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Pensioni nel caos, governo diviso: stop al riscatto laurea, scontro Lega-Meloni e opposizioni all’attacco

Pubblicato: 18/12/2025 19:52

È scoppiato il caos in Commissione Bilancio sul maxiemendamento alla manovra, in particolare sulle norme che riguardano le pensioni. L’annuncio dell’arrivo del testo ha immediatamente acceso le tensioni, tanto che i senatori della Lega hanno chiesto la sospensione dei lavori per un confronto diretto con il governo. Una mossa che ha evidenziato fratture interne alla maggioranza e ha offerto alle opposizioni l’occasione per un attacco frontale all’esecutivo.

A difendere l’impianto della riformulazione è stato il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ha provato a rassicurare: “Abbiamo riformulato la norma sul riscatto della laurea. Non aumentano i tempi per andare in pensione”. Il titolare del Tesoro ha poi ribadito che “non è nostra intenzione aumentare i requisiti pensionistici”, chiarendo che sono stati “tenuti indenni tutti coloro che hanno fatto il riscatto fino adesso”, compresi quelli che avevano iniziato a pagare senza aver completato il percorso. Per il futuro, ha spiegato Giorgetti, il riscatto avrà “una logica puramente assicurativa”, incidendo sull’importo dell’assegno ma non sulla data di pensionamento.

Maggioranza divisa, opposizioni all’attacco

Le parole del ministro non hanno però placato le polemiche. La segretaria del Partito DemocraticoElly Schlein, ha sferrato un duro attacco politico: “Non è la prima volta che mente agli italiani, ma sulle pensioni la presidente del Consiglio si dimostra campionessa di incoerenza”. Secondo Schlein, Giorgia Meloni avrebbe “tradito tutti gli impegni presi in campagna elettorale”, promettendo l’abolizione della legge Fornero e l’abbassamento dell’età pensionabile, mentre oggi “stanno facendo l’opposto: la aumentano”. La leader dem ha parlato di un “tradimento che grava tutto sulle spalle di chi lavora”, annunciando una battaglia parlamentare senza sconti.

Anche Italia Viva rivendica un risultato politico. La capogruppo al Senato Raffaella Paita ha dichiarato: “Grazie al nostro lavoro in commissione Bilancio e alla nostra ferma opposizione, il governo ha fatto marcia indietro almeno sulla indecente svalutazione del riscatto della laurea”, pur aggiungendo che le modifiche restano “insufficienti” e che il gruppo voterà un subemendamento soppressivo.

Dal fronte dem arrivano accuse di vera e propria crisi. Ubaldo Pagano, capogruppo Pd in commissione Bilancio alla Camera, parla di “maggioranza andata in tilt”, con “divisioni profonde, confusione e una legge di bilancio riscritta a pezzi”. Sulla stessa linea Francesco Boccia, capogruppo Pd al Senato, che denuncia come “resti l’inasprimento della Fornero” e definisce le scelte del governo “gravi forzature”.

Anche nella Lega emergono distinguo. Il senatore Claudio Borghi ha ammesso che “miglioriamo rispetto a ieri perché non ci sono i riscatti delle lauree, ma non c’è la questione delle finestre”, annunciando la richiesta di una nuova riformulazione per evitare “equivoci”. Un quadro che fotografa una manovra ancora instabile, con le pensioni al centro di uno scontro politico destinato a proseguire.

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