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“Lei…”. Femminicidio Lorena, esce fuori solo adesso: Federico l’ha detto ai poliziotti e poi si è lanciato

Pubblicato: 05/09/2026 10:23

Una telefonata disperata dal bagagliaio, la corsa della polizia lungo l’Autostrada del Sole e, infine, pochi istanti sul viadotto Lora. È nella drammatica sequenza che ha preceduto la morte di Lorena Isceri, 45 anni, e dell’ex compagno Federico Vella, 36 anni, che si concentrano le indagini: gli agenti sono riusciti a raggiungere l’uomo, ma per la donna non c’era più nulla da fare.

Davanti ai poliziotti della Stradale, Vella avrebbe pronunciato poche parole, concitate e legate alla fine della relazione, prima di lanciarsi nel vuoto. La Procura sta ricostruendo, minuto dopo minuto, quanto sarebbe avvenuto dall’agguato nel garage di Firenze fino al tragico epilogo sull’A1.

Le parole di Federico Vella sul viadotto Lora

Il viadotto Lora si trova nel territorio di Barberino di Mugello, sulla carreggiata nord della A1 Panoramica. La polizia era arrivata in quel punto dopo aver individuato l’auto sulla quale viaggiava Lorena: la donna era riuscita a chiedere aiuto mentre si trovava chiusa nel bagagliaio del suo Suv.

Quando la pattuglia della Polstrada di Pian del Voglio ha raggiunto il ponte, Federico Vella era già in bilico sul bordo. Gli agenti hanno tentato immediatamente di instaurare un dialogo e gli hanno chiesto: «Cosa hai fatto?». Secondo quanto emerso, l’uomo avrebbe risposto: «Mi ha tradito, mi ha trattato male, mi ha aggredito».

Pochi secondi, poi il gesto estremo

Il tentativo di parlare con lui sarebbe durato solo pochi istanti. Subito dopo quelle parole, Vella si è lanciato nel vuoto, davanti agli agenti intervenuti sul posto.

Solo raggiungendo l’area sotto il ponte si è delineato completamente lo scenario della tragedia. Nel terreno sottostante è stato trovato anche il corpo senza vita di Lorena Isceri, che secondo la ricostruzione sarebbe stata portata fin lì dall’ex compagno dopo essere stata aggredita e immobilizzata.

Body cam e messaggio Instagram al centro dell’inchiesta

La scena dell’intervento potrebbe essere stata registrata dalle body cam in dotazione agli agenti. Quelle immagini, insieme agli altri elementi acquisiti, potranno offrire agli inquirenti ulteriori indicazioni sugli ultimi momenti prima della morte di Federico Vella.

Al vaglio c’è anche un messaggio che l’uomo avrebbe pubblicato su Instagram poco prima del femminicidio. Una frase che, alla luce della tragedia, ha assunto un peso terribile: «Il silenzio dopo un litigio non è punizione. Addio a tutti».

L’agguato nel garage di Rifredi

Tutto sarebbe iniziato all’ora di pranzo del 3 settembre, a Firenze, nel quartiere di Rifredi. Lorena avrebbe parcheggiato il suo Suv nel garage di casa, senza sapere che Vella, secondo le prime ricostruzioni, si sarebbe nascosto lì in attesa del suo arrivo.

Quando la donna è entrata nel garage, l’ex compagno sarebbe uscito allo scoperto e l’avrebbe aggredita. Gli investigatori ipotizzano che Lorena possa essere stata stordita, quindi immobilizzata con fascette alle mani e alle gambe e caricata nel bagagliaio dell’auto.

Il cellulare nel bagagliaio e la chiamata al 112

Nel bagagliaio Lorena avrebbe avuto con sé lo zainetto, con all’interno il cellulare. Sarebbe riuscita a raggiungerlo e, in una corsa contro il tempo, avrebbe cercato qualcuno in grado di salvarla.

Un primo tentativo di contattare la madre si sarebbe interrotto, così come una successiva chiamata a un amico. Alla fine, la donna è riuscita a parlare con il 112: la centrale operativa della Questura di Firenze avrebbe compreso immediatamente la gravità della situazione.

La frase captata dalla centrale operativa

La telefonata sarebbe durata circa venti minuti. Gli operatori avrebbero cercato di raccogliere più informazioni possibili sulla posizione dell’auto e sulle condizioni della donna, fino a quando la comunicazione si è interrotta di nuovo.

Vella si sarebbe accorto che Lorena aveva il telefono, avrebbe fermato il veicolo e glielo avrebbe strappato dalle mani. La centrale avrebbe captato la sua frase: «Che cosa stai facendo?». Nel frattempo, la geolocalizzazione del cellulare permetteva agli investigatori di seguire il percorso sull’A1 fino al viadotto Lora.

Femminicidio Lorena, gli accertamenti sulla relazione

La Procura sta ora esaminando ogni dettaglio della relazione tra Lorena Isceri e Federico Vella, per comprendere cosa abbia preceduto il femminicidio di Lorena. Dalle prime informazioni non risulterebbero denunce o segnalazioni per violenza nei confronti dell’uomo, circostanza che dovrà essere verificata nel corso degli accertamenti.

Lorena, originaria di Squinzano, nel Salento, viveva da tempo a Firenze e lavorava nel settore farmaceutico veterinario. Vella era fiorentino e lavorava nell’autonoleggio e nella gestione delle flotte aziendali. Comunicazioni, dati di localizzazione, immagini delle body cam e tracce raccolte sulla scena saranno ora analizzati per definire il quadro della vicenda sulla base degli elementi oggettivi.

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Ultimo Aggiornamento: 05/09/2026 10:24

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