Vai al contenuto

“Tonfo clamoroso”. Sondaggi, numeri mai visti prima: chi si dispera

Pubblicato: 23/10/2026 07:31

Fratelli d’Italia cresce, mentre quasi tutti gli altri partiti perdono terreno. È la fotografia del panorama politico italiano scattata dal monitoraggio socio-politico di EMG per Linea Notte, su Rai 3. Il partito della presidente del Consiglio Giorgia Meloni si conferma in testa alle intenzioni di voto, guadagnando sei decimi di punto e raggiungendo il 26%. Un risultato che consolida il primato della formazione di governo, mentre le opposizioni si confrontano con un quadro più frammentato e segnato da diverse flessioni.

Nel centrodestra, alle spalle di Fratelli d’Italia, il quadro è meno favorevole. Forza Italia scende al 7,5%, perdendo lo 0,4%, mentre la Lega arretra di due decimi e si attesta al 7,3%. Restano invece stabili Noi Moderati, all’1,7%, e Sud chiama Nord, all’1,5%. Il partito di Meloni rafforza dunque la propria posizione di primo attore della coalizione, mentre gli alleati principali registrano un arretramento, seppure contenuto.

Sul fronte del centrosinistra, il Partito Democratico guidato da Elly Schlein si colloca al 20,5%, con una flessione dello 0,1%. Per il Movimento 5 Stelle, invece, il dato è dell’11,6%, in calo di due decimi. Anche Alleanza Verdi e Sinistra, il cartello di Angelo Bonelli e Nicola Fratoianni, perde terreno e scende al 5,6%, con un arretramento dello 0,2%. Numeri che descrivono un’opposizione nella quale il Pd mantiene la seconda posizione nazionale, ma senza registrare una crescita nella rilevazione.

Tra le forze minori del centrosinistra emergono invece variazioni più contenute. Italia Viva, il partito di Matteo Renzi, guadagna un decimo e raggiunge il 2,6%. Più Europa si attesta all’1,8%, mentre le altre formazioni citate nella rilevazione, tra cui Progetto Civico e Psi, raccolgono complessivamente l’1%. Un quadro che conferma la pluralità dell’area progressista e centrista, ma anche la distanza tra i principali partiti e le formazioni di dimensioni più ridotte.

La sfida tra gli schieramenti restituisce un dato politicamente significativo: il centrodestra sale al 44%, mentre il cosiddetto campo largo si ferma al 43,1%. Quest’ultimo registra una crescita complessiva dello 0,6% rispetto alla precedente rilevazione, ma non riesce a superare la coalizione di governo. Il confronto tra i due blocchi resta ravvicinato, con meno di un punto percentuale a separarli, e mostra quanto gli equilibri complessivi dipendano non soltanto dai risultati dei partiti maggiori, ma anche dalla tenuta delle formazioni alleate.

Fuori dai due principali schieramenti, la rilevazione segnala la flessione di Futuro Nazionale, il movimento di Roberto Vannacci, che perde lo 0,9% e scende al 5,6%. Un arretramento che ridimensiona il dato della formazione nell’ambito del quadro politico fotografato da EMG. Il risultato conferma inoltre la presenza di uno spazio elettorale esterno alle coalizioni tradizionali, sebbene le variazioni registrate possano modificare sensibilmente il peso relativo dei singoli soggetti.

Nel cosiddetto centro il consenso complessivo si attesta al 5,2%. Al suo interno, Azione di Carlo Calenda raggiunge il 2,7%, il Partito Liberaldemocratico di Luigi Marattin si colloca all’1,8% e Ora, la formazione di Michele Boldrin, allo 0,7%. Si tratta di un’area articolata in più sigle, nella quale i singoli risultati restano distanti da quelli dei partiti maggiori. Il dato aggregato offre tuttavia una misura del peso che queste forze possono avere nel dibattito politico nazionale.

La fotografia complessiva mette in evidenza una dinamica a due velocità: Fratelli d’Italia avanza, mentre gli altri principali partiti, con poche eccezioni, arretrano o restano stabili. Sul piano delle coalizioni, il centrodestra conserva il vantaggio sul campo largo, nonostante la crescita attribuita a quest’ultimo nella rilevazione. Le distanze, tuttavia, rimangono contenute e i dati rappresentano una fotografia delle intenzioni di voto, non una previsione automatica del risultato elettorale.

La partita politica resta quindi aperta su più fronti: la capacità di Meloni di consolidare il consenso del proprio partito, la risposta del Pd e del Movimento 5 Stelle e il ruolo delle formazioni minori nel definire gli equilibri tra gli schieramenti. Il 26% di Fratelli d’Italia e il 44% del centrodestra sono i numeri che spiccano nella rilevazione EMG, mentre il campo largo resta poco sotto la coalizione di governo. Per valutare la solidità di queste tendenze sarà decisivo osservare le prossime rilevazioni, tenendo conto delle variazioni statistiche e delle differenze tra i diversi istituti di sondaggio.

Continua a leggere su TheSocialPost.it

Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure