
La vittoria dell’AfD in Sassonia-Anhalt scuote la politica tedesca e spinge il cancelliere Friedrich Merz a intervenire con un messaggio rivolto non soltanto ai cittadini, ma anche ai partner internazionali della Germania. Dopo la pesante sconfitta della Cdu alle elezioni regionali, il cancelliere ha assicurato che il governo garantirà il rispetto della Costituzione e manterrà saldo l’ancoraggio del Paese all’Europa.
«Il governo farà in modo che la Costituzione si imponga. Lo dico anche per i nostri partner internazionali. Sappiamo che per la nostra storia la Germania ha una responsabilità particolare. Manterremo l’ordine politico e l’ancoraggio in Europa», ha dichiarato Merz a Berlino commentando il voto.
Parole che arrivano all’indomani del risultato elettorale in Sassonia-Anhalt e mentre il cancelliere avverte che anche le prossime consultazioni, previste tra due settimane, potrebbero produrre «pesanti ripercussioni».
«Le maggioranze cambiano, i valori della Costituzione no»
Merz ha riconosciuto senza esitazioni il principio alla base del risultato delle urne: in una democrazia maggioranze e governi possono cambiare perché sono gli elettori a giudicarne l’operato.
«Le maggioranze cambiano. I governi e le loro politiche sono sempre sottoposti al giudizio degli elettori. Questo è il fondamento stesso della democrazia», ha affermato.
Esiste però, secondo il cancelliere, un confine che nessun risultato elettorale può superare: «C’è una cosa che non può essere messa in discussione: i valori della nostra Legge fondamentale, della nostra Costituzione e le regole della nostra convivenza».
Merz ha quindi ricordato un principio che considera essenziale nel sistema democratico tedesco: «Da noi, il potere viene attribuito, non viene conquistato, e la minoranza non è nemica della maggioranza».
La sconfitta della Cdu e l’ammissione di Merz
Il cancelliere ha affrontato anche il risultato della Cdu, riconoscendo che la sua stessa leadership è stata uno dei temi della campagna elettorale.
«So che la mia persona è stata un tema permanente», ha ammesso. Ma Merz non sembra intenzionato a modificare la linea sulle riforme: «Le riforme saranno ancora un tema permanente. Il nostro Paese ha bisogno di riforme sostanziali. Si tratta delle chance dei nostri figli e dei nostri nipoti».
Il risultato della Sassonia-Anhalt diventa così per il governo federale anche un segnale politico da interpretare. Merz rivendica la necessità di proseguire con il programma di cambiamento, ma ammette che non sarà sufficiente spiegare le misure attraverso argomentazioni tecniche ed economiche.
«Dobbiamo arrivare alle emozioni dei cittadini»
È proprio sul rapporto con gli elettori che il cancelliere ha individuato uno dei problemi principali. Il governo, ha spiegato, deve essere capace di parlare non soltanto alla parte razionale dell’opinione pubblica, ma anche alle paure e alle emozioni dei cittadini.
«La Germania ha bisogno di riforme, ne sono fermamente convinto, e ora il governo federale deve attuarle», ha ribadito. «Non dobbiamo soltanto motivarle razionalmente, ma anche comunicarle emotivamente. È un compito comune del quale mi assumo la responsabilità».
Per Merz è necessario riuscire a «raggiungere maggiormente le persone in tutta la loro dimensione emotiva».
Il cancelliere ha riconosciuto anche le difficoltà che caratterizzano la vita quotidiana di una parte della popolazione tedesca. E al disagio economico e sociale, dopo il voto, si sarebbe aggiunto un altro sentimento.
«Da ieri si è aggiunta per molti la paura che il nostro Paese stia cambiando in peggio», ha concluso.
Il messaggio ai partner europei
L’intervento assume una dimensione che supera i confini della Sassonia-Anhalt. Il riferimento alla «responsabilità particolare» derivante dalla storia tedesca e la rassicurazione sull’ancoraggio europeo mostrano la volontà di Merz di rispondere anche agli interrogativi che il risultato dell’AfD può sollevare fuori dalla Germania.
Il cancelliere separa così nettamente due piani: da una parte il responso delle urne, che deve essere rispettato come espressione della democrazia; dall’altra i principi costituzionali e l’ordine democratico, che per Merz non possono essere rimessi in discussione dal mutare delle maggioranze.
Per il governo tedesco, tuttavia, il risultato rappresenta anche un avvertimento politico. Merz promette di continuare sulla strada delle riforme, ma riconosce contemporaneamente la necessità di ricostruire un rapporto con una parte dell’elettorato che le sole spiegazioni razionali, evidentemente, non sono riuscite a raggiungere.


