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Matilde uccisa in Italia, è arrivata la decisione del giudice. Esplode la rabbia

Pubblicato: 24/07/2026 16:52

Il Tribunale di Asti ha condannato a otto anni di reclusione Franco Vacchina per la morte di Matilde Baldi, la giovane di 20 anni deceduta dopo un incidente avvenuto l’11 dicembre 2025 sull’autostrada A33 Asti-Cuneo. Assolto invece Davide Bertello. I giudici non hanno riconosciuto l’ipotesi della gara tra Porsche contestata dalla Procura.

La sentenza si discosta in parte dalle richieste del pubblico ministero Sara Paterno, che aveva sollecitato una condanna a 10 anni per Vacchina, commerciante astigiano di pneumatici, e a 5 anni per Bertello, imprenditore torinese. Il tribunale ha escluso che i due automobilisti stessero gareggiando al momento dello schianto.

Secondo la ricostruzione emersa nel processo, la sera dell’11 dicembre 2025 Matilde Baldi e la madre Elvia Pia stavano rientrando a Montegrosso a bordo di una Fiat 500. Alla guida c’era la madre, mentre la giovane, studentessa universitaria e commessa al Caffè Vergnano del centro commerciale Il Borgo, viaggiava sul sedile del passeggero. Entrambe indossavano la cintura di sicurezza.

Per l’accusa, la Fiat procedeva a circa 70 chilometri orari quando venne tamponata dalla Porsche GT3 RS 911 guidata da Vacchina, che viaggiava a una velocità superiore ai 200 chilometri orari. Alle sue spalle si trovava una seconda Porsche, una 992 condotta da Bertello, che non entrò direttamente in collisione con l’utilitaria.

La Procura aveva sostenuto che i due automobilisti stessero partecipando a una gara di velocità lungo il tratto autostradale diretto ad Alba. Una ricostruzione che, al termine del dibattimento, non è stata accolta dal collegio giudicante, portando all’assoluzione di Bertello.

Nel procedimento, Franco Vacchina, difeso dall’avvocato Ferruccio Rattazzi, era imputato per omicidio stradale. Davide Bertello, assistito dall’avvocato Michele Galasso, rispondeva invece dell’accusa di omissione di soccorso. L’imprenditore ha sempre negato di aver preso parte a una gara e, nel corso dell’ultima udienza, ha ricostruito davanti ai giudici le fasi dell’incontro con Vacchina e quanto accaduto dopo l’incidente.

A seguito del violento impatto, Matilde Baldi riportò gravissime lesioni alla testa. Ricoverata all’ospedale di Alessandria, morì cinque giorni dopo. La famiglia autorizzò successivamente la donazione degli organi, trasformando una tragedia in un gesto di solidarietà.

Nello schianto rimase gravemente ferita anche la madre della giovane. I familiari di Matilde si sono costituiti parte civile nel processo con l’assistenza dell’avvocato Pierpaolo Berardi, affiancato dal consulente tecnico Giuseppe Cresta. Parte civile anche il fidanzato della ragazza, Francesco Tozaj, rappresentato dall’avvocato Alberto Bazzano.

Con la sentenza pronunciata oggi, il Tribunale di Asti ha quindi riconosciuto la responsabilità di Franco Vacchina per la morte della giovane, escludendo però che l’incidente sia maturato nel contesto di una competizione tra le due Porsche, uno degli elementi centrali dell’impianto accusatorio sostenuto dalla Procura.

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