
Un numero scritto sulla fronte, lo stesso tracciato anche sulle braccia. È il «44» quello che compare sul volto di Mahmoud Zakarneh, giornalista del nord della Cisgiordania, diventato uno dei simboli di un controverso episodio avvenuto durante un’operazione delle forze israeliane.
Secondo quanto riferito da fonti locali e riportato da Haaretz, alcuni palestinesi fermati durante un blitz dell’Idf sarebbero stati interrogati e successivamente rilasciati dopo essere stati contrassegnati con numeri scritti a pennarello su diverse parti del corpo. Alcuni hanno inoltre denunciato di essere stati picchiati e sottoposti a interrogatori accompagnati da minacce.
«Non ci trattano come esseri umani», ha denunciato uno degli uomini coinvolti.
L’Idf ammette l’accaduto: «Condotta grave»
In una prima ricostruzione dell’operazione, l’Idf aveva spiegato di aver effettuato perquisizioni in circa un centinaio di edifici alla ricerca di persone sospettate di essere «coinvolte nella pianificazione di attentati». Due persone sarebbero state arrestate, mentre altre sarebbero state sottoposte a interrogatorio.
Successivamente, l’esercito israeliano ha riconosciuto che alcuni militari avevano contrassegnato le persone interrogate durante l’operazione. Una pratica giudicata «grave» e per la quale i soldati coinvolti sarebbero stati rimproverati dai superiori. L’Idf ha inoltre affermato che dall’episodio sarebbero state tratte le «lezioni opportune».
Durissima la reazione di Ahmad Tibi, parlamentare della Knesset e leader del partito arabo-israeliano Ta’al: «È così che si presenta la disumanizzazione: si cancella l’essere umano e lo si trasforma in un numero». Tibi ha parlato inoltre di «un’immagine che ricorda periodi bui».
Il precedente nel campo profughi di Jenin
Non sarebbe la prima volta che viene segnalato un episodio simile. Ad aprile alcuni soldati israeliani avevano scritto numeri sulle mani di donne palestinesi che entravano nel campo profughi di Jenin. Anche in quella circostanza l’Idf aveva riconosciuto l’accaduto, definendo la scelta una «cattiva valutazione».
L’episodio arriva in una fase di forte tensione in Cisgiordania, segnata anche dalle violenze attribuite a gruppi di coloni israeliani. Tra i casi denunciati nelle ultime settimane figura quello di Qusra, dove alcune abitazioni palestinesi sarebbero state assediate per giorni da un gruppo di coloni.
Conte: «Non facciamoci scivolare tutto questo addosso»
Sul caso è intervenuto anche il presidente del Movimento 5 Stelle Giuseppe Conte, che sui social ha attaccato duramente la risposta italiana ed europea.
«Palestinesi marchiati dall’esercito israeliano con numeri sul corpo e sulla fronte. Di fronte agli orrori della storia ci siamo sempre chiesti: come ci si è arrivati? Ci siamo dentro. E l’Italia e l’Europa rimangono ignobilmente inerti di fronte a tutto questo», ha scritto Conte.
Il leader del M5S ha poi criticato l’assenza di sanzioni e il mantenimento degli accordi militari e commerciali, facendo riferimento alle vittime palestinesi e alle violenze del conflitto. «Non facciamoci scivolare tutto questo addosso», ha concluso.


