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Pensioni a rischio, l’avvertimento: “Fatelo assolutamente, altrimenti…”

Pubblicato: 26/07/2026 18:00

L’Istituto Nazionale della Previdenza Sociale ha recentemente avviato una vasta campagna di richiamo ed informazione rivolta a una specifica platea di pensionati italiani. L’allarme riguarda coloro che percepiscono prestazioni previdenziali collegate al reddito e che non hanno ancora provveduto a regolarizzare la propria posizione contabile con riferimento all’anno d’imposta 2022. La mancata comunicazione dei dati reddituali richiesti non è un mero cavillo burocratico, ma un inadempimento che comporta conseguenze economiche immediate sulle mensilità estive e che rischia di sfociare nella perdita definitiva del diritto al trattamento economico percepito.

I soggetti maggiormente esposti ai controlli

La normativa previdenziale italiana prevede che diverse prestazioni di natura assistenziale e previdenziale vengano erogate inizialmente in via provvisoria. L’ente previdenziale applica un meccanismo di anticipazione finanziaria, riservandosi di verificare in un secondo momento il reale mantenimento dei requisiti reddituali prescritti dalla legge per l’accesso al beneficio. Questa verifica avviene normalmente incrociando le banche dati con l’Agenzia delle Entrate attraverso le dichiarazioni presentate mediante modello 730 o Redditi Persone Fisiche. Quando l’utente trasmette regolarmente l’intera posizione fiscale al Fisco non deve fare ulteriori comunicazioni all’ente previdenziale, ma vi sono situazioni e redditi particolari che richiedono un passaggio formale ulteriore. Le prestazioni maggiormente interessate da questo monitoraggio includono l’integrazione al trattamento minimo, le varie maggiorazioni sociali, la quattordicesima e le pensioni destinate ai superstiti, mentre restano escluse le prestazioni legate all’invalidità civile e le pensioni sociali.

Le sanzioni economiche e la revoca finale

Per i cittadini che risultano inadempienti rispetto all’obbligo di trasmissione dei redditi del 2022, la disciplina prevede un preciso percorso di penalizzazione progressiva. Già a partire dai cedolini delle pensioni relativi ai mesi di agosto e settembre viene applicata una trattenuta cautelare del 5% calcolata sull’importo lordo erogato a luglio. Tale decurtazione appare chiaramente sul documento contabile del pensionato con una dicitura specifica riferita alla mancata comunicazione reddituale ai sensi della normativa vigente. Se nonostante l’applicazione di questo prelievo forzoso la situazione non viene sanata entro la data limite del 15 settembre 2026, l’istituto procederà alla revoca definitiva del trattamento collegato al reddito per l’anno 2022 e avvierà contestualmente le procedure per il recupero integrale delle somme corrisposte e risultate non dovute.

I canali disponibili per regolarizzare la posizione

Per evitare di incorrere nella perdita dell’assegno e dover restituire gli importi arretrati, i pensionati interessati dispongono di differenti opzioni operative per mettersi in regola tempestivamente. La procedura può essere svolta direttamente online attraverso il portale ufficiale dell’ente previdenziale utilizzando le credenziali di identità digitale come SPID, CIE, CNS o eIDAS. All’interno del sito occorre accedere al servizio dedicato alla dichiarazione della situazione reddituale, denominato RED Precompilato, presente nella sezione dedicata a pensione e previdenza o all’interno della propria area personale MyINPS. In alternativa alla modalità digitale autonoma, i cittadini possono rivolgersi ai Centri di Assistenza Fiscale o agli intermediari abilitati e convenzionati, che forniscono supporto tecnico operativo per l’invio telematico della documentazione richiesta prima che scada il termine tassativo stabilito dall’ente previdenziale.

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