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Kiev testa i laser anti-droni: così vuole blindare i cieli dagli attacchi russi

Pubblicato: 02/07/2026 22:03

L’Ucraina accelera sullo sviluppo di nuove tecnologie per rafforzare la propria difesa aerea. Mentre gli attacchi con droni e missili russi continuano a colpire il Paese, Kiev punta su sistemi sempre più avanzati, affiancando alle tradizionali batterie antiaeree anche armi a energia diretta, droni intercettori e nuovi programmi missilistici. L’obiettivo è costruire una rete di protezione multilivello capace di ridurre al minimo gli effetti delle offensive di Mosca.

Al via i test dei laser anti-droni

A confermare l’avvio della sperimentazione è stato il ministro della Difesa ucraino Mykhailo Fedorov, che ha spiegato come siano già in corso le prove operative dei nuovi sistemi laser destinati alla difesa dello spazio aereo.

Secondo il ministro, i primi test hanno fornito risultati incoraggianti, anche se le caratteristiche tecniche e le prestazioni dei sistemi restano riservate per ragioni di sicurezza.

Le armi a energia diretta rappresentano una delle principali innovazioni nel settore della difesa: utilizzano fasci laser ad alta potenza per neutralizzare bersagli di piccole dimensioni, come i droni, con tempi di reazione molto rapidi e costi potenzialmente inferiori rispetto ai tradizionali missili intercettori. L’efficacia dipende però da diversi fattori, tra cui la precisione del puntamento, l’integrazione con radar e sistemi di comando e controllo, la disponibilità di energia e le condizioni meteorologiche.

I droni intercettori e la difesa di Kiev

Parallelamente prosegue il potenziamento dei droni intercettori, già impiegati con successo contro i velivoli senza pilota utilizzati dalla Russia.

Secondo i dati diffusi dal ministero della Difesa, nel solo mese di maggio queste piattaforme avrebbero abbattuto circa 7.000 droni Shahed e Gerbera. Durante una delle più recenti offensive su vasta scala, i sistemi autonomi avrebbero neutralizzato circa il 75% dei velivoli impiegati.

Per quanto riguarda la capitale, le autorità ucraine sostengono che nell’ultima ondata di attacchi sia stato intercettato circa il 95% dei droni diretti verso Kiev. L’obiettivo dichiarato è estendere un livello analogo di protezione all’intero territorio nazionale entro la fine dell’anno, integrando radar, guerra elettronica, intercettori tradizionali e piattaforme autonome in un’unica architettura difensiva.

Produzione nazionale e nuovi missili

L’Ucraina punta anche ad aumentare la propria autonomia industriale nel settore della difesa. È stata infatti avviata una nuova procedura per l’acquisizione di 150.000 ulteriori droni, compresi velivoli della categoria Middle Strike, destinati a missioni offensive e di supporto tattico.

Tra i programmi prioritari figurano inoltre lo sviluppo di missili da crociera a basso costo, progettati anche con il supporto dell’intelligenza artificiale, e la realizzazione di nuovi sistemi destinati a contrastare droni, missili balistici e bombe guidate.

Prosegue infine il progetto internazionale “Drone Deal”, attraverso il quale Kiev intende rafforzare la cooperazione con partner stranieri nel campo delle tecnologie militari. Secondo le autorità ucraine, sarebbero già circa venti i Paesi interessati a partecipare all’iniziativa, che prevede trasferimenti tecnologici, programmi di sviluppo congiunto e investimenti nella produzione di sistemi di difesa.

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