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“Un reattore nucleare in Italia!”. La notizia è appena arrivata: cosa succede

Pubblicato: 18/09/2026 13:06

La corsa alla produzione di energia si prepara a entrare in una nuova fase, con l’industria chiamata a trovare soluzioni capaci di garantire forniture continue e, allo stesso tempo, ridurre le emissioni. È una sfida che riguarda soprattutto i grandi consumatori di elettricità e calore, sempre più alla ricerca di fonti in grado di accompagnare la trasformazione dei processi produttivi.

In questo scenario torna a farsi strada un’idea che punta sulla dimensione degli impianti e sulla possibilità di avvicinare la produzione direttamente ai luoghi dove l’energia viene utilizzata. Non soltanto grandi infrastrutture energetiche, dunque, ma anche aree industriali e strutture che hanno bisogno di quantità elevate e costanti di elettricità. È su questa prospettiva che si concentra il progetto sviluppato in Francia.
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Il piano porta il nome di Edf e prevede la realizzazione di una prima serie di dieci reattori modulari di piccola taglia in diversi Paesi europei entro il 2035. Tra gli Stati presi in considerazione c’è anche l’Italia, dove il gruppo francese è presente attraverso la controllata Edison.

Dopo anni di studi e sviluppo, Nuward, società interamente controllata da Edf, ha definito un progetto per un reattore modulare di piccola taglia, con una potenza di 400 megawatt elettrici. Si tratta di un impianto ad acqua pressurizzata basato su una tecnologia di terza generazione avanzata, quindi su una soluzione tecnologica già consolidata.

Il progetto dei dieci reattori

La strategia di Edf punta sulla realizzazione di una prima serie di impianti anziché procedere con un singolo reattore. Il programma dovrebbe coinvolgere Francia, Polonia, Belgio, Finlandia e Italia, con l’obiettivo di avviare la costruzione a partire dal 2030.

La logica industriale del progetto è legata proprio alla produzione in serie. La realizzazione di dieci reattori permetterebbe, secondo le prospettive indicate dai manager francesi, di ottenere economie di scala e rendere maggiormente competitivo il costo dell’energia prodotta.

L’obiettivo indicato è arrivare a un prezzo di circa 100 euro al megawattora. Il confronto, nella strategia di Edf, non viene effettuato direttamente con le fonti rinnovabili, ma con l’energia prodotta attraverso gas “decarbonizzato”, considerando anche i costi legati alla cattura e allo stoccaggio dell’anidride carbonica.

Il primo impianto potrebbe essere realizzato in Francia, dove il progetto è attualmente in fase di valutazione. L’obiettivo temporale indicato dal gruppo è quello di avviare la costruzione dal 2030 e arrivare alla messa in funzione dei nuovi reattori entro il 2035.

Energia per industria e data center

Uno degli elementi centrali del progetto riguarda la possibilità di utilizzare i nuovi reattori non soltanto per produrre energia elettrica, ma anche calore.

Questa caratteristica viene indicata come una possibile soluzione per accompagnare la decarbonizzazione dell’industria. Oggi, infatti, una parte dei processi industriali che richiedono calore utilizza il gas. La possibilità di produrre contemporaneamente elettricità e calore potrebbe quindi rendere i piccoli reattori modulari una delle opzioni considerate per modificare questo tipo di approvvigionamento energetico.

Edf guarda proprio ai siti industriali come possibili luoghi nei quali collocare i nuovi impianti. L’idea è avvicinare la produzione ai grandi consumatori, riducendo la distanza tra il punto in cui l’energia viene generata e quello in cui viene utilizzata.

Un altro settore indicato è quello dei data center, strutture che hanno bisogno di forniture energetiche particolarmente consistenti e soprattutto continue. La disponibilità di una fonte capace di garantire produzione costante rappresenta, in questo senso, uno degli elementi alla base del progetto Nuward.

L’opportunità per l’industria italiana

Il piano europeo potrebbe coinvolgere anche la filiera italiana legata al nucleare. Nel Paese, infatti, esiste già un insieme di imprese attive nell’indotto nucleare, nonostante l’assenza di una produzione nazionale di energia elettrica attraverso centrali nucleari.

Per queste aziende, la possibile realizzazione dei reattori modulari rappresenta un’occasione industriale. Diverse imprese italiane hanno già sottoscritto primi accordi con Nuward e puntano a partecipare concretamente alla realizzazione dei progetti.

La presenza dell’Italia nella prima serie di dieci impianti potrebbe quindi aprire uno spazio per le aziende della filiera, proprio mentre Edf cerca di trasformare il progetto tecnologico in un programma industriale su scala europea.

La tabella di marcia resta scandita da alcune date precise: dieci reattori, cinque Paesi coinvolti, costruzione prevista a partire dal 2030 e obiettivo di mettere in funzione gli impianti entro il 2035. Per Nuward il passaggio decisivo sarà trasformare gli anni di studi e sviluppo in una produzione concreta, puntando sulla standardizzazione dei piccoli reattori e sulla loro applicazione nei siti industriali e nei data center.

Per l’industria italiana dell’indotto nucleare, intanto, l’attenzione è già rivolta ai possibili progetti che potrebbero svilupparsi nel Paese. I primi accordi siglati con Nuward rappresentano il punto di partenza per una partecipazione che potrebbe coinvolgere direttamente le imprese della filiera nella nuova fase del progetto europeo sui reattori modulari.

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