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Venezuela, sale a 1.943 il bilancio delle vittime: anche un bimbo di 3 anni estratto dalle macerie

Pubblicato: 30/06/2026 20:31

A sei giorni dal devastante terremoto che ha colpito il Venezuela, continua ad aggravarsi il bilancio della tragedia. Secondo gli ultimi dati ufficiali diffusi dall’Assemblea nazionale di Caracas, le vittime sono salite a 1.943, mentre i feriti hanno ormai superato quota 10mila.

«Calcoliamo che circa 30mila persone vivessero nelle zone più colpite dal sisma», ha dichiarato il presidente dell’Assemblea nazionale, Jorge Rodríguez, che ha voluto rendere omaggio al lavoro delle squadre impegnate nei soccorsi. «Il lavoro dei soccorritori è stato eroico», ha affermato.

Due bambini estratti vivi dopo giorni sotto le macerie

Nonostante il passare del tempo, continuano ad arrivare notizie di salvataggi che alimentano la speranza.

Nelle ultime ore è stato estratto vivo un bambino di tre anni, rimasto intrappolato sotto le macerie di un edificio nello Stato di La Guaira. Il salvataggio è stato portato a termine da una squadra di soccorso proveniente dalla Giordania, mentre l’annuncio è stato diffuso dal Ministero della Comunicazione venezuelano attraverso un messaggio pubblicato su X.

Poche ore prima era stato salvato anche Carlos, un ragazzo di 12 anni, rimasto sepolto sotto le macerie di un edificio nel quartiere di Macuto, sempre nello Stato di La Guaira.

L’operazione è stata condotta dalla squadra Usar Ecuy-01 del Corpo dei vigili del fuoco del distretto metropolitano di Quito, in collaborazione con un team di soccorritori della Repubblica Dominicana.

«Finché ci sarà una possibilità, continueremo a cercare»

I vigili del fuoco hanno raccontato il significato di questo nuovo salvataggio in una nota diffusa al termine dell’intervento.

«In Venezuela, dopo ore di lavoro, la nostra squadra Usar Ecuy-01, in coordinamento con la squadra della Repubblica Dominicana, è riuscita a salvare Carlos, un bambino di 12 anni rimasto intrappolato sotto le macerie nel quartiere di Macuto, a La Guaira, per cinque giorni dopo il terremoto».

I soccorritori hanno poi aggiunto: «Trovare segni di vita è la motivazione più grande per andare avanti. Ogni persona salvata rappresenta una famiglia che ritrova la speranza e ci dice che vale la pena continuare a cercare. Continuiamo a essere impegnati, mantenendo saldo il nostro impegno a trovare persone vive laddove altri attendono ancora una risposta. Finché ci sarà una possibilità, continueremo a cercare».

Le operazioni di ricerca proseguono senza sosta nelle aree più colpite, mentre migliaia di soccorritori, provenienti anche da numerosi Paesi stranieri, continuano a scavare tra le macerie nella speranza di individuare altri superstiti.

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