
Nel giorno del 4 luglio, dedicato ai 250 anni dell’indipendenza degli Stati Uniti, Donald Trump ha trasformato la tradizionale celebrazione nazionale in un messaggio politico rivolto al Paese e agli elettori. Dal palco di Mount Rushmore, il presidente ha denunciato quello che ha definito un attacco all’identità americana, indicando nel comunismo e nei movimenti della sinistra radicale la principale minaccia per il futuro degli Usa.
Il presidente ha alternato richiami patriottici e attacchi agli avversari politici, sostenendo che il pericolo per gli Stati Uniti non provenga più dall’esterno, ma da forze interne intenzionate a cambiare i valori fondanti della nazione. «L’America non sarà mai un Paese comunista», ha dichiarato, collegando il tema alla campagna per le elezioni di medio termine previste a novembre.
L’attacco alla sinistra e ai democratici
Dopo aver celebrato la Costituzione americana e la Dichiarazione d’Indipendenza come simboli dell’eccezionalismo statunitense, Trump ha rivolto il discorso contro quella che ha definito la sinistra radicale. Secondo il presidente, l’identità nazionale sarebbe «sotto un nuovo attacco di radicali ed estremisti interni», accusati di voler trasformare il Paese.
Nel suo intervento ha indicato il comunismo come una minaccia esistenziale per gli Stati Uniti, sostenendo che rappresenti un pericolo persino superiore a quelli affrontati durante il Novecento, comprese le guerre mondiali, Pearl Harbor e l’11 settembre. Ha inoltre collegato questa ideologia all’immigrazione clandestina e ai movimenti più radicali della sinistra americana.
Trump ha definito il comunismo un sistema responsabile di milioni di vittime nel mondo, affermando che sia incompatibile con libertà, democrazia, Costituzione e tradizioni americane. «Si può essere leali a Karl Marx oppure all’America. Si può essere comunisti o patrioti. Non si può essere entrambe le cose», ha affermato.
Un messaggio già rivolto alle elezioni
Il discorso pronunciato a Mount Rushmore ha confermato il carattere fortemente elettorale delle celebrazioni del 4 luglio. Più che un appello all’unità nazionale, Trump ha utilizzato una delle ricorrenze più simboliche della storia americana per rafforzare la contrapposizione politica con i democratici e mobilitare l’elettorato repubblicano in vista delle midterm di novembre.
Il presidente ha infine rilanciato la richiesta al Congresso di approvare il Save America Act, il provvedimento sostenuto dalla Casa Bianca sul sistema elettorale, ribadendo che la difesa dell’America passa anche attraverso la sconfitta delle idee comuniste e la vittoria del Partito repubblicano.


