
Dietro la drammatica aggressione avvenuta a Trescore Balneario, in provincia di Bergamo, emerge il profilo di una docente stimata e profondamente legata al proprio lavoro. Chiara Mocchi, insegnante di francese di 57 anni, ferita gravemente da un suo studente, è descritta da colleghi, genitori e alunni come una figura di riferimento, capace di coniugare passione per l’insegnamento e attenzione educativa.
La sua carriera professionale si è sviluppata inizialmente all’Università degli Studi di Bergamo, dove ha lavorato come lettrice presso la facoltà di Lingue e letterature straniere, nel dipartimento di francese. Successivamente ha scelto di dedicarsi all’insegnamento nelle scuole medie, portando con sé un bagaglio culturale e didattico che ha segnato profondamente il percorso degli studenti.
Aggredita brutalmente, lui ha filmato tutto mentre l’accoltellava
Aveva un telefono al collo il 13enne che ha accoltellato la professoressa di francese alla scuola media ‘Leonardo da Vinci’ di Trescore Balneario, nella Bergamasca. Lo smartphone serviva per filmare in toto l’aggressione contro la 57enne, colpita con almeno due coltellate al collo e al torace nel corridoio della scuola, davanti alla classe terza frequentata dal 13enne. Il ragazzino indossava una maglietta con la scritta “vendetta” e nello zaino aveva una pistola scacciacani.
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La passione per la lingua francese e l’innovazione didattica
La lingua francese e la cultura romanza rappresentavano il cuore dell’impegno quotidiano della docente. Non si limitava alla didattica tradizionale, ma cercava costantemente nuove modalità per coinvolgere gli studenti, rendendo lo studio vivo e partecipato. Tra le iniziative più apprezzate c’era l’Expolangue Française, una mostra organizzata ogni anno in occasione della settimana internazionale della lingua francese, con cartelloni, progetti e attività realizzate insieme agli alunni.
Chiara Mocchi aveva anche aperto un canale YouTube, dove pubblicava lezioni e documentava le attività scolastiche. Nei video si vede l’insegnante raccontare città francofone, spiegare aspetti culturali e valorizzare il lavoro degli studenti. Particolarmente toccante uno dei contenuti in cui legge una lettera ricevuta da un alunno: «Onorata, ecco come mi sento dopo aver ricevuto questo messaggio», afferma parlando in un francese fluente, mostrando il legame umano costruito nel tempo con i ragazzi.
La perquisizione: cosa c’era in casa nel ragazzo
Sono avvenute le perquisizioni nel domicilio del giovane responsabile dell’aggressione. Sul posto pare sia stato trovato materiale verosimilmente propedeutico alla preparazione di ordigni. Lo apprende LaPresse da fonti investigative. Sono ora in corso accertamenti da parte dell’Arma.

Il legame con studenti e famiglie
Il rapporto con gli studenti era uno degli aspetti più apprezzati della docente. La sua capacità di creare un ambiente positivo e stimolante le aveva fatto guadagnare la stima non solo degli alunni, ma anche di colleghi e genitori.
Dopo l’aggressione, numerosi genitori si sono recati davanti all’istituto di via Damiano Chiesa, visibilmente scossi. I carabinieri di Bergamo e la polizia locale di Seriate hanno gestito l’accesso, permettendo ai familiari degli studenti della classe coinvolta, la 3 A, di entrare nella scuola. I ragazzi, testimoni diretti dell’accaduto, sono stati accompagnati in aula e affidati al supporto della psicologa dell’istituto. Il clima è quello di uno shock collettivo difficile da elaborare.

Le testimonianze: “Una docente bravissima”
Nel piazzale della scuola si susseguono le testimonianze di affetto e incredulità. «La professoressa Mocchi è davvero un’insegnante bravissima e molto a modo. Non possiamo credere a quanto è successo», raccontano alcuni genitori.
Un’altra madre, con le lacrime agli occhi, aggiunge: «Un’insegnante bravissima, gentile, preparata. L’adorano tutti». E ancora: «Grazie a lei gli studenti che escono dalla terza media hanno una preparazione in francese davvero notevole. Speriamo si rimetta presto».
Parole che restituiscono il ritratto di una professionista stimata, capace di lasciare un segno concreto nel percorso formativo dei ragazzi e nella vita della comunità scolastica.
Una comunità sotto shock
L’aggressione ha colpito profondamente non solo la scuola, ma l’intera comunità di Trescore Balneario. Il caso riporta al centro dell’attenzione il tema della sicurezza nelle scuole e del rapporto tra studenti e docenti, evidenziando quanto sia fragile l’equilibrio all’interno degli ambienti educativi.
Nel frattempo, l’attenzione resta focalizzata sulle condizioni di Chiara Mocchi, mentre intorno a lei si stringe una comunità unita nel sostegno e nella speranza. La sua figura, fatta di dedizione, passione e impegno educativo, emerge con forza proprio nelle ore più difficili, trasformandosi in simbolo di una scuola che continua a credere nel valore dell’insegnamento e nel rapporto umano con gli studenti.


