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“Il sangue dolce? Falso!”. Zanzare, chi viene punto di più? La risposta di Bassetti

Pubblicato: 24/06/2026 08:52

Ogni estate, con l’arrivo del caldo, torna puntuale una delle convinzioni più diffuse: quella secondo cui le zanzare sceglierebbero le proprie vittime in base al cosiddetto “sangue dolce”. Un’espressione entrata nel linguaggio comune, spesso usata per spiegare perché alcune persone vengano punte più di altre. Ma dietro questa credenza popolare si nasconde una realtà ben diversa, che la scienza ha progressivamente chiarito.

In realtà, il comportamento di questi insetti è guidato da meccanismi molto più complessi, legati a segnali chimici e fisiologici che il corpo umano emette continuamente. Le differenze tra individuo e individuo, in questo senso, non hanno nulla a che vedere con il gusto del sangue, ma con una serie di fattori che rendono alcune persone più “visibili” alle zanzare.
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Zanzare e sangue dolce: un mito da sfatare

A chiarire definitivamente la questione è l’infettivologo Matteo Bassetti, che sottolinea come la teoria del sangue dolce sia priva di basi scientifiche. Secondo gli studi disponibili, le punture di zanzara non dipendono dal sapore del sangue, ma da segnali ben precisi che guidano questi insetti nella scelta dell’ospite.

Tra i principali elementi che attirano le zanzare c’è l’anidride carbonica, emessa con la respirazione e percepibile anche a distanza. Le persone che ne producono di più, come chi pratica attività fisica, chi ha una corporatura più grande o le donne in gravidanza, risultano quindi più esposte.

I fattori che attirano le zanzare

Oltre alla CO2, un ruolo determinante è giocato dal calore corporeo e dal sudore. Sostanze come acido lattico e ammoniaca, rilasciate dalla pelle, rappresentano segnali chimici molto efficaci per questi insetti.

Anche il gruppo sanguigno incide: diversi studi indicano che chi appartiene al gruppo 0 tende ad essere più attrattivo rispetto ad altri. Tuttavia, anche in questo caso, il motivo non riguarda il sapore del sangue, ma specifiche sostanze rilasciate dalla pelle.

Un ulteriore elemento è rappresentato dai batteri della pelle, che producono odori caratteristici per ogni individuo. Queste differenze olfattive possono rendere una persona più o meno “appetibile” per le zanzare.

Infine, anche fattori esterni come il colore dei vestiti possono influire: tonalità scure come nero, rosso e arancione tendono ad attirare maggiormente questi insetti, sia per il calore che trattengono sia per la loro visibilità.

Birra, sesso e crema solare: cosa dice uno studio

Un aspetto particolarmente curioso emerge da una ricerca condotta durante un festival musicale, che ha analizzato il comportamento delle zanzare in un contesto reale. I dati mostrano che i tentativi di puntura aumentano dopo aver bevuto birra e in seguito a un rapporto sessuale.

Al contrario, l’uso della crema solare sembra avere un effetto protettivo, riducendo l’attrattività nei confronti delle zanzare. Questo potrebbe dipendere da una modifica degli odori corporei o dalla creazione di una sorta di barriera chimica sulla pelle.

repellente zanzare

Chi è più a rischio di punture

Mettendo insieme tutti questi elementi, emerge un identikit abbastanza chiaro delle persone più esposte alle punture di zanzara. Tra i fattori principali rientrano l’elevata emissione di anidride carbonica, il gruppo sanguigno 0, la sudorazione, l’uso di abiti scuri e alcune condizioni temporanee come il consumo di alcol o l’attività fisica.

Al contrario, chi utilizza crema solare e indossa colori chiari sembra avere maggiori probabilità di evitare le punture, anche se nessuna strategia garantisce una protezione totale.

Zanzare e malattie: l’allarme degli esperti

Al di là del fastidio causato dal prurito, il tema delle zanzare in Italia assume un’importanza crescente sul piano sanitario. Come evidenziato da Matteo Bassetti, questi insetti rappresentano sempre più spesso un vettore di malattie infettive, complice anche l’impatto dei cambiamenti climatici.

Tra i rischi segnalati figurano virus come West Nile, Dengue, Chikungunya e Usutu, che negli ultimi anni hanno mostrato una maggiore diffusione. Per questo motivo, la prevenzione resta fondamentale: dall’uso di repellenti alle zanzariere, fino all’eliminazione dei ristagni d’acqua e alle campagne di disinfestazione.

In questo scenario, comprendere cosa attira realmente le zanzare non è solo una curiosità, ma un elemento utile per adottare comportamenti più consapevoli e ridurre il rischio di esposizione.

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