiche politiche.
La campagna si gioca anche sulla partecipazione: Meloni insiste sull’assenza del quorum, ricordando che il risultato sarà valido indipendentemente dall’affluenza. Un aspetto che rende decisiva la mobilitazione degli elettori e che spinge la premier a rivolgere un appello diretto ai cittadini affinché si rechino alle urne.
«Un’occasione che può non tornare»
Nel suo messaggio, la presidente del Consiglio torna più volte sul valore della riforma, descritta come un passaggio decisivo per rendere la giustizia «più meritocratica, più responsabile ed efficiente». Una trasformazione che, secondo Meloni, rappresenta un’opportunità unica per modernizzare il sistema e che potrebbe non ripresentarsi nel breve periodo.
Da qui l’invito finale agli elettori: partecipare al voto e scegliere il Sì, contribuendo – nelle parole della premier – a costruire un Paese più moderno e con un sistema giudiziario più equo.


