
Donald Trump torna ad alzare la pressione sull’Iran, lasciando aperta la possibilità di ricorrere a opzioni diverse dalla diplomazia qualora i negoziati con Teheran non dovessero produrre risultati. Il presidente degli Stati Uniti ha dichiarato che Washington intende «portare a termine il lavoro», senza precisare quali iniziative potrebbe intraprendere in caso di fallimento dei colloqui. Le parole arrivano durante un’intervista ad Axios, nella quale Trump conferma l’esistenza di contatti indiretti con la Repubblica islamica attraverso alcuni mediatori. Contemporaneamente, il presidente americano apre un nuovo fronte di scontro interno, accusando i democratici di frode elettorale in Alaska e chiedendo che alla candidata Mary Peltola venga impedito di partecipare alla competizione elettorale.
Trump sull’Iran: «Vedremo se i negoziati avranno successo»
Il presidente americano ha confermato che sono in corso negoziati con Teheran, condotti attraverso mediatori, ma non ha fornito dettagli sui contenuti delle discussioni né sulle condizioni poste dagli Stati Uniti.
«Vedremo se i negoziati potranno avere successo», ha dichiarato Trump ad Axios.
Il passaggio più significativo riguarda però la determinazione espressa dal presidente a raggiungere comunque gli obiettivi americani nei confronti dell’Iran.
Washington, ha spiegato, intende «portare a termine il lavoro», sia attraverso un accordo sia valutando altre possibilità.
Una formulazione che lascia aperti diversi scenari, compreso quello di un ulteriore irrigidimento della posizione statunitense.
Trump non ha tuttavia specificato se tra le alternative prese in considerazione vi siano nuove misure economiche, iniziative diplomatiche più incisive o eventuali operazioni militari.
Le sue dichiarazioni confermano quindi la volontà di mantenere alta la pressione sull’Iran mentre proseguono i tentativi di raggiungere un’intesa.
I colloqui con Teheran e l’incognita sulle prossime mosse
L’intervista evidenzia una strategia nella quale negoziato e pressione politica procedono parallelamente.
Da una parte, la Casa Bianca mantiene aperto il canale diplomatico attraverso i mediatori. Dall’altra, il presidente ribadisce che gli Stati Uniti non intendono rinunciare ai propri obiettivi anche nel caso in cui le trattative non dovessero andare a buon fine.
Al momento non sono stati comunicati risultati concreti dei colloqui né un calendario per un eventuale accordo.
Resta dunque da capire quali concessioni Washington sia disposta ad accettare e quali siano le condizioni considerate indispensabili da Teheran.
Trump attacca Mary Peltola: «Non dovrebbe potersi candidare»
Parallelamente alle dichiarazioni sulla politica estera, Trump ha pubblicato un duro messaggio sul suo social Truth, prendendo di mira la candidata democratica Mary Peltola in Alaska.
Il presidente sostiene che i democratici abbiano messo in atto una manovra elettorale scorretta e chiede che alla candidata venga impedito di concorrere.
«In Alaska, non credo che Mary Peltola debba essere autorizzata a candidarsi, dopo aver messo in atto un piano così terribile. Si tratta infatti di frode elettorale», ha scritto.
L’accusa riguarda la presenza di un candidato di nome Dan Sullivan sulla scheda elettorale.
Secondo Trump, i democratici avrebbero favorito questa candidatura e successivamente avrebbero fornito dichiarazioni false davanti a un tribunale.
«Hanno barato e mentito al tribunale»
Nel suo intervento, il presidente americano utilizza toni particolarmente duri per descrivere quella che considera una manipolazione della competizione elettorale.
«Hanno barato! Hanno trovato un uomo di nome Dan Sullivan, lo hanno inserito nella scheda elettorale e poi hanno mentito al tribunale, sostenendo di non saperne nulla. È falsa testimonianza», afferma Trump.
Il presidente conclude chiedendo l’esclusione dalla competizione sia di Peltola sia dell’altro candidato.
«Lei non dovrebbe poter concorrere, e lo stesso vale per il falso Dan Sullivan».
Si tratta di accuse formulate dal presidente, che non costituiscono di per sé una prova di frode elettorale o di falsa testimonianza. Per stabilire eventuali irregolarità sono necessari accertamenti e decisioni delle autorità competenti.
Due fronti aperti per la Casa Bianca
Le dichiarazioni di Trump riportano l’attenzione su due questioni molto diverse, ma entrambe politicamente delicate.
Sul piano internazionale, il presidente mantiene aperta la possibilità di un’intesa con l’Iran, accompagnandola con un avvertimento sulle alternative a disposizione di Washington.
Sul fronte interno, invece, torna a contestare la regolarità di una competizione elettorale, chiamando direttamente in causa una candidata democratica e chiedendone l’esclusione.
Per ora, né l’esito dei negoziati con Teheran né le conseguenze delle accuse sull’elezione in Alaska sono definiti. Le prossime iniziative diplomatiche e gli eventuali sviluppi giudiziari chiariranno quale seguito avranno le parole del presidente americano.


