
Mentre pubblicamente Palazzo Chigi continua a mettere l’accento sull’invio di generatori elettrici per sostenere la popolazione ucraina durante l’inverno, il governo avrebbe già definito un nuovo e consistente pacchetto di aiuti militari a Kiev. Il piano dovrebbe confluire nel tredicesimo Decreto Aiuti ed essere reso operativo entro ottobre.
Al centro dell’operazione ci sono soprattutto sistemi destinati alla difesa aerea e antimissile: nuove batterie Samp-T, intercettori Aster 30 e radar per individuare missili, droni e altri velivoli russi. Si tratta di armamenti con funzione difensiva, sviluppati congiuntamente da Italia e Francia.
L’intesa tra Meloni e Macron
Il rafforzamento della protezione dei cieli ucraini nascerebbe da un’intesa raggiunta a luglio tra Giorgia Meloni ed Emmanuel Macron, alla quale avrebbe contribuito anche il rapporto tra il ministro della Difesa Guido Crosetto e il premier francese Sébastien Lecornu.
L’Ucraina dispone già di due batterie Samp-T fornite da Roma e Parigi, una delle quali interamente italiana. Il problema negli ultimi mesi è stato soprattutto quello delle munizioni: dall’estate del 2025 le consegne degli Aster 30 erano state rallentate a causa della riduzione delle scorte disponibili nei due Paesi. L’aumento della produzione dovrebbe ora consentire di riavviare le forniture.
Il progetto prevede anche la vendita di quattro batterie Samp-T NG, finanziata attraverso prestiti europei, insieme a sette radar a lungo raggio: sei francesi prodotti da Thales e uno italiano realizzato da Leonardo. Italia e Francia dovrebbero inoltre autorizzare la produzione in Ucraina degli intercettori Aster 30 N1BT, con l’obiettivo di rafforzare nel tempo l’autonomia di Kiev nella difesa antimissile.
Nell’immediato, però, servono sistemi già disponibili. Per questo Roma sarebbe pronta a prelevare dagli arsenali delle Forze armate italiane una nuova dotazione di Aster 30 da consegnare entro ottobre. Anche Parigi anticiperebbe due batterie sottraendole temporaneamente alle proprie disponibilità militari, in attesa che vengano sostituite dai nuovi sistemi in produzione.
Il decreto evita lo scontro nella maggioranza
Il valore complessivo dell’operazione viene stimato vicino ai tre miliardi di euro, finanziati attraverso i fondi europei destinati al sostegno dell’Ucraina. A regime, Kiev potrebbe quindi disporre di una barriera composta da sei batterie Samp-T, riducendo la dipendenza dai sistemi Patriot statunitensi.
Ma la scelta del Decreto Aiuti avrebbe anche un peso politico interno. Questa procedura permetterebbe infatti di accelerare le autorizzazioni necessarie e, soprattutto, di mantenere riservati i dettagli delle forniture.
Una scelta che consentirebbe a Giorgia Meloni di proseguire il sostegno militare all’Ucraina evitando di trasformare la questione in un nuovo terreno di scontro nella maggioranza. La Lega resta infatti critica verso l’invio di armamenti a Kiev, mentre sulla destra cresce anche la pressione politica di Roberto Vannacci, ancora più netto nel contestare questa linea.
Il risultato è una strategia su due piani: una comunicazione pubblica concentrata sugli aiuti civili e, parallelamente, il rafforzamento dello scudo antimissile ucraino attraverso nuovi sistemi militari italiani e francesi.


