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Famiglia nel bosco, scontro sui ritardi nei ricongiungimenti: l’allarme per i tre minori

Pubblicato: 05/09/2026 15:10

La vicenda della famiglia nel bosco torna al centro del dibattito per i tempi legati al ricongiungimento dei tre bambini con i genitori. La coppia anglo-australiana residente a Palmoli attende infatti l’attuazione concreta della decisione del Tribunale per i minorenni dell’Aquila, che ha disposto un rientro graduale dei minori nell’ambito familiare. Il provvedimento, tuttavia, non si sarebbe ancora tradotto in un calendario operativo.

A denunciare lo stallo è l’avvocato Simone Pillon, legale dei genitori. Secondo la difesa, mentre la tutrice, la curatrice e la Neuropsichiatria infantile di Atessa avrebbero manifestato la propria disponibilità a definire le modalità del rientro, il Servizio sociale affidatario non avrebbe ancora fornito riscontri concreti. Il legale sostiene inoltre che alcune rassicurazioni ricevute verbalmente non avrebbero avuto seguito sul piano formale.

Le accuse del legale

Al momento, secondo quanto denunciato dalla difesa, non sarebbe stata ancora fissata una data per il tavolo operativo coordinato. I tre bambini si trovano in una struttura protetta a Vasto dallo scorso novembre e continuano quindi a vivere separati dai genitori, nonostante la recente decisione del tribunale sul percorso di rientro.

La questione riguarda ora soprattutto l’applicazione pratica del provvedimento giudiziario. Per i legali della famiglia, i ritardi rischiano di prolungare una situazione già segnata dalla separazione e dal conseguente impatto emotivo sui minori. La difesa chiede quindi che vengano definiti rapidamente tempi e modalità del percorso indicato dal tribunale.

L’allarme dello psichiatra

Sui tempi della procedura è intervenuto anche lo psichiatra Tonino Cantelmi, che ha espresso forti critiche per quella che considera un’eccessiva lentezza burocratica. Tra la presentazione dell’istanza di ricongiungimento, avvenuta alla fine di giugno, e il riscontro del tribunale alla fine di agosto sarebbero trascorsi diversi mesi, ai quali si aggiungono ora i tempi necessari per rendere operativo il percorso.

Cantelmi ha parlato di una «glaciale indifferenza» delle istituzioni davanti alla sofferenza della famiglia. Secondo lo psichiatra, garantire ai bambini le necessità materiali non sarebbe sufficiente a compensare la mancanza della relazione con i genitori. La separazione prolungata, sostiene, può rappresentare per i minori una fonte significativa di sofferenza emotiva.

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Ultimo Aggiornamento: 05/09/2026 15:11

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