
Il campo largo continua a discutere soprattutto di una cosa: chi dovrà guidarlo. Mentre il tavolo sul programma resta ancora da costruire, Giuseppe Conte intensifica i contatti con gli alleati e ieri ha pranzato alla Camera con Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, leader di Alleanza Verdi e Sinistra. Al centro delle manovre ci sono ancora una volta le primarie per scegliere il candidato premier, terreno sul quale le diverse anime della coalizione restano molto distanti.
L’incontro arriva pochi giorni dopo il faccia a faccia tra Conte ed Elly Schlein, dal quale era emersa l’ipotesi di affidare ai gazebo la scelta della leadership. Ma proprio modalità, tempi e perfino contenuto di quel colloquio sono diventati oggetto di versioni differenti. Alla Camera, Conte si è prima intrattenuto con Bonelli, poi i due hanno raggiunto il ristorante e al tavolo si è aggiunto Fratoianni. La segretaria del Pd, presente poco prima nello stesso locale insieme alla capogruppo Chiara Braga, aveva invece già lasciato Montecitorio.

Avs frena sulle primarie
Ufficialmente nessun vertice politico. Conte ha ridimensionato la portata dell’incontro, mentre Bonelli ha spiegato che il pranzo sarebbe nato casualmente e che la discussione avrebbe riguardato soprattutto la legge elettorale. Ma il quadro politico rende inevitabile leggere il faccia a faccia anche alla luce dello scontro sulle primarie. Avs resta infatti contraria ai gazebo, considerati uno strumento capace di acuire le divisioni interne alla coalizione anziché risolverle.
Bonelli e Fratoianni guardano con interesse alla possibilità di evitare una competizione diretta tra Conte e Schlein e hanno mostrato attenzione verso l’ipotesi, attribuita al leader del Movimento 5 Stelle, di un passo indietro comune dei due principali contendenti per individuare una figura condivisa. Una ricostruzione che però la segretaria democratica avrebbe contestato nettamente: secondo Schlein, durante il colloquio con Conte non sarebbe mai stata avanzata né l’idea di rinunciare entrambi alla candidatura né quella di cercare un terzo nome.
Nel Pd cresce l’irritazione per Conte
Dentro il Partito democratico l’attivismo dell’ex presidente del Consiglio comincia così a provocare insofferenza. Una parte dei democratici interpreta le sue mosse come il tentativo di assumere il ruolo di regista dell’intera coalizione, mentre sullo sfondo resta il problema politico più delicato: una eventuale sfida alle primarie tra Schlein e Conte potrebbe trasformarsi in una resa dei conti tra Pd e Movimento 5 Stelle.
Il pranzo con i leader di Avs alimenta inoltre il sospetto, tra alcuni parlamentari dem, che possa consolidarsi un asse tra M5S e rossoverdi in vista della partita sulla leadership. Intanto resta sostanzialmente fermo il confronto sui contenuti. Ed è proprio questo il paradosso del campo largo: mentre si moltiplicano pranzi, incontri riservati e trattative sul candidato premier, il programma comune della coalizione continua a non avere ancora un vero tavolo politico.


