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Cernobbio, scontro tra Monti e Vannacci: “Lotterò contro la retorica fascista”

Pubblicato: 05/09/2026 15:08

Il confronto tra Mario Monti e Roberto Vannacci al forum Teha di Cernobbio si trasforma in un acceso duello politico sul futuro dell’Italia, dell’Europa e sul rapporto tra sovranismo e democrazia. L’ex presidente del Consiglio ha rivolto parole particolarmente dure al leader di Futuro nazionale, accusandolo di contribuire alla ricostruzione di una retorica riconducibile al fascismo. Vannacci ha respinto le accuse, definendole convinzioni personali dell’ex premier e rivendicando invece la volontà di rafforzare l’identità nazionale.

«Ormai sono vecchio, ma combatterò fino all’ultima mia energia il suo tentativo di ricostruzione della retorica del fascismo», ha affermato Monti al termine del confronto. Secondo l’ex presidente del Consiglio, nel progetto politico di Vannacci non ci sarebbe una volontà esplicita di ricostituire il Partito Fascista, ma emergerebbe quello che considera «un aspetto del fascismo». Nel mirino è finita soprattutto la valorizzazione dell’identità nazionale e quella che Monti considera una rappresentazione degli italiani come popolazione da contrapporre alle altre.

Monti: «Non voglio la ricostruzione psicologica di un’italietta»

Monti ha sostenuto di vedere nel messaggio di Vannacci una forma di superiorità nazionale accompagnata da un atteggiamento vittimistico. L’ex premier ha parlato del «complesso di Calimero», riferendosi alla convinzione secondo cui l’Italia e gli italiani non riceverebbero il rispetto che meritano. Da qui, secondo Monti, nascerebbe il rischio di alimentare una reazione basata sull’orgoglio nazionale e sulla contrapposizione con gli altri Paesi.

«Sono orgoglioso della mia italianità e lo sono anch’io», ha spiegato Monti, distinguendo però questo sentimento dalla convinzione che gli italiani siano superiori agli altri popoli. L’ex presidente del Consiglio ha quindi espresso il timore che la politica possa utilizzare l’identità nazionale per compensare le difficoltà nel garantire maggiore crescita e benessere ai cittadini.

Vannacci ha respinto ogni accostamento al fascismo e ha rivendicato la natura del proprio progetto politico. «Quelle della ricostituzione della narrativa e retorica fascista ritengo che siano sue personali convinzioni e che non corrispondano alla realtà», ha dichiarato l’ex generale. Futuro nazionale, ha spiegato, sarebbe invece un partito orientato a un rilancio nazionale, con particolare attenzione all’identità, alle radici e alla storia italiana.

Vannacci: «Vogliamo cambiare l’Europa»

Il confronto si è spostato anche sul futuro dell’Unione europea, terreno sul quale le posizioni dei due interlocutori sono apparse profondamente distanti. Vannacci ha sostenuto che nel continente siano già in corso cambiamenti politici destinati a modificare gli equilibri attuali. «Qualcosa si muove. L’Europa fortunatamente cambia, i leader più in vista traballano», ha affermato.

L’ex generale ha poi criticato il ruolo delle istituzioni europee, sostenendo la necessità di un radicale ripensamento dell’Unione. «C’è bisogno di rifondare tutto da zero», ha dichiarato, descrivendo Bruxelles come una cattedra impositiva. Il progetto di Futuro nazionale, secondo Vannacci, punta a trasformare l’Europa in una piattaforma di collaborazione tra Stati, riducendo invece la capacità delle istituzioni comunitarie di imporre indirizzi ai singoli Paesi.

La proposta prevede, nelle parole dell’ex generale, di mantenere ciò che funziona e di restituire alle nazioni le competenze che richiedono identità, responsabilità e controllo democratico. Vannacci ha inoltre sostenuto la necessità di lasciare maggiore libertà di iniziativa agli Stati, contestando i processi di uniformazione e quella che definisce la progressiva «multiculturalizzazione» e «fluidizzazione» della società europea.

Monti cita Camus e Mitterrand

Monti ha risposto alle posizioni di Vannacci richiamando due figure della cultura e della politica europea, Albert Camus e François Mitterrand. L’ex premier ha criticato l’approccio dei movimenti populisti e nazionalisti, sostenendo che in molti casi finiscano per agire contro gli interessi delle stesse popolazioni che dichiarano di voler difendere.

«Amo molto l’Italia e ho cercato di farlo al meglio», ha detto Monti, ricordando anche le scelte compiute durante il suo governo e i sacrifici chiesti al Paese. Da Camus ha ripreso una frase sul rapporto tra amore per la propria patria e nazionalismo: «Amo troppo il mio Paese per essere nazionalista».

L’ex presidente del Consiglio ha quindi ricordato le parole pronunciate da Mitterrand nel gennaio del 1995, nel suo primo giorno al Parlamento europeo, dove oggi siede anche Vannacci. «Le nationalisme c’est la guerre», aveva detto l’ex presidente francese, una frase che Monti ha utilizzato per ribadire la propria contrarietà alla deriva nazionalista.

Vannacci: «Il nostro programma non è incostituzionale»

Vannacci ha inoltre respinto le accuse relative al programma di Futuro nazionale, sostenendo che le proposte del partito non contengano elementi contrari alla Costituzione. «Non c’è nulla fuori dalla Costituzione», ha affermato l’ex generale, ricordando che la Carta è stata modificata più volte dal 1948.

Secondo Vannacci, anche l’eventuale discussione su una revisione della Costituzione non dovrebbe essere considerata automaticamente incompatibile con l’ordinamento democratico. «Se oggi dovessimo riscrivere la Costituzione dopo 80 anni la riscriveremmo uguale? Forse qualcosa potrebbe essere adattata alla modernità», ha osservato.

Alla domanda su quali sarebbero concretamente le norme da modificare, tuttavia, Vannacci non ha indicato interventi specifici. «Al momento non abbiamo ancora un dettaglio», ha risposto. Sulle inchieste in corso e sulle accuse di voler ricostituire il Partito Fascista, l’ex generale si è detto invece «assolutamente non preoccupato», definendo l’ipotesi «ridicola» e sostenendo che sarà la magistratura a chiarire la natura del progetto politico.

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