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Lorena Isceri, la notizia appena arrivata: cosa succede

Pubblicato: 07/09/2026 10:18

Ci sono domande alle quali, dopo una tragedia, soltanto gli accertamenti possono provare a dare una risposta. In questa vicenda, una delle questioni centrali riguarda proprio gli ultimi momenti della vita di una donna e la sequenza precisa di ciò che sarebbe accaduto prima che il suo corpo venisse trovato dopo una drammatica caduta. Ogni elemento viene ora esaminato per ricostruire con maggiore precisione una storia ancora segnata da molti interrogativi.

Il lavoro degli investigatori prosegue attraverso reperti, testimonianze, comunicazioni e verifiche tecniche. Al centro ci sono soprattutto le ore precedenti al delitto, i movimenti dell’uomo accusato dell’omicidio e le circostanze che avrebbero preceduto il trasferimento della vittima. Gli accertamenti medico-legali potrebbero ora aggiungere un tassello fondamentale alla ricostruzione.
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L’autopsia sui due corpi

La Procura di Firenze procederà oggi agli accertamenti medico-legali sui corpi di Lorena Isceri, 45 anni, e dell’ex compagno Federico Vella, 36 anni. L’esame sulla donna dovrà innanzitutto stabilire quando sia avvenuto il decesso, un dato considerato centrale nell’inchiesta.

Uno degli interrogativi principali riguarda infatti il momento della morte rispetto alla caduta dal viadotto sull’A1, a Barberino di Mugello. I medici legali dovranno verificare se Lorena fosse ancora viva quando è precipitata oppure se il decesso fosse avvenuto prima.

L’autopsia dovrà inoltre accertare l’eventuale presenza di lesioni precedenti alla caduta. Questi elementi potrebbero contribuire a chiarire cosa sia accaduto nelle fasi antecedenti al trasferimento della 45enne sull’autostrada e a ricostruire la successione degli eventi.

Anche sul corpo di Vella verranno eseguiti accertamenti autoptici. Per l’uomo sono previsti inoltre esami tossicologici, finalizzati a verificare l’eventuale presenza di sostanze e a fornire ulteriori elementi sulle sue condizioni nelle ore precedenti alla tragedia.

Gli esiti saranno acquisiti nell’inchiesta coordinata dal pm Antonio Natale e condotta dalla Squadra mobile di Firenze.

Le verifiche sulla possibile premeditazione

Parallelamente agli esami medico-legali, gli investigatori stanno ricostruendo nel dettaglio le ore e i giorni che hanno preceduto il delitto. Tra gli aspetti sotto esame c’è anche la presenza di Vella nei pressi dell’abitazione di Lorena, in via Panciatichi, nei giorni precedenti.

Secondo quanto emerso finora, alcuni vicini avrebbero notato l’uomo aggirarsi nella zona, nonostante abitasse in un’altra parte della città. Si tratta di un elemento che viene valutato insieme agli altri acquisiti dagli investigatori nell’ambito dell’ipotesi di una possibile premeditazione.

La Squadra mobile sta esaminando anche alcuni oggetti e materiali ritenuti potenzialmente collegati alla preparazione dell’agguato. Tra gli elementi acquisiti c’è del nastro adesivo, che sarebbe stato applicato sulla fotocellula del cancello del condominio.

Gli investigatori stanno inoltre verificando uno scontrino relativo a un acquisto effettuato da Vella nella mattinata del delitto e il materiale trovato successivamente all’interno della sua automobile. Nella vettura sarebbero stati rinvenuti, tra le altre cose, fascette, un martello, forbici e un telo.

Sarà necessario stabilire se questi elementi siano effettivamente collegati alla preparazione dell’aggressione oppure se abbiano un’altra spiegazione. Anche per questo gli accertamenti procedono insieme alla ricostruzione dei movimenti dell’uomo.

