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“Giorgia…”. Meloni arriva ai funerali di Bossi, li sentono urlare: cosa è successo fuori dalla chiesa

Pubblicato: 22/03/2026 13:19

Fuori dall’abbazia di San Giacomo, a Pontida, l’ultimo saluto a Umberto Bossi si è trasformato in una scena carica di simboli: folla compatta, bandiere verdi e un’emozione visibile sui volti di chi è arrivato da tutto il Nord Italia per omaggiare il fondatore della Lega.

Un luogo-simbolo per il movimento, dove negli anni si è costruita un’identità politica riconoscibile, passata da forza territoriale a presenza centrale nella scena nazionale. E proprio per questo, anche fuori dalla chiesa, l’atmosfera è stata quella delle grandi occasioni.

Un addio tra commozione e slogan

Tra cori e slogan, l’attesa ha raccontato molto del legame tra Bossi e la sua base: per molti militanti non è stato solo un leader politico, ma il volto di una battaglia identitaria che ha segnato un’epoca, nel bene e nel male.

Le bandiere della Padania e i richiami alla “questione settentrionale” hanno fatto da cornice a una giornata intensa, in cui il lutto si è intrecciato, inevitabilmente, con il linguaggio della piazza.

Folla e bandiere verdi fuori dall’abbazia di San Giacomo a Pontida per l’ultimo saluto a Umberto Bossi

L’arrivo della premier e l’accoglienza della folla

A metà cerimonia, l’attenzione si è spostata sull’arrivo della presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, accompagnata dal vicepremier Antonio Tajani. L’accoglienza, fuori dall’abbazia, è stata calorosa: applausi e cori al grido di “Giorgia, Giorgia”, “Secessione, secessione” e “Padania libera”.

Un momento dal forte impatto anche sul piano dell’immagine: la presenza della premier ha assunto i toni di un ponte simbolico tra la stagione fondativa della Lega e l’attuale equilibrio politico del Paese, in un contesto dove ogni dettaglio viene letto come un segnale.

Giorgia Meloni all’abbazia di San Giacomo a Pontida per i funerali di Umberto Bossi

Il look sobrio (ma studiato) di Giorgia Meloni

Per partecipare alle esequie, Giorgia Meloni ha scelto un completo nero di velluto con camicia bianca e uno scialle con bordo di pizzo sulle spalle. Ai piedi, scarpe nere con tacco platform: un insieme sobrio, istituzionale, perfettamente in linea con il contesto.

Un look che, in una giornata così esposta mediaticamente, finisce per parlare quanto le presenze: discrezione nelle forme, ma attenzione al dettaglio, mentre intorno si alternavano strette di mano e saluti ai rappresentanti del partito.

Esterno dell’abbazia di San Giacomo a Pontida durante i funerali di Umberto Bossi

Fischi e contestazioni: la tensione resta alta

Non sono mancati momenti di tensione fuori dalla chiesa. “Vergognati”, “vai via”, “venduto”: così è stato accolto dai militanti leghisti il senatore a vita, Mario Monti, al suo arrivo all’abbazia per i funerali di Umberto Bossi.

Tra le figure istituzionali contestate anche la ministra del Turismo, Daniela Santanchè, arrivata poco prima, alla quale un militante ha urlato “vergognati”. Un segnale chiaro: anche nel giorno del lutto, le divisioni politiche restano forti e visibili, soprattutto quando la piazza si sente protagonista.

Il messaggio finale: l’eredità politica e la continuità

A chiudere la giornata sono arrivate le parole di Riccardo Molinari, capogruppo della Lega alla Camera, che ha voluto ribadire l’eredità politica del fondatore: “La battaglia sarebbe cambiata per forza di cose, ma Matteo Salvini ha portato avanti questo messaggio tenendo alta la bandiera del federalismo e dell’autonomia. Se oggi le regioni del Nord possono discutere con lo Stato centrale degli statuti nuovi e delle nuove devoluzioni di competenze è grazie a una riforma fatta in questa legislatura”.

E ancora: “Credo che le due cose non siano assolutamente in contrasto e che il pilastro fondante della lega, debba continuare a essere quello: il federalismo, l’autonomia e la questione settentrionale. Dopodiché oggi non è il giorno delle polemiche”. Parole che, fuori dall’abbazia, hanno fatto da sigillo a una giornata dove politica, identità e emozioni si sono mescolate senza filtri.

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