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Il virologo Bassetti shock: “Volevano uccidere i miei figli”

Pubblicato: 30/06/2026 19:10

L’infettivologo Matteo Bassetti, ascoltato dalla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, ha ripercorso il periodo delle minacce ricevute durante la pandemia. Dalla scorta ai controlli davanti alla scuola dei figli, fino a una lettera intimidatoria con i nomi dei bambini. Nel suo intervento ha inoltre criticato la politicizzazione del dibattito sui vaccini e l’impatto del movimento No Vax sulle coperture vaccinali.

Il racconto delle minacce

Nel corso della sua audizione davanti alla Commissione parlamentare d’inchiesta sul Covid, Matteo Bassetti, direttore della Clinica di Malattie Infettive del Policlinico San Martino di Genova e professore ordinario all’Università di Genova, ha ricordato le intimidazioni subite durante gli anni della pandemia.

L’infettivologo ha raccontato che, per un lungo periodo, era costretto a spostarsi sotto protezione: «Uscivo di casa con quattro poliziotti che mi accompagnavano a lavorare». Misure di sicurezza che, ha spiegato, hanno coinvolto anche la sua famiglia.

«I miei figli per un anno sono andati a scuola con la polizia davanti alla porta della scuola», ha dichiarato, aggiungendo che anche la moglie era quotidianamente sorvegliata sul luogo di lavoro da appartenenti alle forze dell’ordine.

Tra gli episodi più gravi ricordati da Bassetti figura una lettera anonima contenente i nomi dei suoi due figli e l’indicazione della scuola frequentata. «Dicevano che li avrebbero ammazzati», ha riferito durante l’audizione.

Le accuse al movimento No Vax

Nel suo intervento, Bassetti ha sostenuto che durante l’emergenza sanitaria «l’avversione nei confronti della vaccinazione si è riversata sui sanitari», trasformando medici e operatori sanitari nei bersagli di una forte ostilità.

Secondo il professore, vi sarebbe stata anche «un’operazione politica» che avrebbe contribuito ad alimentare il mondo No Vax, con conseguenze che, a suo avviso, sarebbero ancora visibili nel calo delle coperture vaccinali e nel ritorno di malattie prevenibili, come il morbillo.

«I vaccini trasformati in un’arma politica»

Bassetti ha inoltre criticato la politicizzazione del dibattito sulle vaccinazioni durante la pandemia, sostenendo che «le vaccinazioni sono diventate un’arma di distrazione politica».

Secondo l’infettivologo, quando un tema sanitario diventa terreno di scontro politico, «si ha un’invasione pesante di un campo che non è quello della politica». Ha quindi osservato che numerosi esponenti politici avrebbero affrontato il tema delle vaccinazioni «senza alcuna competenza», affermando che gli effetti di quel clima sarebbero ancora oggi evidenti.

In conclusione, Bassetti ha ribadito la propria posizione sul ruolo della prevenzione vaccinale: «Attaccare la vaccinazione vuol dire attaccare gli stessi cittadini che la politica dovrebbe prima di tutto proteggere».

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