
La notizia della scomparsa di Arianna Zaia ha scosso profondamente la comunità di Preganziol e l’intero territorio veneziano, lasciando un vuoto incolmabile in chiunque abbia incrociato il suo cammino. A soli 29 anni, una giovane donna nel pieno della propria realizzazione personale e professionale è stata strappata alla vita da un malore improvviso. Un’emorragia cerebrale fulminea non le ha lasciato scampo, rendendo vani i tentativi di soccorso e il successivo ricovero presso l’ospedale di Mestre. Nonostante un flebile segnale di speranza, quando Arianna aveva accennato ad aprire gli occhi davanti ai propri cari, il quadro clinico è precipitato drasticamente, portando al tragico epilogo che nessuno avrebbe mai voluto accettare. La sua morte non rappresenta solo la perdita di una figlia, di una compagna o di una sorella, ma la scomparsa di una risorsa preziosa per l’intera società civile, data la sua dedizione costante verso il prossimo e il bene comune.

Una esistenza dedicata al servizio degli altri
Il percorso di Arianna Zaia è stato caratterizzato da un altruismo straordinario e da una voglia incessante di mettersi in gioco per chi vive in condizioni di fragilità. Dopo aver conseguito il diploma in scienze umane al liceo Berto di Mogliano Veneto, aveva scelto di specializzarsi nel settore agroalimentare, laureandosi in scienze e tecnologie alimentari presso l’Università di Padova. Tuttavia, parallelamente alla sua carriera accademica e lavorativa, Arianna aveva sempre coltivato una profonda vocazione per il sociale. Aveva prestato servizio come educatrice nei centri estivi della sua città e aveva esteso il suo raggio d’azione ben oltre i confini regionali. La sua sensibilità l’aveva portata fino in Albania, dove si era occupata di assistenza ai ragazzi disabili, e in Sicilia, partecipando a progetti di legalità e recupero nei territori sottratti alla gestione mafiosa.
Negli ultimi tempi Arianna aveva concentrato le sue energie in un ambito particolarmente delicato, collaborando con l’associazione Lilt-Giocare in corsia. Il suo compito era quello di portare un sorriso e un momento di sollievo ai piccoli pazienti ricoverati nel reparto di pediatria dell’ospedale di Treviso. Chi l’ha conosciuta in quel contesto ricorda con commozione la sua capacità di entrare in sintonia con i bambini, ai quali amava leggere fiabe e racconti per trasportarli lontano dalle mura ospedaliere. Questo spirito di cura e protezione verso l’infanzia era il tratto distintivo della sua personalità, una purezza di intenti che traspariva da ogni suo gesto. Le testimonianze dei membri del gruppo di volontariato descrivono una ragazza di rara bontà, il cui ricordo rimarrà impresso come un modello di bellezza interiore e dedizione assoluta.
La partecipazione attiva alla vita politica locale
Oltre al volontariato, Arianna credeva fermamente nel valore dell’impegno civico e della partecipazione democratica. Solo due anni fa aveva deciso di scendere in campo in prima persona candidandosi come consigliere comunale a Preganziol. Sostenendo la lista civica guidata da Elena Stocco, attuale sindaca del comune, Arianna aveva messo a disposizione la sua freschezza e le sue competenze per contribuire al miglioramento della propria comunità. La sindaca stessa ha espresso un cordoglio profondo, ricordando quel primo incontro avvenuto in modo informale al tavolino di un bar, dove era rimasta colpita dalla limpidezza del suo sguardo e dalla dolcezza infinita che emanava. Il suo contributo politico non era dettato da ambizione personale, ma dal desiderio sincero di servire il territorio in cui era cresciuta.
Un addio segnato dalla solidarietà e dal ricordo
Il dolore per questa perdita si è propagato rapidamente, unendo nel lutto la mamma Pamela, il papà Paolo, i fratelli Chiara e Nicola e il compagno Diego. La famiglia, in un momento di così atroce sofferenza, ha voluto onorare la memoria di Arianna con un ultimo gesto di generosità. Per i funerali, programmati per martedì 7 aprile alle ore 15 nella chiesa di Preganziol, è stato espressamente richiesto di non omaggiare la giovane con fiori, ma di convogliare le risorse verso donazioni in favore del rifugio per animali La nostra oasi di Mogliano. Questa scelta riflette perfettamente l’anima di Arianna, una donna che ha sempre preferito l’azione concreta e l’aiuto verso i più deboli, inclusi gli animali, alla forma esteriore. La comunità si stringerà attorno ai suoi cari durante la veglia del rosario del lunedì sera, preparandosi a salutare per l’ultima volta un esempio di impegno civile e bontà autentica.


