
A tre anni dagli attacchi del 7 ottobre 2023, la massima carica dello Stato italiano e i principali esponenti politici hanno rinnovato la propria posizione sulla crisi mediorientale. Il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha riaffermato la vicinanza dell’Italia al popolo israeliano e alle famiglie dei caduti, evidenziando come «Gli atti di terrorismo non potranno mai essere giustificati né archiviati» e definendo quella data come un monito contro «le piaghe barbare e incivili del terrorismo, dell’antisemitismo e di ogni forma di odio su base etnica e religiosa».
Al contempo, il Capo dello Stato ha richiamato con forza l’attenzione sulla tragedia umanitaria che travaglia la popolazione civile a Gaza, sottolineando come «Le operazioni militari condotte dalle forze israeliane a Gaza hanno provocato una devastazione umana e materiale di intollerabile gravità» e giudicando «inaccettabile il processo di erosione di territori attribuiti all’Autorità Nazionale Palestinese».
Il coro delle istituzioni e la diplomazia internazionale
Sulla stessa linea si è espressa la Presidente del Consiglio Giorgia Meloni, ribadendo che «nessuna causa può giustificare il massacro deliberato di innocenti» e confermando l’impegno dell’esecutivo per una soluzione duratura: «L’Italia continuerà a lavorare per una pace che garantisca agli israeliani sicurezza e ai palestinesi un futuro di libertà e dignità». A farle eco è stato il Ministro degli Esteri Antonio Tajani, ricordando che «Onorare la loro memoria e quella di tutti gli ostaggi resta un dovere della comunità internazionale» nel quadro della formula “Due Popoli, Due Stati”.
Anche sul piano europeo sono giunti messaggi univoci da parte del presidente francese Emmanuel Macron e della presidente del Parlamento Europeo Roberta Metsola, entrambi determinati a contrastare l’antisemitismo e a fermare la spirale di violenza.
Dura la presa di posizione della segretaria del Partito Democratico Elly Schlein, che definendo l’attacco di tre anni fa come «Un orrore che ancora addolora e che non può essere dimenticato, insieme alle vittime innocenti», ha acceso i riflettori sulle responsabilità del governo israeliano: «Abbiamo sempre detto che quell’horror non ne giustifica altro. E dobbiamo tenere alta l’attenzione sul fatto che a Gaza i palestinesi continuano a morire sotto le armi dell’esercito israeliano e per mancanza di aiuti umanitari. In Cisgiordania il diritto internazionale viene calpestato quotidianamente dalle violenze dei coloni e dall’allargamento degli insediamenti illegali. I crimini compiuti dal governo di Netanyahu non possono rimanere impuniti».


