
Roberto Vannacci potrebbe avere davanti a sé uno spazio politico molto più ampio di quanto i suoi avversari immaginino. A sostenerlo è Alessandra Ghisleri, sondaggista e direttrice di Euromedia Research, che a L’Aria che tira su La7 ha analizzato il fenomeno politico costruito attorno all’ex generale e oggi leader di Futuro Nazionale.
Secondo Ghisleri, per capire il rapporto tra Vannacci e una parte dell’elettorato bisogna partire persino dal modo in cui sceglie di presentarsi: «Il Generale Vannacci». Non sarebbe soltanto un richiamo alla precedente carriera militare, ma un elemento capace di trasmettere a una parte del pubblico un’immagine di autorevolezza, ordine e affidabilità. Su questa base si innesterebbe poi la capacità di intercettare un voto di protesta che, secondo la sondaggista, oggi fatica a trovare altri sbocchi.
Ghisleri: «Si firma Il Generale Vannacci»
«Dobbiamo partire dalla consapevolezza di chi è Roberto Vannacci, che si firma “Il Generale Vannacci”», ha osservato Ghisleri. Nella sua lettura proprio l’identità costruita attorno al grado militare continuerebbe ad avere un peso anche dopo l’ingresso pieno nella politica.
Secondo la sondaggista, quell’immagine gli attribuirebbe agli occhi di una parte degli elettori caratteristiche di «affidabilità e serietà», permettendogli contemporaneamente di rivolgersi a chi vuole manifestare insoddisfazione nei confronti degli schieramenti tradizionali.
Il punto centrale dell’analisi non riguarda quindi soltanto le singole proposte del leader di Futuro Nazionale, ma la funzione politica che Vannacci potrebbe assumere. Presentarsi come figura esterna ai meccanismi tradizionali dei partiti, pur essendo ormai pienamente inserito nella competizione elettorale, gli consentirebbe di continuare a utilizzare una comunicazione tipica dell’outsider.
Il voto di protesta che maggioranza e opposizione faticano a intercettare
È proprio sul voto di protesta che si concentra il ragionamento di Ghisleri. Nel 2022 Giorgia Meloni aveva potuto intercettare una parte significativa del malcontento anche perché Fratelli d’Italia era rimasto all’opposizione durante il governo Draghi. Oggi, trovandosi a Palazzo Chigi, quella stessa posizione non sarebbe più disponibile.
«Il centrodestra non può fare quello che ha fatto nel 2022, cioè attirare un voto di protesta, perché sta al governo», ha spiegato la sondaggista. Allo stesso tempo, secondo Ghisleri, anche il centrosinistra incontra difficoltà nel presentarsi come interprete esclusivo della contestazione del sistema, essendo composto da forze con una lunga storia istituzionale.
È in questo spazio che potrebbe inserirsi Vannacci. La tesi della sondaggista è che il leader di Futuro Nazionale abbia oggi «campo libero come aveva Giorgia Meloni nel 2022», almeno per quanto riguarda la possibilità di rivolgersi a una fascia di elettori insoddisfatti che non si riconosce pienamente né nella maggioranza né nelle opposizioni.
Da Berlusconi al Movimento 5 Stelle: il peso della protesta nelle urne
Ghisleri richiama anche alcuni precedenti della politica italiana per spiegare perché questo tipo di consenso non dovrebbe essere sottovalutato. Nel corso degli ultimi trent’anni il malcontento verso i partiti dominanti ha contribuito, in momenti e forme molto differenti, all’ascesa di Silvio Berlusconi, Matteo Renzi, Movimento 5 Stelle, Lega e Giorgia Meloni.
Non si tratta naturalmente di fenomeni politici sovrapponibili. Il punto dell’analisi è un altro: in Italia si è ripetutamente dimostrata molto consistente la disponibilità di una parte dell’elettorato a spostarsi verso chi riesce a presentarsi come elemento di rottura rispetto all’assetto esistente.
La stessa Lega raggiunse il 34% alle elezioni europee del 2019, mentre il Movimento 5 Stelle aveva superato il 32% alle Politiche dell’anno precedente. Secondo Ghisleri, sarebbe quindi sbagliato liquidare il consenso di protesta come un fenomeno inevitabilmente marginale o temporaneo.
