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Conte sfida Schlein su woke: nel campo largo si riapre il confronto

Pubblicato: 23/08/2026 09:12

Il campo largo torna a discutere della propria identità e delle priorità da mettere al centro dell’alternativa al governo. A riaccendere il confronto è Giuseppe Conte, che prende posizione contro quella cultura woke che negli ultimi anni ha segnato una parte del dibattito progressista. Dall’altra parte Elly Schlein insiste sui temi economici: crescita, industria, salari, energia e investimenti. Il confronto arriva mentre nel centrosinistra resta ancora da definire l’eventuale percorso delle primarie, con regole e tempi tutti da stabilire. Ma la discussione politica, nonostante la pausa estiva, è già cominciata.

Conte prende le distanze dal woke

L’occasione per Conte arriva dagli Stati Uniti e dalle parole della deputata democratica Alexandria Ocasio-Cortez, critica verso alcune esasperazioni della stagione woke. Il presidente del Movimento 5 Stelle raccoglie il messaggio e sposta il terreno della discussione sulle disuguaglianze. Secondo Conte, la sinistra non può costruire la propria proposta politica attorno al woke: il vero avversario deve essere una società sempre più divisa sul piano economico e sociale. Nel Pd le sue parole vengono lette anche come un messaggio rivolto a Schlein, spesso identificata dagli avversari politici con quella cultura progressista.

La segretaria democratica, però, durante il proprio mandato ha dedicato una parte consistente dell’iniziativa politica proprio ai dossier economici e sociali, dal salario minimo al costo dell’energia, fino alle crisi industriali. Schlein sceglie infatti un’intervista a Milano Finanza per rilanciare la sua agenda economica. La sua valutazione è netta: dopo quattro anni di governo Meloni, sostiene, l’Italia sarebbe diventata più fragile. Le priorità indicate sono tre: riduzione dei costi energetici, aumento dei redditi e rilancio degli investimenti.

La leader del Pd ricorda inoltre il lavoro portato avanti insieme all’ex ministro Andrea Orlando nei principali distretti industriali e l’incontro con il presidente di Confindustria Emanuele Orsini. Nella sua agenda trovano spazio anche le vertenze di Pomigliano d’Arco, Ilva, Stellantis, Electrolux e Natuzzi.

Nel centrosinistra torna il confronto sui diritti

Schlein descrive un Paese segnato dalle difficoltà economiche, dalla crescita della povertà assoluta, dall’aumento del costo della vita e dal rincaro dei carburanti, con conseguenze anche sui prezzi dei beni alimentari. Una risposta indiretta alla polemica sul woke che riporta il Pd sul terreno del lavoro e della crescita. La discussione, tuttavia, ormai coinvolge tutto il centrosinistra. Matteo Renzi rivendica di avere criticato da tempo quella che definisce l’“ubriacatura woke”, osservando come anche una parte dei democratici americani stia oggi rivedendo alcune posizioni.

Diversa la valutazione di Riccardo Magi. Il segretario di Più Europa respinge l’idea che in Italia ci sia stata una vera egemonia woke e richiama i ritardi del Paese sui diritti civili, dal fine vita alla procreazione medicalmente assistita, dalle adozioni per le coppie omosessuali all’educazione sessuoaffettiva nelle scuole. Per Magi, soprattutto, la contrapposizione tra diritti sociali e diritti civili sarebbe sbagliata. La sinistra dovrebbe contemporaneamente sostenere il salario minimo, ridurre la pressione fiscale sul lavoro e continuare le proprie battaglie sui diritti.

Il punto politico resta così aperto: mentre il centrosinistra prova a costruire una proposta comune e deve ancora sciogliere il nodo della leadership, la discussione sulla cultura woke diventa uno dei terreni attraverso i quali Conte, Schlein e gli altri alleati iniziano già a definire identità, priorità e confini del futuro campo largo.

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Ultimo Aggiornamento: 23/08/2026 09:16

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