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Vuole fare una foto, poi la tragedia: morto così in Italia, una scena tremenda

Pubblicato: 14/09/2026 19:47

BELLUNO. Era uscito dal rifugio Coldai nel cuore della notte, probabilmente per fotografare il paesaggio del Civetta illuminato soltanto dalle stelle. Ma quella che doveva essere un’escursione dedicata alla sua passione per la fotografia si è trasformata in tragedia. Un escursionista ceco di 43 anni è morto precipitando in un canale sul Monte Coldai, nel Bellunese.

L’allarme è scattato poco prima delle 2 di notte, quando gli amici dell’uomo si sono accorti che non era ancora rientrato al rifugio. Il 43enne era uscito intorno alla mezzanotte e, non vedendolo tornare, hanno provato più volte a contattarlo telefonicamente. Il cellulare squillava, ma dall’altra parte non arrivava alcuna risposta.

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La chiamata al 118 ha fatto scattare immediatamente le operazioni di ricerca. Il Soccorso alpino della Val di Zoldo ha raggiunto la zona con i mezzi disponibili fino a una determinata quota, per poi proseguire a piedi lungo il sentiero che conduce al rifugio Coldai.

Le ricerche sono proseguite nel buio, rese particolarmente difficili dalle condizioni notturne. A un certo punto i soccorritori, utilizzando anche un cannocchiale per la visione notturna, hanno individuato un’anomalia un centinaio di metri sotto il rifugio, a circa 2mila metri di quota.

Avvicinandosi, hanno avuto la drammatica conferma: quello che avevano individuato era il corpo senza vita dell’escursionista. Secondo una prima ricostruzione, l’uomo potrebbe essersi sporto dallo spiazzo vicino al bivacco per scattare fotografie, perdendo l’equilibrio e precipitando nel canale sottostante.

I soccorritori hanno raggiunto la salma e sono rimasti accanto al 43enne fino alle prime luci dell’alba. A quel punto è stato possibile procedere al recupero con l’elicottero, che ha trasportato il corpo fino a Palafavera, dove erano presenti anche carabinieri e vigili del fuoco.

Saranno ora gli accertamenti a chiarire con precisione la dinamica della caduta. L’ipotesi principale resta quella di un incidente, ma gli investigatori dovranno ricostruire gli ultimi movimenti dell’uomo e capire esattamente da quale punto sia precipitato.

La tragedia arriva al termine di una notte particolarmente impegnativa per il Soccorso alpino della Val di Zoldo. Poche ore prima, sempre nell’area del Civetta, i soccorritori erano intervenuti lungo il sentiero Tivan per aiutare due coppie di escursionisti israeliani che non riuscivano più a rientrare autonomamente.

Una delle ragazze era infatti esausta e infreddolita, rendendo necessario l’intervento dei soccorritori. In poche ore, dunque, la montagna ha richiesto un doppio intervento, con esiti profondamente diversi: da una parte un salvataggio, dall’altra il recupero del corpo di un uomo che aveva affrontato la notte per inseguire, attraverso l’obiettivo della sua macchina fotografica, la bellezza del paesaggio.

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