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Caso Ranucci, scontro politico sempre più acceso: il conduttore respinge le accuse di Fratelli d’Italia

Pubblicato: 13/07/2026 07:50

Lo scontro politico e mediatico attorno a Sigfrido Ranucci continua ad alimentarsi. Il conduttore di Report respinge con decisione le accuse mosse da Fratelli d’Italia, che ipotizza un’influenza dell’imprenditore Valter Lavitola su alcune inchieste della trasmissione di Rai3. Accuse che arrivano mentre proseguono le indagini della Direzione distrettuale antimafia di Roma sull’attentato ai danni del giornalista, nel quale Lavitola è indagato con accuse che dovranno essere accertate nel corso del procedimento.

Intanto, la redazione di Report si è schierata al fianco del proprio conduttore, denunciando quella che considera una campagna politica volta a indebolire uno dei principali programmi di giornalismo investigativo della Rai.

Le repliche estive sospese, ma Report tornerà a novembre

Nelle ultime ore si sono rincorse anche indiscrezioni su un possibile cambio alla guida della trasmissione. Al momento, tuttavia, dai vertici Rai filtra una linea di prudenza: qualsiasi valutazione sarebbe rinviata agli sviluppi dell’inchiesta giudiziaria.

La sospensione delle repliche estive di Report, spiegano fonti aziendali, rappresenterebbe esclusivamente una misura cautelativa e non una sanzione nei confronti della trasmissione. Il programma resta infatti disponibile su RaiPlay e la redazione continua a lavorare alle nuove puntate, il cui ritorno è previsto per l’8 novembre.

Fratelli d’Italia prepara un esposto

La polemica politica, nel frattempo, non si è fermata. Fratelli d’Italia ha annunciato un esposto alla Procura nel quale ipotizza che i rapporti tra Ranucci e Lavitola possano aver influito su alcune ricostruzioni giornalistiche andate in onda su Rai3.

Sui propri canali social il partito ha scritto: «Report va in vacanza. Ci auguriamo che la redazione approfitti della pausa estiva per fare chiarezza sull’amicizia tra il conduttore e Lavitola».

La replica di Ranucci

Il giornalista ha respinto con fermezza ogni addebito.

«Nessuna inchiesta è stata condizionata da Valter Lavitola – ha dichiarato – come possono testimoniare tutti i collaboratori del programma. Quindi l’esposto di Fratelli d’Italia si basa su presupposti del tutto errati».

Interviene anche La Russa, il Pd protesta

Ad alimentare ulteriormente il confronto politico è stato il presidente del Senato Ignazio La Russa, che ha rilanciato un video in cui la segretaria del Partito Democratico, Elly Schlein, collegava l’attentato contro Ranucci ai rischi per la libertà di stampa «quando l’estrema destra è al governo».

A corredo del filmato, La Russa ha commentato con due parole: «Che imbarazzo».

Le dichiarazioni hanno provocato la reazione del Pd. Tra i primi a intervenire Francesco Boccia e Walter Verini, che hanno contestato il comportamento della seconda carica dello Stato, sostenendo che, nel suo ruolo istituzionale, «non può fare il capo partito».

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