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La decisione del G7, 100 milioni di barili dalle scorte per frenare i prezzi

Pubblicato: 02/10/2026 21:44

Il G7 ha concordato il rilascio coordinato di almeno 100 milioni di barili di petrolio dalle riserve strategiche, con l’obiettivo di contenere l’impennata dei prezzi dell’energia e scongiurare nuove tensioni sulle forniture di diesel verso l’Europa. Il greggio dovrebbe essere immesso sul mercato nell’arco di quattro mesi, mentre per il gasolio è previsto un rilascio consistente già nelle prossime tre settimane.

La decisione è arrivata al termine di una giornata di intense trattative, dopo le pressioni esercitate da Donald Trump sui Paesi europei. Il presidente statunitense aveva minacciato di bloccare le esportazioni di diesel verso l’Europa nel caso in cui le capitali non avessero utilizzato le proprie riserve per contribuire a contenere i prezzi del carburante.

La pressione di Trump sul diesel europeo

Alla riunione convocata d’urgenza dalla presidenza francese hanno partecipato Canada, Francia, Germania, Italia, Regno Unito, Giappone e Stati Uniti. L’intesa prevede anche un’azione specifica sulle scorte di gasolio, considerate particolarmente importanti per ridurre la pressione sul mercato europeo.

Trump ha rivendicato il risultato, affermando che l’Europa ha accettato di mettere sul mercato una quantità significativa delle proprie riserve di gasolio. Gli Stati Uniti sono diventati nel frattempo uno dei principali fornitori di diesel dell’Europa: la quota delle importazioni europee provenienti dagli Usa è passata dal 21% del 2025 al 45% tra aprile e maggio, superando il 50% ad agosto.

La crisi energetica si è aggravata dopo lo scoppio della crisi di Hormuz, con un forte aumento delle quotazioni dei carburanti. Secondo i dati citati dall’Ue, dall’inizio della crisi i prezzi del diesel sono più che raddoppiati, mentre quelli del gas hanno registrato un aumento del 140%.

Macron: “Segnale chiaro di unità”

Il presidente francese Emmanuel Macron, che guida attualmente il G7, ha definito l’accordo un “segnale chiaro di unità”. La Francia aveva sostenuto la necessità di utilizzare le riserve strategiche per attenuare gli effetti della crisi e rispondere alle pressioni provenienti dagli Stati Uniti.

La proposta ha ricevuto anche il sostegno della premier Giorgia Meloni, che ha rilanciato l’ipotesi di un dialogo strutturato tra il G7 e i Paesi del Golfo. Bruxelles, intanto, ha convocato la task force per l’energia e una riunione degli ambasciatori dell’Ue, dalla quale è arrivata una rassicurazione sulla stabilità delle forniture nel continente.

La Commissione europea aveva avvertito che un eventuale divieto di esportazione del diesel verso l’Europa non avrebbe favorito nessuno e avrebbe potuto mettere in discussione la fiducia degli alleati nei confronti degli Stati Uniti. Trump ha successivamente deciso di non imporre il divieto di esportazione agli alleati europei.

Le riserve strategiche sul mercato

Il rilascio delle riserve strategiche sarà controllato dall’Agenzia internazionale dell’energia. Per i Paesi dell’Ue il coordinamento sarà affidato alla Commissione europea. Secondo l’Aie, finora è stato utilizzato circa il 20% delle scorte complessive disponibili a livello globale.

Sul mercato sono stati immessi complessivamente circa 400 milioni di barili. Circa due terzi hanno già raggiunto i mercati, mentre il restante terzo deve ancora essere consegnato. Con il nuovo accordo, il G7 punta quindi ad aumentare ulteriormente l’offerta per contribuire a contenere la pressione sui prezzi.

L’Europa resta una delle aree maggiormente esposte alla crisi del diesel, sia per la forte dipendenza dalle importazioni sia per la situazione dei suoi tradizionali fornitori. Russia e Medio Oriente, infatti, sono tra le principali aree di provenienza delle importazioni energetiche europee e sono entrambe coinvolte nell’attuale fase di conflitto e instabilità.

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