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Accoltellata alla gola e uccisa in strada, fermato proprio lui: “Molto conosciuto”. Ecco chi è

Pubblicato: 20/04/2026 23:11

Il pomeriggio di lunedì 20 aprile 2026 ha segnato una ferita indelebile nella cronaca della provincia di Alessandria, trasformando una tranquilla giornata di primavera in uno scenario di violenza brutale. Un uomo di 57 anni è stato fermato dalle autorità con la pesante accusa di aver aggredito mortalmente la propria ex convivente, una donna di 53 anni, colpendola alla gola con un coltello nel pieno centro abitato di Vignale Monferrato. Il fatto ha destato un enorme scalpore non solo per l’efferatezza del gesto, avvenuto sotto gli occhi di diversi passanti, ma anche per il profilo dei protagonisti, entrambi molto conosciuti all’interno della comunità locale e nel mondo dello sport amatoriale.

Il profilo dell’aggressore e la sua fama sportiva

L’uomo fermato dai carabinieri risponde al nome di Silvio Gambetta. Si tratta di una figura quasi leggendaria nel panorama del podismo provinciale alessandrino, considerato da molti una vera e propria icona del running amatoriale. Nel corso di una carriera sportiva durata oltre tre decenni, Gambetta aveva collezionato un palmarès impressionante con più di 900 vittorie, diventando un punto di riferimento per gli appassionati della corsa. Il suo primato personale nella mezza maratona, un tempo di 1h08’55” stabilito a Calderara di Reno nel lontano 1995, testimoniava un passato atletico di altissimo livello. Chi lo conosceva nell’ambiente sportivo lo descriveva come un corridore instancabile, mentre il vicesindaco di Vignale Monferrato, Roberto Corona, lo ha definito una persona introversa e riservata, sottolineando come nulla lasciasse presagire un simile scoppio di violenza omicida.

La vittima e i segnali di un malessere profondo

La donna che ha perso la vita in questa tragica circostanza è Loredana Ferrara, anche lei legata al mondo del podismo. Proprio la passione comune per la corsa era stata uno dei fili conduttori della loro relazione, ormai interrotta da qualche tempo. Nonostante non risultassero denunce formali depositate presso le forze dell’ordine per reati legati al codice rosso, emergono ora testimonianze inquietanti sul clima di paura vissuto dalla donna negli ultimi mesi. Secondo quanto riferito da Alberto Massiotti, presidente del club per l’Unesco di Vignale presso cui la vittima lavorava, la donna aveva confidato già tra la fine di novembre e l’inizio di dicembre di essere stata vittima di aggressioni da parte dell’ex compagno. Loredana descriveva l’uomo come un individuo violento, una preoccupazione costante che l’aveva spinta a interrompere la convivenza durante lo scorso inverno per cercare di proteggere la propria incolumità.

La dinamica dell’omicidio e le indagini in corso

L’aggressione mortale si è consumata in strada, in un contesto pubblico che ha reso l’accaduto ancora più traumatico per i testimoni oculari presenti. Silvio Gambetta avrebbe raggiunto l’ex convivente e, in un momento di furia, l’avrebbe colpita mortalmente. Nonostante l’intervento tempestivo dei sanitari del 118, per la donna non c’è stato nulla da fare: i medici hanno potuto soltanto constatare il decesso sul posto a causa della gravità della ferita riportata. Le indagini sono attualmente coordinate dalla procura di Vercelli, sotto la guida della procuratrice Ilaria Calò, che sta cercando di ricostruire l’esatta sequenza degli eventi. I carabinieri della compagnia di Casale Monferrato stanno procedendo con i rilievi tecnici sul luogo del delitto e stanno raccogliendo le deposizioni dei cittadini che hanno assistito alla scena, cercando di far luce sui motivi che hanno spinto l’ex podista a un gesto così estremo.

Il dolore di una comunità sotto choc

La notizia ha colpito duramente la piccola realtà di Vignale Monferrato, dove tutti si conoscono e dove il dramma appare ancora più incomprensibile. Il vicesindaco ha espresso lo sgomento dell’amministrazione comunale, ricordando di aver visto l’uomo appena il giorno precedente mentre assisteva tranquillamente a una partita di tamburello. Resta il dolore per una vita spezzata, quella di una donna che lascia una giovane figlia nata da una precedente relazione, e l’amara riflessione su come, ancora una volta, i segnali di pericolo percepiti dalla vittima non siano sfociati in una tutela efficace prima che la situazione degenerasse in tragedia. L’intera provincia ora si interroga su come una stella dello sport locale possa essersi trasformata nel protagonista di uno dei fatti di cronaca nera più bui della storia recente del territorio.

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Ultimo Aggiornamento: 20/04/2026 23:15

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