La strategia delle frasi che fanno discutere
C’è poi un secondo elemento nella strategia comunicativa di Vannacci: la capacità di occupare il dibattito pubblico attraverso affermazioni molto nette e provocatorie. Secondo Ghisleri, l’ex generale avrebbe imparato a utilizzare questo meccanismo già con il successo editoriale de Il mondo al contrario, il libro autopubblicato nel 2023 che lo trasformò in pochi mesi da alto ufficiale relativamente sconosciuto al grande pubblico in uno dei personaggi più discussi della politica italiana.
«Sollecitare un dibattito attorno a iperboli, ad affermazioni iperboliche», è il metodo individuato dalla sondaggista. Una dichiarazione particolarmente forte provoca reazioni, critiche, interviste e discussioni sui social; il nome di Vannacci rimane così al centro dell’attenzione e il suo messaggio raggiunge anche persone che non seguirebbero direttamente il suo partito.
Per Ghisleri il meccanismo può avere un ulteriore effetto: anche chi considera eccessive alcune affermazioni può convincersi che dietro la provocazione esista un problema reale, finendo così per accogliere almeno una parte del ragionamento proposto.
Il programma di Futuro Nazionale tra aborto, unioni civili e contenuti in tv
Le osservazioni della sondaggista arrivano mentre Futuro Nazionale sta mettendo nero su bianco una piattaforma politica fortemente identitaria, che ha già provocato numerose polemiche.
Nella seconda parte della sua base programmatica il partito sostiene che «l’aborto non è un diritto», propone l’abrogazione delle unioni civili e indica il matrimonio tra uomo e donna come unico istituto di coppia. Sul fronte televisivo, il programma propone inoltre restrizioni durante le fasce in cui i minori possono essere esposti a quelli che il documento definisce contenuti «genderisti» o «omosessualisti».
Tra gli altri punti figurano misure per aumentare la natalità, una maggiore presenza della cultura militare nella scuola, una linea molto rigida sull’immigrazione e la rivendicazione dell’«identità cristiana» come elemento pubblico della tradizione nazionale.
È proprio l’utilizzo di formule destinate a produrre una forte polarizzazione che Ghisleri considera parte integrante della strategia politica di Vannacci: una comunicazione che divide nettamente favorevoli e contrari, ma che quasi sempre riesce a generare attenzione.
Il caso Russia e l’articolo del Financial Times
L’analisi arriva inoltre nei giorni della nuova polemica sui rapporti con la Russia. Il Financial Times ha dedicato un articolo alla crescita di Vannacci e alle sue posizioni sulla guerra in Ucraina, rilanciando una definizione utilizzata in un’analisi dell’European Council on Foreign Relations: un possibile «cavallo di Troia» dell’influenza russa in Italia.
Al centro dell’attenzione ci sono soprattutto le posizioni dell’ex generale contro l’invio di armi all’Ucraina, la richiesta di riprendere le relazioni economiche con Mosca e le critiche alle politiche occidentali nei confronti della Russia.
La definizione non costituisce però una prova dell’esistenza di legami occulti tra Vannacci e il Cremlino. Lo stesso leader di Futuro Nazionale ha respinto nettamente la ricostruzione, sostenendo che non esistano elementi che dimostrino un condizionamento russo e accusando i suoi critici di equiparare il dissenso sulla politica verso Mosca a una forma di slealtà verso l’Occidente.
La sfida al centrodestra di Giorgia Meloni
È qui che l’analisi di Ghisleri assume una dimensione direttamente elettorale. Vannacci non sembra puntare soltanto a costruire un piccolo partito identitario, ma a occupare uno spazio alla destra dell’attuale maggioranza, costringendo Giorgia Meloni, Matteo Salvini e Antonio Tajani a confrontarsi con un concorrente che cerca voti nello stesso bacino.
Lo stesso Vannacci ha definito Futuro Nazionale «il naturale interlocutore» del centrodestra, pur descrivendo l’attuale coalizione come «sbiadita». Ha inoltre lasciato aperta la possibilità di future intese, precisando però che il suo movimento non intende negoziare quelli che considera i propri principi fondamentali.
Per Ghisleri il rischio per gli avversari è soprattutto quello di alimentare involontariamente il fenomeno: più le dichiarazioni di Vannacci diventano oggetto di polemica, più il leader di Futuro Nazionale riesce a presentarsi come qualcuno che sfida le convenzioni e rompe gli equilibri esistenti.
«Nella sua narrazione sta dicendo: “Io romperò questo racconto”», sintetizza la sondaggista. Ed è proprio questa promessa di rottura, più ancora delle singole proposte, che potrebbe rappresentare la principale forza elettorale del progetto costruito dall’ex generale.


