
In un’Italia in decrescita poco felice, spaventata, incerta ed insicura del presente e del futuro, la politica -quella che apparentemente dovrebbe guidare il Paese – non sa che pesci pigliare.
Da anni sopravvive, galleggia e periodicamente viene shakerata da dinamiche che sembrano interne, ma ormai comprendiamo derivano da Intelligenze estranee, e probabilmente esterne, alla politica nazionale.
Immagina, puoi.
Tutto iniziò con le stragi in Sicilia, poi Di Pietro, il primo populista, poi Grillo, e arriviamo a Vannacci.
In altri Paesi europei ci vogliono anni, ma i populisti non hanno sfondato l’establishment politico; qui, in poco tempo, un sistema debole, indebolito da leggi elettorali sempre più deficienti di solidità democratica e rappresentativa, viene rivoltato, perdendo i parametri fondamentali.
Immagina, puoi.
Mettiamo che, oltre Vannacci a destra, entri in campo Ranucci a sinistra. Tutto quello che c’è in mezzo verrebbe spaventato, confuso, stressato da comunicazione, in gran parte fasulla e hackerata, e sondaggi.
Lo shaker è in funzione: dietro ci sono barman, manine, influenze, intelligenze o intelligence. Tutto mira a destabilizzarci, a renderci vascello in balia, complice un popolo più ignorante, ma più arrogante.
In un contesto del genere, chi ci rappresenta dovrebbe stare fermo, non peggiorare le leggi elettorali che determinano il sistema politico, e non viceversa. Nel maggioritario del Rosatellum le estreme populiste fanno più fatica.
Invece vogliamo cambiare, vogliamo ammazzare la gallina per prenderne tutte le uova. E così aiutiamo i populisti a crescere, a compulsare, a rendere sempre più impossibile il governare.
Cui prodest?
Sicuramente ad alcune intelligenze straniere, che ci vogliono cavallo di Troia. Ma anche ad un deep state che, con un ceto politico incongruo o spaventato, ha gioco facile a continuare, nel finto gioco dell’oca delle nomine, a gestire le big five, Eni, Enel, Poste e compagnia cantando.
L’economia italiana è solidamente loro. Ogni tanto, non sempre, cambiano i numeri 1, forse i 2, ma gli altri, gli operativi, rimangono e vengono da anni dagli stessi apparati, circoli sul Tevere, accademie comuni.
Immagina, puoi.
Un mondo dove formalmente cambia tutto, sostanzialmente nulla, ma solo per alcuni. Per gli altri lentamente, ma inesorabilmente, cambia in peggio: salute, sicurezza, formazione, salario reale, vivibilità delle città, natalità e attese di futuro.
Immagina, puoi.
Ti parleranno di primarie, ballottaggi, governabilità, e poi fanno crescere troll russi, agenti e confidenti dei servizi, deviati o dritti che siano.
Siamo un Paese di Lavitola, Farina, Carboni, Tavaroli, Scarfato, Del Deo, Maletti, e chi più ne ha più ne metta. C’erano pure ai tempi di Andreotti, ma loro sapevano e gestivano anche questo. Oggi è il contrario: se va bene, la politica tace spaventata.
Immagina, puoi.
Imagine all the people, che vive solo per l’oggi.
Mentre loro si fregano il domani.


