
Il cielo si è improvvisamente oscurato, poi il vento ha iniziato a soffiare con forza crescente. In pochi minuti la pioggia battente ha lasciato spazio a una fitta grandinata che ha trasformato strade, marciapiedi e giardini in un paesaggio completamente bianco.
I chicchi di ghiaccio hanno colpito con violenza abitazioni, automobili e aree verdi, mentre i residenti cercavano riparo osservando un fenomeno meteorologico particolarmente intenso. Le immagini diffuse sui social mostrano accumuli di grandine tali da ricordare una nevicata fuori stagione.
L’ondata di maltempo è arrivata rapidamente, accompagnata da forti raffiche di vento e precipitazioni abbondanti, creando disagi in diverse località e richiamando l’attenzione degli esperti per l’evoluzione del sistema temporalesco.
Supercella in transito su Pordenone
Forti temporali stanno interessando il Friuli Venezia Giulia, con fenomeni particolarmente intensi nell’area di Pordenone e nella provincia di Trieste.
Secondo le segnalazioni meteorologiche, una supercella temporalesca ha attraversato la zona di Pordenone provocando nubifragi, grandine e violente raffiche di vento.
Nel capoluogo friulano sono già caduti circa 29 millimetri di pioggia, mentre la grandine ha ricoperto il suolo creando accumuli significativi.
Chicchi fino a 4 centimetri
Le precipitazioni più intense sono state segnalate anche nei comuni di Fiume Veneto e Brugnera, dove i chicchi di grandine hanno raggiunto dimensioni comprese tra i 3 e i 4 centimetri di diametro.
Le immagini provenienti dalle zone colpite mostrano strade e giardini completamente imbiancati dal ghiaccio, con possibili danni a veicoli, coltivazioni e coperture.
Attenzione all’evoluzione del sistema
Gli esperti segnalano che il temporale è in movimento verso sud-sudovest e potrebbe continuare a generare fenomeni intensi lungo il suo percorso.
Le autorità raccomandano prudenza negli spostamenti e invitano la popolazione a prestare attenzione a possibili ulteriori rovesci, raffiche di vento e nuove grandinate nelle aree interessate dall’evoluzione della cella temporalesca.


