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Ricina a Pietracatella, la professoressa convocata a sorpresa in Questura: interrogatorio di quattro ore

Pubblicato: 14/09/2026 08:11

Una convocazione arrivata di domenica mattina alle 8, poi quasi quattro ore trascorse negli uffici della Questura di Campobasso. L’inchiesta sulla morte di Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita, madre e figlia avvelenate con la ricina a Pietracatella, torna ad accelerare. Al centro degli ultimi accertamenti c’è nuovamente la professoressa di matematica, amica da anni di Gianni Di Vita, marito di Antonella e padre di Sara.

La donna è stata ascoltata ancora una volta come persona informata sui fatti e ha lasciato gli uffici della Squadra Mobile intorno a mezzogiorno. Non risulta indagata. La nuova deposizione arriva a circa un mese dagli interrogatori di Ferragosto e dal confronto del 20 agosto con Di Vita.

L’indagine, coordinata dalla procuratrice Elvira Antonelli e condotta dalla Squadra Mobile guidata da Marco Graziano, procede per duplice omicidio premeditato. Al momento, tuttavia, non risultano persone iscritte nel registro degli indagati.

Perché la professoressa è stata ascoltata di nuovo

La nuova convocazione si inserisce in un fine settimana particolarmente intenso per gli investigatori. Da settimane vengono riesaminati messaggi, email, frequentazioni e rapporti personali delle persone che gravitavano intorno alla famiglia, nel tentativo di individuare elementi utili a ricostruire quanto accaduto.

A determinare un nuovo giro di audizioni sarebbero state alcune «versioni contrastanti» emerse dalle dichiarazioni di testimoni ritenuti importanti per l’inchiesta. Gli investigatori starebbero quindi cercando di chiarire eventuali incongruenze e di ricostruire con maggiore precisione rapporti, incontri e comunicazioni precedenti alla morte delle due donne.

L’attenzione resta concentrata anche sulla sfera delle relazioni personali e sulla rete di contatti della famiglia. È in questo quadro che viene nuovamente ascoltata l’insegnante, legata da una lunga amicizia a Gianni Di Vita.

Anche il marito della professoressa, già sentito dagli investigatori in precedenza, potrebbe essere riconvocato nei prossimi giorni per ulteriori chiarimenti. Anche in questo caso non risultano contestazioni a suo carico.

Tre cugine ascoltate in pochi giorni

La professoressa non è stata l’unica persona convocata nelle ultime ore. Venerdì mattina gli investigatori hanno ascoltato per la terza volta Laura Di Vita, cugina di Gianni Di Vita. La donna è rimasta a disposizione della Squadra Mobile per circa tre ore.

Un’altra deposizione si è invece conclusa nella tarda serata di sabato: in Questura è stata ascoltata un’altra cugina di Di Vita, ex sindaco di Pietracatella.

La successione ravvicinata delle convocazioni mostra come gli investigatori stiano tornando sulle testimonianze già raccolte, mettendole a confronto alla ricerca di eventuali discrepanze. Altri interrogatori potrebbero essere fissati già nei prossimi giorni.

Le analisi in Germania sulla ricina

Parallelamente all’attività investigativa in Molise, resta aperto un altro fronte considerato fondamentale: quello degli accertamenti scientifici.

Nei laboratori tedeschi sono in corso analisi sui reperti e sui generi alimentari sequestrati nell’abitazione di Pietracatella. L’obiettivo è individuare eventuali tracce della sostanza e, soprattutto, raccogliere elementi che possano aiutare a stabilire in quale modo Antonella Di Ielsi e Sara Di Vita siano entrate in contatto con la ricina.

Gli esami scientifici rappresentano uno dei passaggi più delicati dell’intera indagine, perché potrebbero contribuire a ricostruire il possibile veicolo attraverso il quale la tossina sarebbe stata somministrata.

Un duplice omicidio ancora senza indagati

A mesi dalla morte di madre e figlia, resta ancora da chiarire chi abbia provocato l’avvelenamento e attraverso quale modalità. L’inchiesta procede per duplice omicidio premeditato, ma allo stato attuale non ci sono indagati.

La nuova audizione della professoressa e quelle delle persone appartenenti alla cerchia familiare non implicano quindi responsabilità: gli investigatori stanno raccogliendo e verificando testimonianze nel tentativo di eliminare contraddizioni e ricostruire con precisione gli ultimi mesi di vita delle due vittime.

Ora l’attenzione è rivolta sia alle prossime convocazioni sia ai risultati degli accertamenti effettuati in Germania. Due fronti che potrebbero rivelarsi decisivi per dare una svolta all’inchiesta e individuare chi abbia avvelenato Antonella Di Ielsi e sua figlia Sara.

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