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Pierina Paganelli uccisa nel garage, Dassilva assolto: le tappe di un delitto efferato

Pubblicato: 10/06/2026 08:36

Louis Dassilva è stato assolto dall’accusa di aver ucciso Pierina Paganelli, la 78enne trovata morta nel garage di via del Ciclamino, a Rimini, la mattina del 4 ottobre 2023. Una sentenza che riapre il vuoto attorno a un delitto rimasto senza colpevole e che rimette in fila tutti i passaggi di una vicenda segnata da indizi, alibi contestati, telecamere, relazioni extraconiugali, riti voodoo e perizie tecniche. Per mesi l’inchiesta aveva ruotato attorno alla figura del vicino di casa senegalese, indicato dalla Procura come l’uomo senza alibi nell’orario del delitto. Ma la Corte d’Assise ha deciso diversamente, facendo cadere l’impianto accusatorio e lasciando aperta la domanda principale: chi ha ucciso Pierina Paganelli?

Tutto era cominciato quando il corpo della donna venne rinvenuto dalla nuora Manuela Bianchi nel garage del condominio. All’inizio gli investigatori pensarono a un possibile femminicidio, ma l’ex marito della vittima, un albergatore riminese, si trovava da mesi in Germania e quella pista fu presto abbandonata. La scena del crimine apparve subito anomala: il corpo adagiato su un giocattolo, i capelli bagnati e tirati indietro, la gonna sollevata, la biancheria tagliata. Pierina, fervente testimone di Geova, non sembrava una vittima casuale.

Louis Dassilva è stato assolto in primo grado dalla Corte d’Assise di Rimini il 9 giugno 2026 “per non aver commesso il fatto” ed è stato scarcerato. Poiché la magistratura non ha finora formulato accuse formali o incriminazioni verso altri soggetti, dal punto di vista strettamente giudiziario non esiste attualmente un “assassino più probabile” alternativo ufficiale. Tuttavia, escludendo la colpevolezza di Dassilva, il dibattimento processuale e le strategie della difesa hanno rimesso al centro dell’attenzione il ristretto nucleo di persone vicine alla vittima e i contesti relazionali di Via del Ciclamino.  Le piste alternative più discusse e analizzate comprendono diversi scenari.

1. Il ristretto nucleo familiare (“La pista dei parenti”)

Fin dalle primissime fasi dell’indagine, l’attenzione degli inquirenti si era concentrata sui familiari che condividevano la quotidianità e i forti attriti legati alle vicende personali della vittima:

  • Manuela Bianchi (la nuora): È colei che ha rinvenuto il corpo di Pierina nel garage. Al centro delle tensioni c’era la sua relazione extraconiugale con Dassilva e i forti contrasti con la suocera all’interno della comunità dei Testimoni di Geova. Durante il processo, i legali di Dassilva hanno duramente attaccato la sua credibilità, definendola incline alla menzogna per proteggere la propria posizione. 
  • Loris Bianchi (il fratello di Manuela): Presente in via del Ciclamino la sera del delitto, è stato a lungo attenzionato dai media e dagli investigatori nelle prime fasi, pur avendo sempre fornito riscontri sui suoi spostamenti. La difesa di Dassilva ha cercato di insinuare dubbi sulla sua figura e su presunte incongruenze orarie e acustiche nei garage. [1]
  • Nota investigativa: Entrambi i fratelli Bianchi sono stati ampiamente ascoltati come testimoni e non sono mai stati formalmente incriminati per l’omicidio. 

2. La pista legata all’incidente di Giuliano Saponi

Un’altra ipotesi alternativa ipotizza un collegamento tra l’omicidio di Pierina e il misterioso incidente subito dal figlio, Giuliano Saponi, nel maggio 2023 (pochi mesi prima del delitto). Giuliano fu ritrovato in fin di vita sul ciglio della strada, vittima di un brutale investimento pirata mai del tutto chiarito.

  • L’ipotesi è che Pierina potesse aver scoperto dettagli compromettenti su quell’incidente o che la sua uccisione sia stata l’atto finale di una persecuzione o vendetta mirata a colpire la famiglia.

3. La pista condominiale interna (L’assassino senza nome)

Gli esperti criminologi, tra cui la consulente della difesa Roberta Bruzzone, hanno evidenziato come la dinamica del delitto (29 coltellate, un’azione d’impeto mossa da una forte componente emotiva e rabbia, definita overkilling) indichi un assassino che conosceva benissimo le abitudini di Pierina. 

  • I periti hanno sollevato l’ipotesi che sulla scena del crimine potessero esserci due persone o che l’azione di alterazione della scena (staging, come il taglio della gonna della vittima) suggerisca un assassino interno al condominio, rimasto nell’ombra per via di rancori personali mai emersi chiaramente durante le indagini primarie.

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