
Ci sono carriere che nascono quasi per caso, sui piccoli palchi, tra locali affollati e prime esibizioni davanti a un pubblico ancora ristretto, e che con il tempo finiscono per trasformarsi in una lunga storia fatta di musica, riconoscimenti e televisione. Per alcuni artisti, il palcoscenico diventa una presenza costante, un luogo nel quale tornare anche dopo i grandi successi e nel quale continuare a sentirsi semplicemente musicisti.
È anche attraverso questa fedeltà alla musica che si misura il percorso di un’artista che ha attraversato decenni senza rinunciare alla propria identità. Dai primi gruppi alle classifiche, dalle collaborazioni con grandi interpreti fino alla televisione, il suo nome è rimasto legato a una voce riconoscibile e a una presenza particolarmente intensa.
È morta Sass Jordan, cantante, cantautrice e storica giudice di Canadian Idol. L’artista, il cui vero nome era Sarah Jordan, è scomparsa “serenamente” il 2 ottobre 2026, all’età di 65 anni. La famiglia ha fatto sapere che era “circondata da coloro che la amavano di più”.
Nel messaggio con cui è stata ricordata, Jordan viene descritta come “una forza della natura inimitabile” e “un essere insostituibile di luce e gioia”.
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Gli esordi di Sass Jordan
Nata il 23 dicembre 1960 a Birmingham, nel Regno Unito, Sass Jordan era figlia di Albert Jordan, professore di letteratura francese, e di Jean Lanceman, ex ballerina inglese.
La famiglia si trasferì prima in Francia e successivamente a Montréal, in Canada. Fu proprio durante l’adolescenza che Jordan iniziò ad avvicinarsi sempre più seriamente alla musica.
A soli 16 anni era già la frontwoman di alcuni gruppi che si esibivano nei locali del centro di Montréal. Successivamente entrò nei The Pinups come cantante e bassista, iniziando a costruire una reputazione nella scena musicale locale.
Nel 1986 arrivò il debutto discografico, con la partecipazione come co-voce solista al brano Come On (Baby Tonight), contenuto nell’album Mauve dei Bündock.
La sua attività proseguì anche come cantante di sessione. A Montréal partecipò a diversi progetti, tra cui L’Affaire Dumoutier (Say To Me…) e il videoclip di Closer Together, entrambi dei The Box.
Jordan si dedicò inoltre alla scrittura di canzoni. Tra i brani composti da lei figurava Rain, portato nel 1987 nelle classifiche canadesi da Michael Breen.
Il successo internazionale
Nel 1988 arrivò il primo album solista, Tell Somebody. Il disco ottenne un importante riscontro in Canada e venne certificato disco di platino da Music Canada.
Un anno dopo, nel 1989, Sass Jordan conquistò il Premio Juno come Miglior cantante femminile emergente dell’anno.
Nel 1990 si trasferì a Los Angeles, mentre nel 1992 pubblicò Racine, il disco destinato a diventare il simbolo della sua carriera.
L’album vendette circa 450.000 copie nel mondo, di cui 100.000 in Canada. Il successo fu legato anche a brani come Make You a Believer, I Want to Believe, You Don’t Have to Remind Me e Goin’ Back Again.
Make You a Believer raggiunse l’11ª posizione della classifica Mainstream Rock di Billboard, mentre nello stesso anno Billboard indicò Jordan come Miglior artista rock femminile.
Sempre nel 1992 arrivò una collaborazione legata al cinema. Sass Jordan comparve nella colonna sonora di Guardia del corpo, il film con Kevin Costner e Whitney Houston, interpretando insieme a Joe Cocker il brano Trust in Me.
Nel 1993 pubblicò Who Do You Think You Are. L’anno seguente ottenne invece il primo ingresso nella Billboard Hot 100 con Sun’s Gonna Rise, arrivato fino all’86ª posizione.

Il ruolo a Canadian Idol
La carriera di Sass Jordan non si sviluppò soltanto attraverso la musica. Tra il 2003 e il 2008 l’artista entrò infatti nella giuria di tutte e sei le stagioni di Canadian Idol.
In quella formazione era l’unica donna tra i giudici e divenne così un volto conosciuto anche dal pubblico televisivo canadese.
L’impegno sul piccolo schermo si affiancò a quello musicale. Per circa vent’anni Jordan continuò a esibirsi e a pubblicare musica, mantenendo il rapporto con un pubblico costruito nel corso di una carriera iniziata quando era ancora adolescente.
Il suo legame con la musica era rimasto particolarmente forte. “Se ami la musica e sei in giro da tanto tempo quanto me, fai praticamente quello che devi fare”, aveva raccontato in passato. “Ma io amo la musica. Sono una fan sfegatata, una fan enorme”.
L’ultimo ricordo
Con la morte di Sass Jordan si chiude una carriera durata diversi decenni e sviluppata tra concerti, album, collaborazioni, classifiche e televisione.
La famiglia ha scelto di sottolineare soprattutto la sua personalità e la sua capacità di lasciare un segno nelle persone che le sono state accanto, ricordandola come “una forza della natura inimitabile” e “un essere insostituibile di luce e gioia”.
Jordan lascia il marito Derek Sharp, la figlia Stella Jordan-Sharp, la figliastra Brianne Sharp e il fratello Daniel Jordan.
Dai primi anni trascorsi sui palchi di Montréal fino al successo di Racine, passando per il cinema, le classifiche e Canadian Idol, la sua storia artistica è rimasta profondamente legata alla musica. Una passione che, come aveva spiegato lei stessa, non aveva mai smesso di considerare una parte essenziale della propria vita.


