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Italiano morto in Messico, la testimonianza shock dell’amico. Orribile

Pubblicato: 19/08/2026 20:13

Massimiliano Gatti, 38 anni, è morto in Messico dopo essere precipitato dalle scale interne della stanza d’hotel dove soggiornava a Holbox, località a circa 160 chilometri da Cancún. A ricostruire le ore drammatiche successive all’incidente è stato a Tgcom24 uno degli amici che si trovavano in vacanza con lui.

Secondo il racconto, la comitiva sarebbe dovuta alloggiare in camere su un unico piano. “Ci hanno fatto l’upgrade appena arrivati”, ha spiegato l’amico, riferendosi alla stanza su due livelli assegnata a Massimiliano e alla sua fidanzata.

La sera dell’incidente, dopo una giornata trascorsa al mare, il gruppo era rientrato in hotel per prepararsi a un’escursione. Massimiliano era appena uscito dalla doccia quando è caduto dalle scale.

Le scale e il corrimano che ha ceduto

L’amico descrive la scala come una struttura composta da piccoli gradini di legno sfalsati e stretti, sui quali non era possibile poggiare contemporaneamente entrambi i piedi come su una scala tradizionale.

Durante la caduta, Massimiliano avrebbe cercato di aggrapparsi al corrimano, formato da tre rami intrecciati. “Quando Maxi ha tentato di salvarsi tenendosi a esso, questo non ha retto e si è staccato”, ha raccontato l’amico.

Il 38enne ha quindi battuto violentemente la testa sul pavimento di marmo. Quando gli amici sono arrivati nella stanza, era ancora vivo, ma presentava sangue dal naso e da un orecchio.

“Non c’erano ambulanze”

Secondo il racconto, i soccorsi sono stati complicati dalla posizione della struttura. “Dove eravamo non ci sono ambulanze”, ha spiegato l’amico.

Lui e un altro compagno di viaggio avrebbero messo Massimiliano in posizione di sicurezza e successivamente lo avrebbero trasportato in braccio per raggiungere la guardia medica.

Una volta arrivati, il 38enne è stato sistemato su una barella, ma per il trasferimento in ospedale era necessario l’ossigeno. Gli amici hanno quindi dovuto attendere che arrivasse l’attrezzatura necessaria prima di poter raggiungere il porto.

Il trasferimento via mare fino a Cancún

L’amico ha raccontato di aver anche chiesto a un militare la possibilità di utilizzare un elicottero per trasferire Massimiliano a Cancún. La richiesta, però, non sarebbe stata accolta.

A quel punto la comitiva ha dovuto noleggiare una lancia, pagando circa 150 euro, per raggiungere rapidamente il porto di Chiquilá. Da lì Massimiliano è stato trasferito in ambulanza verso Cancún, insieme alla fidanzata.

Il tragitto in ambulanza è durato circa un’ora e quaranta minuti. Complessivamente, secondo il racconto dell’amico, sono trascorse circa tre ore e mezza dalla caduta all’arrivo a Cancún.

La morte alle 3 del mattino

Arrivati in ospedale, i medici hanno tentato di assistere il 38enne. L’amico ha raccontato di aver chiesto ai sanitari di mantenerlo in vita per consentire il successivo rientro in Italia.

Poi, però, un medico gli avrebbe comunicato che “non c’era più nulla da fare”. Massimiliano Gatti è stato dichiarato morto alle 3 del mattino.

Il compagno di viaggio ha inoltre riferito di aver parlato con il console italiano in Messico, al quale ha spiegato la dinamica dell’incidente.

Il rientro della salma in Italia

Il corpo di Massimiliano dovrebbe rientrare in Italia tra circa una settimana, una volta completate le pratiche burocratiche necessarie.

Al suo fianco in Messico c’è il padre, partito per il Paese dopo aver appreso della tragedia.

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