L’aggressione e il trasferimento sull’A1

Secondo la ricostruzione finora delineata dagli investigatori, Lorena sarebbe stata sorpresa nel parcheggio del condominio, dove sarebbe stata immobilizzata e successivamente trasferita nel bagagliaio dell’auto di Vella.

L’uomo avrebbe quindi lasciato la zona alla guida della propria automobile, raggiungendo l’autostrada e dirigendosi verso Barberino di Mugello.

La sequenza esatta dei fatti resta però uno degli aspetti da chiarire. Proprio per questo l’autopsia assume un’importanza particolare: stabilire quando sia avvenuta la morte e individuare eventuali lesioni antecedenti alla caduta potrebbe consentire agli investigatori di collocare con maggiore precisione le diverse fasi della vicenda.

Gli accertamenti medico-legali dovranno quindi essere messi in relazione con gli altri elementi raccolti dalla Squadra mobile.

I messaggi dopo la fine della relazione

Un’altra parte dell’inchiesta riguarda il rapporto tra Lorena e Vella nelle settimane precedenti al delitto. Gli investigatori stanno esaminando le comunicazioni intercorse dopo la fine della relazione, comprese quelle che l’uomo avrebbe inviato ai familiari della 45enne.

L’obiettivo è verificare se nei messaggi possano emergere elementi utili a comprendere il comportamento dell’ex compagno e l’eventuale progressione di condotte persecutorie.

Secondo quanto riferito dalla famiglia, Lorena aveva deciso di interrompere i contatti dopo una serie di atteggiamenti che erano diventati sempre più insistenti e preoccupanti.

I familiari hanno inoltre raccontato agli investigatori precedenti episodi di violenza. Il padre della donna, Franco Isceri, avrebbe riferito di maltrattamenti e anche di una minaccia con un coltello durante una discussione.

Secondo la famiglia, Lorena aveva cercato di sostenere l’ex compagno nonostante le difficoltà della relazione, ma negli ultimi tempi aveva maturato la decisione di allontanarsi. Anche questi racconti dovranno essere verificati e valutati nell’ambito dell’inchiesta.

Il cordoglio per Lorena

Intanto, a Firenze, la vicenda ha provocato una forte reazione della città. Ieri sera, in via Panciatichi, più di mille persone hanno partecipato al presidio promosso dalla sindaca Sara Funaro.

Fiori, candele e messaggi sono stati deposti in memoria di Lorena, mentre dalle finestre dell’edificio in cui abitava sono stati calati drappi rossi. Alla manifestazione hanno preso parte anche le sindache di Bergamo e Perugia, Elena Carnevali e Vittoria Ferdinandi, insieme a rappresentanti delle istituzioni e delle associazioni impegnate nel contrasto alla violenza contro le donne.

Tra i momenti più intensi della serata c’è stato quello in cui la madre di Lorena è uscita dall’abitazione della figlia. La donna si è fermata davanti alle persone presenti, ha salutato la sindaca Funaro e ha ringraziato la folla per la vicinanza alla famiglia. Al suo rientro in casa è stata accompagnata da un lungo applauso.

Al presidio erano presenti anche i familiari di Michela Noli, uccisa a Firenze nel 2016 dall’ex marito.

Funaro ha richiamato la necessità di evitare una «normalizzazione» della violenza contro le donne, sottolineando il ruolo della prevenzione e dell’educazione al rispetto. «Non possiamo e non dobbiamo abituarci a queste tragedie», ha affermato la sindaca.

Anche Squinzano, nel Salento, dove Lorena era nata, si prepara a ricordarla. Il sindaco Mario Pede ha annunciato una fiaccolata e iniziative nelle scuole dedicate al rispetto delle donne e alla prevenzione della violenza.

funerali di Lorena Isceri saranno celebrati a Squinzano al termine degli accertamenti medico-legali. Prima, però, saranno gli esami sui due corpi e il lavoro degli investigatori a cercare di ricostruire con maggiore precisione le ultime ore della 45enne e stabilire la successione degli eventi che hanno portato alla tragedia sull’A1.

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