
Gli auguri di Natale arrivano per Giorgia Meloni al termine di un’altra battaglia parlamentare, quella che ha portato al via libera definitivo alla manovra 2026, approvata oggi, martedì 23 dicembre. Ed è proprio da qui che la presidente del Consiglio ha scelto di partire, rivolgendo un messaggio di ringraziamento e incoraggiamento ai suoi parlamentari.
Durante il brindisi natalizio nella sala Tatarella di Montecitorio, Meloni ha fatto gli auguri e si è complimentata per il lavoro svolto alla Camera e al Senato dai gruppi di Fratelli d’Italia, secondo quanto riferito da alcuni partecipanti. Un incontro dal clima disteso e sereno, al quale hanno preso parte anche il presidente del Senato Ignazio La Russa e la responsabile della segreteria politica di FdI, Arianna Meloni.
“È stato un anno tosto, il prossimo sarà peggio”
Dagli auguri ai parlamentari, la premier ha poi allargato lo sguardo al percorso affrontato dal governo e alle sfide che attendono Palazzo Chigi nei prossimi mesi. Un anno che sta per chiudersi e che, come ha ricordato nel discorso di auguri ai dipendenti della Presidenza del Consiglio, “è stato tosto per tutti noi”.
Con una battuta che è anche un monito, Meloni ha avvertito: “Non preoccupatevi perché l’anno prossimo sarà molto peggio. Quindi riposatevi adeguatamente durante queste feste perché dobbiamo continuare a dare risposte a questa nazione straordinaria”.
Giorgia Meloni, i dossier sul tavolo di Palazzo Chigi e le frizioni nella maggioranza
All’orizzonte si profila un’agenda particolarmente impegnativa. Tra i principali dossier aperti figurano il completamento degli obiettivi del Pnrr nei prossimi sei mesi, l’esito del referendum costituzionale sulla giustizia, la riforma del premierato e l’eventuale modifica della legge elettorale. Il tutto in un anno che precede le elezioni, in un quadro politico in costante evoluzione.
“A parte noi, tutti i partiti sono in fibrillazione”, osserva un esponente di primo piano di FdI. Un riferimento che riguarda sia le tensioni nel Partito democratico, sia quelle che attraversano la maggioranza di governo.
La manovra ha messo in evidenza attriti interni tra l’area più vicina a Matteo Salvini e il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti. Restano poi sotto osservazione il futuro politico di Luca Zaia e, dentro Forza Italia, il confronto tra le spinte al rinnovamento della famiglia Berlusconi e la cosiddetta “scossa liberale” promossa dal vicesegretario Roberto Occhiuto, in vista dei congressi regionali di primavera e di quello nazionale atteso per l’inizio del 2027.
Agenda fitta e pausa ridotta
Archiviato il primo via libera alla manovra al Senato, Meloni ha scandito questi giorni con una fitta agenda istituzionale: dalla cerimonia di auguri ai dipendenti di Palazzo Chigi, ai quali ha ricordato “Voi non siete al servizio del governo, siete al servizio del popolo italiano, come me”, fino al brindisi con i parlamentari di FdI.
Poi una breve pausa di 48 ore, consigliata anche ai cronisti: “Ora riposatevi, se mi fermo io per Natale, fatelo pure voi, almeno per due giorni…”.
Subito dopo le festività, però, l’esecutivo tornerà operativo con l’ultimo Consiglio dei ministri dell’anno, chiamato ad approvare il decreto legge per prorogare l’autorizzazione alla cessione di armi all’Ucraina. La pausa natalizia, insomma, sarà brevissima.


