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Ok della Camera, la manovra è legge con 216 sì. Meloni: “Manovra seria e responsabile”

Pubblicato: 30/12/2025 13:07

La manovra è legge. Il via libera definitivo arriva dall’Aula della Camera dei deputati poco prima delle 13, con 216 voti favorevoli, 126 contrari e 3 astenuti, chiudendo l’iter parlamentare della legge di Bilancio. È il quarto provvedimento economico approvato dal governo Meloni, che archivia così una fase lunga e politicamente complessa.

L’approvazione rappresenta l’atto conclusivo di un percorso iniziato a ottobre con il testo varato dal Consiglio dei ministri e proseguito tra correzioni, riformulazioni e tensioni interne alla maggioranza. Un cammino reso più tortuoso da ripensamenti e mediazioni, ma che si è comunque concluso nei tempi previsti, evitando il rischio dell’esercizio provvisorio.

Determinante, ancora una volta, è stata la scelta dell’esecutivo di blindare la manovra con la fiducia in entrambe le Camere. Una strategia che ha limitato le modifiche parlamentari ma ha consentito di superare gli ultimi scogli politici, soprattutto dopo le sedute fiume e le discussioni accese in commissione Bilancio al Senato.

Le parole di Giorgia Meloni

In un lungo post su Instagram, Giorgia Meloni ha commentato la manovra: “Il Parlamento ha approvato la Legge di Bilancio 2026. È una manovra seria e responsabile, costruita in un contesto complesso, che concentra le limitate risorse a disposizione su alcune priorità fondamentali: famiglie, lavoro, imprese e sanità. Proseguiamo nel percorso di riduzione dell’IRPEF per il ceto medio, nel sostegno alla natalità e al lavoro, nel rafforzamento della sanità pubblica e nel supporto a chi investe, produce e crea occupazione. Abbiamo lavorato per rendere strutturali misure già avviate e per rafforzare quelle che incidono realmente sulla vita quotidiana degli italiani, mantenendo fede agli impegni assunti. Un altro passo avanti per dare certezze alla Nazione e continuare a costruire un’Italia più solida, competitiva e capace di guardare al futuro con fiducia”.

Nella notte precedente al voto finale sono emerse le ultime frizioni nella maggioranza, con i partiti alleati che hanno trasformato in ordini del giorno le richieste rimaste escluse dal testo. Impegni politici, più che norme vincolanti, che hanno accompagnato l’ultimo miglio verso l’approvazione definitiva.

Con il sì dell’Aula, la legge di Bilancio entra ufficialmente in vigore e definisce il quadro economico per il prossimo anno. Al centro del provvedimento ci sono il controllo dei conti pubblici, il rispetto dei vincoli europei e una serie di misure fiscali e sociali che il governo rivendica come compatibili con la crescita.

Le opposizioni hanno invece votato compatte contro la manovra, denunciandone l’impianto. In Aula, la segretaria del Partito democratico, Elly Schlein, ha parlato di una legge che “aiuta di più i più ricchi”, criticando l’assenza di interventi incisivi su caro bollette, sanità e sostegno alle famiglie più fragili.

Di segno opposto le dichiarazioni della maggioranza. La Lega, per voce di Riccardo Molinari, ha rivendicato i risultati ottenuti dal ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, sottolineando il rispetto dei parametri Ue, l’aumento dell’occupazione e il percorso per uscire anticipatamente dalla procedura d’infrazione.

Anche Forza Italia ha confermato il voto favorevole, evidenziando i dati macroeconomici positivi: spread sotto i 70 punti base, record di occupazione e giudizi favorevoli delle agenzie di rating. Secondo gli azzurri, la manovra coniuga risanamento dei conti e riforme strutturali.

Con l’approvazione finale alla Camera, si chiude dunque una delle partite politiche più delicate dell’anno. La manovra 2025 è ora operativa e il confronto si sposta sul terreno dell’attuazione concreta delle misure, mentre maggioranza e opposizione si preparano a una nuova fase di scontro sui risultati reali del provvedimento.

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Ultimo Aggiornamento: 30/12/2025 13:35

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