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“Cos’è accaduto pochi minuti prima della tragedia”: Maldive, cambia lo scenario

Pubblicato: 15/05/2026 19:47

Una tragedia che ha sconvolto il mondo delle immersioni internazionali si è consumata nelle acque delle Maldive, dove cinque sub italiani hanno perso la vita durante un’immersione a grande profondità. Un episodio drammatico che si intreccia con gli allarmi meteorologici lanciati poche ore prima e con le prime ricostruzioni delle autorità locali.

Secondo quanto riportato dalle autorità maldiviane, l’Ufficio meteorologico nazionale aveva già segnalato un peggioramento delle condizioni del mare legato all’intensificazione del monsone di sud-ovest, invitando alla massima prudenza nelle attività in mare. Un avviso che, alla luce dei fatti, assume oggi un peso ancora più rilevante nella ricostruzione della vicenda.

Nel primo comunicato ufficiale diffuso dall’Maldives National Defence Force si leggeva: “Poiché l’Ufficio Meteorologico Nazionale prevede che in questo periodo la forza del monsone di sud-ovest aumenterà sull’area delle Maldive… si invitano tutti coloro che viaggiano via mare a prestare la massima attenzione”. Un monito rivolto in particolare agli operatori di attività subacquee e sport acquatici.

Il documento aggiungeva inoltre un invito specifico agli operatori del settore: “Agli organizzatori di attività di immersione e sport acquatici si richiede di prestare particolare attenzione alle condizioni meteo”. Un avvertimento che precede di poche ore la segnalazione della scomparsa del gruppo di sub.

Nel secondo comunicato, diffuso dopo l’allarme, la stessa Maldives National Defence Force ha confermato l’avvio immediato delle operazioni di ricerca coordinate dal Maritime Rescue Coordination Centre (MRCC) della Guardia Costiera. Le squadre hanno operato sia via mare sia via aria nel tentativo di individuare i dispersi.

Il testo ufficiale riferisce anche il primo, drammatico ritrovamento: “Il corpo di uno dei subacquei è stato individuato intorno alle 18.13 dai sommozzatori della safari boat che partecipavano alle ricerche”. La salma è stata recuperata e trasferita al centro sanitario di Fulidhoo, mentre le operazioni sono proseguite nella zona della grotta indicata dalle ricerche.

Secondo quanto emerge dalle ricostruzioni, il corpo sarebbe stato trovato all’interno di una cavità sottomarina a circa 60 metri di profondità, una struttura lunga circa 200 piedi, dove si teme possano trovarsi anche gli altri sub dispersi. Un dettaglio che rende ancora più complessa e pericolosa la dinamica dell’incidente.

I cinque sub italiani stavano effettuando un’immersione esplorativa in grotte sottomarine a circa 50 metri di profondità, dunque oltre il limite generalmente consentito per le immersioni ricreative nelle Maldive, fissato intorno ai 30 metri. L’area interessata si trova nei pressi di Alimathaa, nell’atollo di Vaavu, una zona nota per le correnti forti e i passaggi sottomarini complessi.

Sul piano investigativo, la polizia locale ha aperto un’inchiesta per chiarire dinamica e responsabilità dell’accaduto. Tra le ipotesi al vaglio degli inquirenti figura anche quella di una possibile narcosi da azoto, una condizione legata alla profondità che può alterare percezione e capacità di giudizio dei sub, oltre a eventuali situazioni di panico durante l’immersione. Una tragedia che riporta al centro il tema della sicurezza nelle immersioni estreme e dei rischi legati alle profondità oltre i limiti ricreativi.

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