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Egitto, Nessy Guerra portata in caserma e poi rilasciata: “Il suo ex vuole vedere la figlia”

Pubblicato: 01/07/2026 11:08


Per diverse ore, fino a tarda mattinata, la situazione di Nessy Guerra, la 27enne di Sanremo, è rimasta sospesa tra interrogativi e forte apprensione. La donna è stata infatti prelevata dalla polizia egiziana nella casa in cui viveva insieme alla figlia, in un contesto già segnato da precedenti interventi delle autorità locali e da una lunga vicenda giudiziaria legata al suo ex marito. Solo in seguito è arrivata la notizia del suo rilascio e del rientro nell’abitazione insieme alla bambina.

Non si tratta del primo episodio critico per la giovane italiana. In passato, infatti, Nessy Guerra era già stata arrestata con l’accusa di adulterio, trascorrendo diversi giorni in cella. Una vicenda che ha contribuito a rendere ancora più complesso il suo percorso giudiziario e familiare all’estero.
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Il prelievo e le ore in caserma

Secondo quanto ricostruito, tutto sarebbe partito da una nuova richiesta presentata all’autorità giudiziaria da parte dell’ex marito e padre della bambina, Tamer Hamouda, che avrebbe chiesto di poter incontrare la figlia.

La donna sarebbe stata quindi prelevata dalla polizia e condotta in una caserma, dove sarebbe rimasta per diverse ore insieme alla bambina. La situazione ha immediatamente generato forte preoccupazione, anche per il possibile evolversi degli eventi e per il rischio di un ulteriore aggravamento della sua posizione.

Solo intorno alle 10.30 è arrivata la svolta: secondo fonti governative, dopo l’intervento del ministro degli Esteri Antonio Tajani, l’ambasciatore italiano al Cairo Agostino Palese ha ottenuto il rilascio della connazionale. Nessy Guerra è quindi rientrata insieme alla figlia nella propria abitazione.

L’intervento diplomatico italiano

Già nelle prime ore del mattino, come confermato da una nota della Farnesina, erano arrivati nella stazione di polizia l’ambasciatore Agostino Palese e la console Giulia De Nardis, impegnati da mesi nel seguire la situazione della cittadina italiana e della bambina.

Il ministero degli Esteri ha inoltre riferito che il governo italiano stava esercitando pressioni sulle autorità egiziane «al massimo livello» per garantire la protezione della connazionale e della figlia, con particolare attenzione a evitare nuovi episodi di violenza o minacce da parte dell’ex marito.

Le parole dell’avvocata e la paura del carcere

Nel corso delle ore di tensione, l’avvocata italiana Agata Armanetti aveva espresso forte preoccupazione per il destino della sua assistita, temendo un possibile trasferimento in carcere.

«L’ordine della Procura non può essere eseguito perché non c’è una sentenza che dispone l’affido o la custodia della bambina, né il diritto di visita, quello che noi temiamo è che sia un escamotage per arrestare Nessy e mandarla in carcere».

In un ulteriore passaggio, la legale aveva raccontato la situazione in cui si trovava la donna in quel momento:

«L’ho sentita fino a pochi minuti fa al telefono – aveva aggiunto l’avvocata – è su un divano in una stanza e stanno aspettando che arrivi lui. Mi chiedo come si possa permettere che a un pazzo pluripregiudicato possa essere concesso di vedere la figlia e che venga trattata così una donna vittima di violenza. Voglio sapere dove finisce la convenzione di Istanbul sulla violenza di genere e quando iniziano i diritti delle persone».

Un caso giudiziario ancora aperto

La vicenda che coinvolge Nessy Guerra si intreccia con una lunga serie di procedimenti e tensioni familiari. L’ex marito Tamer Hamouda, infatti, è la persona che aveva presentato la denuncia per adulterio, da cui è scaturita la condanna della 27enne in primo e secondo grado.

Nei giorni scorsi è stato inoltre depositato il ricorso in Cassazione, mentre lo stesso Hamouda è stato condannato in via definitiva in Italia per maltrattamenti nei confronti di un’altra donna. Nelle settimane precedenti era stato anche arrestato, seppur temporaneamente, dopo aver minacciato il viceconsole italiano a Hurghada.

Una giornata di tensione poi rientrata

La mattinata si è quindi sviluppata tra momenti di forte allarme e successive conferme di rilascio, con il ruolo decisivo della diplomazia italiana. Il caso di Nessy Guerra resta tuttavia al centro dell’attenzione, in un contesto giudiziario e familiare ancora complesso e non privo di possibili sviluppi futuri.

Le istituzioni italiane continuano a seguire la vicenda, mentre restano aperti gli interrogativi sulle procedure che hanno portato al prelievo della donna e sulla gestione complessiva della sua posizione in Egitto.

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