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“Ha fatto stuprare la moglie per 13 anni”. Bufera totale sull’ex politico: chi c’era con lui

Pubblicato: 23/12/2025 14:45

È iniziato davanti alla Swindon Magistrates’ Court, nel Regno Unito, un procedimento giudiziario destinato a scuotere profondamente l’opinione pubblica britannica. Alla sbarra è comparso Philip Young, 49 anni, ex esponente politico conservatore locale, accusato di aver sottoposto la sua ex moglie a stupri e abusi sessuali ripetuti per un arco di tempo di tredici anni. Le imputazioni, formalizzate nelle scorse ore, parlano di una lunga sequenza di violenze che si sarebbero protratte dal 2010 al 2023, con il coinvolgimento, a vario titolo, di altri cinque uomini.

Young, già consigliere comunale tra il 2007 e il 2010 nell’amministrazione di Covingham and Nythe, nei pressi di Swindon, eletto nelle file dei Tory, era stato denunciato a suo tempo dall’ex consorte e successivamente arrestato dalla polizia. Dopo la prima comparizione, il giudice ha stabilito che l’uomo resti in custodia cautelare in carcere, fissando l’avvio del processo per il prossimo 23 gennaio, data in cui dovrà rispondere delle gravissime accuse.

Le accuse e i coimputati

Secondo l’accusa, Philip Young non avrebbe agito da solo. In aula sono state infatti formalizzate le imputazioni di complicità nei confronti di altri cinque uomini ritenuti coinvolti nell’odissea di violenze subite dalla donna. Si tratta di Norman Macksoni, 47 anni, Dean Hamilton, anch’egli 47enne, Conner Sanderson Doyle, 31 anni, Richard Wilkins, 61 anni, e Mohammed Hassan, 37 anni. Ognuno di loro dovrà rispondere del proprio ruolo in una vicenda che gli inquirenti descrivono come sistematica e prolungata nel tempo.

La vittima è Joanne Young, 48 anni, che ha scelto di rinunciare al diritto legale all’anonimato, chiedendo esplicitamente di essere citata con il proprio nome. Una decisione forte, spiegano gli investigatori, maturata per dare piena visibilità alla gravità dei fatti denunciati e al lungo percorso di sofferenza affrontato.

Le violenze, secondo quanto ricostruito, sarebbero iniziate quando la donna era ancora legata sentimentalmente a Young e si sarebbero protratte anche dopo la fine del rapporto, in un clima di sopraffazione e controllo continuo.

Un caso che, per dinamiche e durata, richiama alla memoria quello di Gisèle Pelicot, la donna francese vittima per circa dieci anni di gravi violenze sessuali e sottomissione chimica da parte del marito Dominique Pelicot e di decine di altri uomini. Una vicenda che aveva portato, un anno fa, a numerose condanne, tra cui una a 20 anni di carcere proprio per il marito.

Ora anche il caso Young si avvia verso un processo che promette di fare piena luce su una storia di abusi protratti nel tempo, mentre la giustizia britannica è chiamata a stabilire responsabilità e colpe in una delle vicende più drammatiche degli ultimi anni.

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