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Legge elettorale, il centrodestra accelera sul ballottaggio: soglia fissata al 40%

Pubblicato: 31/08/2026 19:32

Il centrodestra accelera sul possibile ritorno del ballottaggio e mette sul tavolo una nuova soglia di accesso fissata al 40%. La proposta è contenuta in un emendamento elaborato da Forza Italia e sottoposto agli alleati, destinato a modificare in maniera significativa l’impianto della nuova legge elettorale.

Il testo dovrebbe essere presentato domani in commissione Affari costituzionali del Senato, anche se la partita decisiva potrebbe giocarsi direttamente in Aula. L’operazione resta infatti legata al confronto tra i leader della maggioranza e al vertice atteso tra Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani.

Come funzionerebbe la soglia del 40%

Il nuovo meccanismo ruoterebbe attorno alla soglia del 40%, dalla quale dipenderebbe l’eventuale accesso al secondo turno.

Nel caso in cui nessuna forza politica riuscisse a superare questa percentuale, non scatterebbe alcun ballottaggio e i seggi verrebbero distribuiti con un sistema proporzionale.

Se invece fossero due le forze o coalizioni capaci di superare il 40%, entrambe accederebbero al secondo turno. La vincitrice del ballottaggio riceverebbe un premio aggiuntivo pari a 70 deputati alla Camera e 35 senatori a Palazzo Madama, che andrebbero a sommarsi ai seggi già ottenuti sulla base del risultato del primo turno.

Il premio diretto per chi supera il 40% da solo

Esiste poi una terza ipotesi prevista dall’emendamento. Se una sola coalizione riuscisse a superare il 40%, mentre tutte le altre restassero al di sotto della soglia, non sarebbe necessario ricorrere al ballottaggio.

In questo caso, alla coalizione arrivata prima verrebbe assegnato direttamente il premio di maggioranza.

L’obiettivo del nuovo sistema sarebbe dunque quello di differenziare tre scenari: proporzionale puro in assenza di forze sopra il 40%, ballottaggio in presenza di due coalizioni oltre la soglia e premio immediato nel caso in cui una sola forza riesca a superarla.

I nodi ancora da sciogliere

Lo schema, tuttavia, presenta alcuni potenziali problemi che dovranno essere affrontati nel corso del confronto politico.

Uno riguarda la possibilità che al ballottaggio una coalizione prevalga alla Camera e un’altra al Senato. In una situazione simile si porrebbe il problema dell’assegnazione del premio. L’ipotesi sarebbe quella di non attribuirlo a nessuno, lasciando quindi validi esclusivamente i risultati proporzionali del primo turno.

Un secondo nodo riguarda invece l’effettiva capacità del premio di garantire una maggioranza stabile. Se una o due coalizioni dovessero superare il 40% solo di poco, i 70 deputati e i 35 senatori aggiuntivi potrebbero non essere sufficienti per oltrepassare il 50% dei seggi, oppure consentire di raggiungerlo con un margine minimo.

Una situazione che potrebbe mettere in discussione proprio l’obiettivo della governabilità.

La Lega contraria, Meloni chiamata a decidere

Il progetto del doppio turno incontra l’opposizione della Lega. La posizione del Carroccio si inserisce anche nel quadro politico segnato dall’avanzata di Roberto Vannacci, che rappresenta uno degli elementi sullo sfondo del confronto interno alla maggioranza.

La decisione finale potrebbe spettare soprattutto a Giorgia Meloni, chiamata a scegliere se procedere sostenendo la proposta avanzata da Forza Italia oppure fermare l’operazione, come richiesto dalla Lega.

Il vertice tra Meloni, Salvini e Tajani potrebbe quindi risultare determinante per stabilire il futuro dell’emendamento prima del passaggio parlamentare.

La partita si sposta in Aula

I lavori della commissione Affari costituzionali potrebbero comunque non rappresentare il momento decisivo. Il contingentamento dei tempi renderebbe probabile il trasferimento del testo in Aula senza mandato al relatore.

Una procedura che avrebbe un effetto rilevante: le eventuali modifiche approvate in commissione decadrebbero e le decisioni verrebbero rinviate direttamente all’Assemblea di Palazzo Madama.

La vera conta politica sul doppio turno potrebbe dunque avvenire nell’emiciclo del Senato.

Maggioranza unita sulle preferenze

Sul tema delle preferenze, invece, tutte le forze della maggioranza sarebbero intenzionate a votare compatte lo schema già proposto e precedentemente bocciato alla Camera.

La misura dovrebbe essere ripresentata attraverso un nuovo emendamento firmato da tutti i partiti della coalizione, in un tentativo di mantenere almeno su questo punto una posizione comune mentre resta aperto il confronto sul ballottaggio e sulla nuova soglia del 40%.

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